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| 17 giu 2022 | 12:28

Tosi si propone a Sboarina per battere Tommasi ma arriva il rifiuto: ''Noi il contratto lo abbiamo firmato con i veronesi''

Al ballottaggio con il centrosinistra di Tommasi che ha ottenuto il 40% dei voti al primo turno, il sindaco uscente appoggiato dalla destra (Lega e Fratelli d'Italia) declina la proposta del ''terzo incomodo'' che ha in dote un 24% di consensi. Il rischio sarebbe ritrovarsi in maggioranza e forse anche in giunta l'ex sindaco (con anche 4-5 consiglieri in più per l'asse di centrodestra). Tosi: ''Così consegna alla sinistra la città''

Tosi si propone a Sboarina per battere Tommasi ma arriva il rifiuto: Noi il contratto lo abbiamo firmato con i veronesi''

VERONA. ''Ringraziamo Tosi e Forza Italia per l’apertura ufficiale all’apparentamento (...) ma la nostra è una scelta di coerenza''. Così il candidato sindaco di destra Federico Sboarina ha declinato l'offerta del candidato di centrodestra Tosi di ''travaso'' di voti in chiave ballottaggio a Verona. ''Sboarina e Fratelli d'Italia oggi hanno deciso di spaccare il centrodestra a Verona - ha replicato Flavio Tosi - e di offrire un pericoloso assist alla sinistra. Ne prendiamo atto, con profondo rammarico e soprattutto immaginando lo sconforto e la delusione del 24 per cento degli elettori veronesi (e di quasi la metà degli elettori del centrodestra) che hanno votato Tosi e Forza Italia al primo turno, dando fiducia a una visione liberale, dinamica, pragmatica e di buon governo della città''.

 

Si complica e non poco la partita elettorale a Verona per la destra. Che l'operato del sindaco uscente non fosse piaciuto ai veronesi lo aveva già certificato il risultato elettorale di domenica scorsa che aveva visto primeggiare il candidato di centrosinistra Damiano Tommasi con quasi il 40% dei voti e il ''terzo incomodo'' Flavio Tosi arrivare a un ottimo 24%. Per Sboarina un 32,7% che in vista dello ''spareggio'' del 26 giugno non faceva ben sperare nonostante, storicamente, la città scaligera sia una roccaforte del centrodestra.

 

Per questo i leader nazionali, Salvini e Meloni, da giorni stavano spingendo per accettare le proposte dell'asse che ha sostenuto Tosi con Forza Italia a guidare il blocco e un'Italia Viva pronta, invece, pronta a sostenere, come era ovvio che fosse, il candidato di centrosinistra. Tosi, per facilitare il processo e far digerire meglio ai suoi elettori Sboarina (che evidentemente non è stato apprezzato da chi scientemente ha preferito tornare a votare il vecchio sindaco piuttosto che quello uscente) ha aderito al partito di Berlusconi, negli scorsi giorni, e si è proposto pubblicamente al competitor di destra dichiarando di essere disponibile a un'alleanza ufficiale per battere Tommasi e il centrosinistra in cambio di un ingresso a pieno titolo in maggioranza (e prevedibilmente in giunta magari come vicesindaco) che gli farebbe guadagnare anche 4-5 consiglieri ''sottraendoli'' all'asse dello stesso Sboarina.

 

Una figura senza dubbio ingombrante (già sindaco per due legislature e personalità da leader con velleità anche nazionali) quella di Tosi in giunta per Sboarina e allora ecco il rifiuto del sindaco uscente che con un post su Facebook ha chiarito che ''il cuore della maggioranza dei veronesi batte già unito nel centrodestra a prescindere dai tecnicismi e dallo spostamento di uno o più simboli da una parte all’altra della scheda elettorale''.

 

Ha quindi ringraziato Tosi e Forza Italia per l’apertura ufficiale all’apparentamento, ''così come il presidente Silvio Berlusconi che nelle scorse settimane aveva già dichiarato che il suo partito al ballottaggio avrebbe appoggiato chi nell’alveo del centrodestra avrebbe preso più voti, ma la nostra è una scelta di coerenza, senz’altro coraggiosa, però rispettosa dell’elettorato, e per noi quest’aspetto viene prima di ogni altra cosa. Siamo contenti - aggiunge Sboarina - dell’appoggio di Forza Italia, che riunisce il centrodestra in unica casa. Noi il contratto abbiamo deciso di firmarlo direttamente coi veronesi, e non all’interno dei palazzi per mezzo di un apparentamento tecnico che non sarebbe stato apprezzato dai cittadini e avrebbe regalato alla sinistra, per una stranezza della legge, un maggior numero di consiglieri comunali''.

 

''Auspichiamo - prosegue - un grande incontro pubblico di tutta la famiglia di centrodestra in grado di garantire sin d’ora un percorso amministrativo comune e trasparente nell’interesse della città, perché i veronesi di centrodestra condividono per natura la stessa visione del lavoro, della famiglia, della sicurezza, del sociale, dello sviluppo della città, della difesa delle nostre tradizioni. Per queste ragioni riteniamo che anziché un apparentamento tecnico al ribasso sia più importante impegnarci per un grande accordo programmatico che definisca insieme la miglior squadra possibile al servizio di Verona. Saranno i nostri valori e progetti ad accendere l’entusiasmo della nostra gente, di nuovo unita, e a portarla in massa il 26 giugno a riaffermare l’identità e l’orgoglio del centrodestra di Verona che non può permettersi di rimpiombare ai tempi bui di Paolo Zanotto, tra il 2002 e il 2007, unica e drammatica amministrazione di centrosinistra''.

 

''Ora - conclude Sboarina che potrebbe diventare il secondo sindaco di destra della storia a consegnare Verona al centrosinistra - è una scelta di campo: competenza e concretezza contro improvvisazione e ideologie. Ora si decide il futuro della città dei prossimi 40 anni: proseguire con le grandi opere e continuare a creare lavoro e benessere in piena sintonia e collaborazione col buongoverno regionale di Luca Zaia, o fermare bruscamente la crescita di Verona condannandola all’isolamento e alle vuote battaglie di una sinistra lontana anni luce dalle vere esigenze dei veronesi''.

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