Via l’obbligo di Green pass per le visite nelle Rsa, interviene Segnana: ''Attendiamo risposte dal Ministero, importante garantire la vicinanza di familiari ai propri cari''
Nelle scorse ore l'intervento dell'Ordine degli Infermieri, oggi la risposta della Provincia che nelle scorse settimane ha già scritto al Ministero. Segnana: Provvederemo dunque a sollecitare una risposta sull’istanza da noi sollevata, posto che il 31 dicembre è previsto il naturale decadimento delle misure"

TRENTO. “L’assessorato provinciale alla salute segue con attenzione il tema dell’allentamento delle misure per entrare in Rsa e ha ben presente la necessità di garantire la vicinanza di familiari e parenti ai propri cari accolti nelle strutture di assistenza”. Sono queste le parole attraverso le quali l'assessora provinciale alla Salute, Stefania Segnana, è intervenuta dopo la lettera dell’Ordine degli infermieri, con la quale si chiede di togliere l’obbligo di Green pass per le visite nelle Rsa. (QUI L'ARTICOLO)
L'Ordine degli infermieri, infatti, nelle scorse ore ha chiesto di “Garantire nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie l’accesso alle visite dei familiari, sempre più inclusivo e partecipato nel processo assistenziale, attraverso l’utilizzo della mascherina associato al lavaggio mani, in coerenza con quanto avviene per i professionisti e operatori sanitari”.
Da qui l'intervento dell'assessorato che ha specificato di “aver ben presente il caso che è stato oggetto di una nostra lettera al Ministero dello scorso mese di novembre. In quella sede si è appreso che a livello governativo ci si sta muovendo proprio nella direzione di una revoca dell’obbligo”.
L'assessora Segnana ha spiegato che nei prossimi giorni solleciterà una risposta sull’istanza, posto che il 31 dicembre è previsto il naturale decadimento delle misure.
“In ogni caso – conclude - sia l’assessorato che tutte le strutture danno la massima priorità al benessere degli ospiti e dei loro cari, considerando con la dovuta attenzione il rispetto delle misure sanitarie che hanno garantito durante l’emergenza pandemica la protezione della salute collettiva e in particolare dei più fragili”.













