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Belluno
01 ottobre | 16:33

''Noi non abbiamo le risorse praticamente illimitate di Trento e Bolzano ma sarà un bel Natale'': sindaco e assessori sulla petizione dei cittadini preoccupati per le festività

Durante il Consiglio comunale di ieri, i cittadini hanno presentato una petizione sulla vivibilità del centro cittadino: dall’organizzazione del Natale alla mancanza di forze dell’ordine, di un trasporto efficiente e di comunicazioni tra Comune e cittadini. “La politica deve girare per la piazza, parlare con le persone e dialogare con Dolomitibus”

BELLUNO. Una petizione avanzata “visti i problemi del Natale scorso, quando molte cose non sono andate per il verso giusto forse per aver dato in mano ai privati l’organizzazione del villaggio. Abbiamo avuto riscontro di persone venute da fuori che a Belluno non torneranno più”. Così l’edicolante Stefano De Toffol ha espresso i dubbi e le perplessità di residenti ed esercenti sulla vivibilità del centro cittadino durante il Consiglio comunale di ieri, martedì 30 settembre.

 

Al centro della discussione il Natale in piazza, che sta iniziando a preoccupare la cittadinanza. La speranza è infatti che “il prossimo sia organizzato meglio”, trattandosi di un periodo in cui le attività dovrebbero lavorare di più. Ma non solo: non mancano anche viabilità e sicurezza. “Riguardo i trasporti - prosegue De Toffol - ci sono molte lamentele, tanto che personalmente non vendo più i biglietti dell’autobus per non sentirle ogni mattina. Non pensiamo siano solo gli anziani a usufruire dei mezzi pubblici: ci sono i ragazzi e anche molte famiglie che il sabato vorrebbero venire in centro senza muovere la macchina ma non possono”.

 

Inoltre i cittadini lamentano la mancanza di forze dell’ordine. Recentemente il titolare di un bar in centro ha subito l’ennesimo danno da parte di un gruppo di giovani, sostenendo come “ormai sia palese che possono tranquillamente distruggere quello che trovano” (qui l’articolo). La questione quindi è percepita. Qual è dunque la richiesta? “I cittadini - conclude De Toffol - chiedono alla politica tutta di risolvere i problemi se volete che la città riviva. Potete anche organizzare manifestazioni tutti i giorni, ma bisogna dare la possibilità alla gente di venire in centro. La politica deve girare per la piazza, parlare con le persone e dialogare con Dolomitibus. A Natale, l'aspetto peggiore è che nessun assessore si è fatto vivo e ha ammesso l'errore. Ora siamo preoccupati per il prossimo: abbiamo cercato di fare il possibile e investito soldi ed è giusto che la città sia vissuta da tutti”.

 

L’amministrazione risponde con i numeri, e l’ottimismo. È il consigliere Marzio Sovilla a citare i dati. “Durante le festività - rileva - ci sono stati circa 60.000 passaggi o presenze, con una media di circa 3000 persone dal tardo pomeriggio alla chiusura delle attività. A livello numerico quindi un successo c’è stato, per questo già da agosto abbiamo fatto riunioni per migliorare le attività alla luce di quanto emerso nella petizione, pur rendendoci conto che non abbiamo le risorse pubbliche praticamente illimitate delle province autonome di Trento e Bolzano”.

 

Il sindaco Oscar De Pellegrin, invece, rilancia su tutti i temi. “Riguardo il trasporto pubblico - afferma - ogni amministrazione ha un confronto continuo con Dolomitibus. Noi abbiamo implementato Trillo di un mezzo, portato la prenotazione a mezz’ora ed esteso il servizio fino alle 20 in orario scolastico, oltre ad aver ripristinato alcune linee urbane. Sul Natale 2024, invece, sono state convocate diverse riunioni tramite Ascom per condividere il progetto e quest'anno sarà fatto lo stesso: sicuramente ci sono state cose buone e altre da migliorare, ma nell’insieme è stato un buon Natale”. Riguardo le forze dell’ordine, De Pellegrin definisce il controllo della città “ben coordinato con le forze in campo”, mentre rispetto alla mancanza di comunicazione tra Comune e cittadini, ribadisce che sono attivi ordinanze, sito web, canale WhatsApp, lo sportello dei cittadini e la pagina Facebook, mentre continua il confronto con Ascom e Confcommercio.

 

Di diverso avviso la minoranza. La consigliera Maria Teresa Cassol interviene sui trasporti, definendo “la storia della mezz'ora ridicola, perché in quel tempo non sei sicuro di avere il posto: il servizio a chiamata non può sostituire le linee fisse, ma va usato come integrativo per le tratte non coperte dal servizio pubblico”. Jacopo Massaro, invece, pur dando atto del fatto che le comunicazioni ci sono, rileva che “evidentemente non sono efficaci”. Sul Natale, infatti, “c’è stato qualche problema - afferma - perché lo scorso anno, di fronte alle polemiche, ci è stato risposto che avevano deciso i privati come fare. Se è bene che le forze private ci siano, una regia pubblica non può mancare per non danneggiare le attività economiche o dare un’immagine sbagliata di quello che vogliamo che la città sia. Quindi è opportuno si prenda in mano la questione: c’è sicuramente buona volontà da parte dell'amministrazione, ma un’attenzione sul decoro generale e la comunicazione complessiva verso i cittadini è fondamentale”.

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