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Belluno
31 marzo | 18:06

Anche Belluno in affanno sui fondi del Pnrr: 26 progetti ''ma serve altro tempo per metterli a terra''. Mancano i tecnici e i costi sono lievitati con le materie prime

L'appello del sindaco De Pellegrin: ''Chiediamo al Governo una proroga, semplificazioni nelle procedure e la possibilità di assunzioni che vadano oltre il 2026. All'ultimo concorso per personale del Comune si sono iscritti in 24 ma si sono presentati in 3, tutti già dipendenti di altri Comuni''

Anche Belluno in affanno sui fondi del Pnrr: 26 progetti ma serve altro tempo per metterli a terra''
di V.C.

BELLUNO. Riguardo ai fondi del Pnrr, il Comune di Belluno sostiene la posizione dell’Anci e chiede al governo una proroga di almeno tre mesi, nel tentativo di salvare i tanti progetti in cantiere. Sono oltre 20, messi a rischio da tempi troppo stretti, costi in aumento e mancanza di personale. “Ci uniamo all’appello dell’associazione nazionale – dichiara il sindaco, Oscar De Pellegrin -, chiediamo al Governo una proroga, semplificazioni nelle procedure e la possibilità di assunzioni che vadano oltre il 2026: i Comuni non possono essere lasciati soli davanti ad una partita così importante e attesa. I ritardi? Non sono imputabili ai Comuni”.

 

Sono 26 i progetti portati avanti da Palazzo Rosso e l’obiettivo è di metterli a terra tutti, ma gli ostacoli quotidiani sono tanti e stanno mettendo in forte difficoltà l’intera struttura comunale. Il primo problema è dato dal rincaro dei prezzi delle materie prime, che ha gonfiato i costi rispetto al 2021, quando è cominciato l’iter. Per alcune opere il nuovo quadro economico è già chiaro, mentre per altre sono in corso i calcoli per capire come adeguare l’intervento ai nuovi costi, se sia possibile integrare il fondo con disponibilità comunali o se sia invece necessario ridimensionare il progetto.

 

La riqualificazione dello stadio Polisportivo di Belluno, per esempio, richiede oggi maggiori fondi per 1,5 o 2 milioni di euro rispetto a quanto previsto inizialmente, “perché le materie prime sono andate alle stelle”, riferisce il sindaco.

Alla difficoltà a far quadrare i conti si aggiunge la carenza di tecnici e, si prevede, anche di ditte interessate agli appalti, oltre alla complessità burocratica dei procedimenti.

 

L’inserimento dei dati è agganciato a più portali, il procedimento è molto lungo e complesso, porta via ore e ore di lavoro – spiega il sindaco, Oscar De Pellegrin -. Inoltre mancano tecnici preparati e anche la possibilità di assumere personale non sta portando grandi benefici, perché il lavoro nel pubblico non sembra più così appetibile: all’ultimo concorso si sono iscritti in 24 ma si sono presentati in 3, tutti già dipendenti di altri Comuni”.

 

“Per attuare i progetti del Pnrr servono tante componenti: progettisti, soldi, tecnici e ditte che eseguano i lavori. In questo momento gli uffici sono sotto pressione, stanno facendo di tutto per mandare avanti l’iter e adeguare i progetti ai nuovi quadri economici, ma i costi in aumento ci stanno mettendo in difficoltà – aggiunge il primo cittadino -. Il prezzario 2023 è stato approvato proprio mercoledì dalla giunta regionale, i fondi per alcuni interventi potrebbero rilevarsi insufficienti a garantire il raggiungimento del target o l’appetibilità dell’appalto. Infine, il dramma delle tempistiche: c’è molto poco tempo per portare a termine tutto e prevediamo rallentamenti causati, per esempio, dalla difficoltà di trovare ditte disponibili, perché gli appalti sono molti e facilmente non ci sarà la corsa ad accaparrarsi i cantieri. Qui si rischia la paralisi di tutta l’operazione e l’Italia non se lo può permettere. Chiediamo un differimento immediato di almeno tre mesi, gli enti locali sono al collasso e rischiano di perdere un treno importante per lo sviluppo del Paese per la sua economia. La proroga è un atto dovuto, sui ritardi del Pnrr i Comuni non hanno nessuna responsabilità”

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