Dal rinnovo dei contratti ai parametri, Cisl e Uil incontrano l'assessore Tonina: "Si attivi un tavolo permanente per affrontare le sfide di Rsa e Apsp"
Vertice tra i sindacati Cisl e Uil con l'assessore Tonina per delineare le azioni da intraprendere per le Rsa e le Apsp del Trentino

TRENTO. “Esiste la volontà politica per affrontare nel concreto i problemi delle Rsa pubbliche e private del Trentino?", questa la domanda di Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Andrea Bassetti (Uil Fpl). "Gli attori delle varie realtà che operano all’interno del nostro sistema assistenziale/residenziale saranno compartecipi alla volontà di cambiamento?".
Da sempre in sindacati mettono al centro del dibattito la necessità dell’insediamento di un tavolo tecnico permanente Apsp e Rsa, "che affronti le sfide del terzo millennio Trentino - aggiungono Pallanch e Bassetti - ma l’interrogativo permane finché la politica non accoglie nel concreto le nostre richieste”.
Sono necessari incontri programmati per delineare i vari step: risorse per le trattative contrattuali decentrate, revisione delle progressioni, modifiche ai parametri assistenziali, conciliazione vita-lavoro e staffetta generazionale, pasto come delineato del protocollo 2012.
"Sono gli argomenti principali, ma non gli unici". Queste necessità ribadite anche oggi nell’incontro tra le parti sociali e i sindacati con l'assessore provinciale alla Salute Mario Tonina.
"La lettura propositiva da parte dell’assessore Tonina, per una realtà ormai sotto gli occhi di tutti - evidenziano Pallanch e Bassetti - da anni si rileva all’interno delle Apsp e delle Rsa private una costante carenza organica che va a braccetto con un’utenza sempre più complessa".
Unica possibile risposta? "Realizzare con urgenza una duplice strategia di pianificazione d’intenti, una di largo respiro temporale, l’altra nel breve periodo". La richiesta è di un tavolo tecnico permanente sulle Apsp e Rsa che abbracci tutte le realtà trentine, dal pubblico impiego a quelle del mondo Cooperativo, "che trovi soluzioni applicative nei prossimi anni, che incida sull’attrattività dei servizi alla persona, sviluppando nuovi approcci formativi territoriali, con un occhio alle politiche pensionistiche di chi si troverà a lavorare in età avanzata all’interno di ambienti in cui già oggi troviamo soggetti di pari età anagrafica".
Nel breve periodo, "solo un’analisi delle reali capacità d’erogazione dei servizi, condividendo i dati di sistema con le parti sociali, potrà mettere la base per future risposte conciliative verso chi opera nell’assistenza residenziale. Riscritture normative nell’ottica dell’age management quali: l’attivazione della 'staffetta generazionale' e percorsi lavorativi alternativi con sgravi fiscali e ammortizzatori sociali".
Altre necessità sono la revisione dei parametri maggiori risorse per la contrattazione del settore, azioni per la conciliazione vita-lavoro e trovare soluzioni per rimediare ai turni massacranti. "La disponibilità d’ascolto si tramuti in effettiva presa d’attenzione con ricaduta attuativa sul sistema, accelerando la partenza di quanto concretamente già negli intenti dei sindacati che hanno come solo obiettivo il benessere di lavoratrici e lavoratori che da troppi anni lamentano l’immobilismo della politica trentina", concludono Pallanch e Bassetti.












