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Belluno
24 aprile | 21:25

I piccoli Comuni del Bellunese in difficoltà nell'accoglienza dei migranti: ''Gestione emergenziale e Roma scarica il problema sulle comunità''

L'accoglienza dei rifugiati nei piccoli Comuni del Bellunese pesa sui bilanci delle amministrazione. La sindaca di Limana, Milena De Zanet:  "Ci vogliono strutture che siano più grandi dove si incaricano delle cooperative che possano seguire queste persone. Noi non abbiamo le risorse per seguirli giornalmente come necessiterebbero"

I piccoli Comuni del Bellunese in difficoltà nell'accoglienza dei migranti
di Michele Lussu

BELLUNO. Sono delusi e contrariati i sindaci all’uscita dalla riunione organizzata in Prefettura la mattina del 19 aprile per fare il punto sulla gestione migranti. La gestione è ancora improntata su di un carattere emergenziale e l’impressione è che da Roma si stia scaricando il problema sulle comunità locali. I Comuni, soprattutto i più piccoli, si trovano ora in difficoltà (Qui articolo). 

 

Gli arrivi vengono comunicati da un giorno all’altro e questo indipendentemente dagli spazi che i Comuni hanno a disposizione. Ma questo non può essere l’unico modo con cui gestire la situazione. “Ci vogliono strutture che siano più grandi dove si incaricano delle cooperative che possano seguire queste persone. Noi non abbiamo le risorse per seguirli giornalmente come necessiterebbero”, spiega Milena De Zanet, sindaca di Limana.

 

Accanto alla gestione degli arrivi c’è poi il problema dei costi. Attualmente, l’accoglienza dei migranti viene regolata sulla base di convenzioni composte da un capitolato ministeriale nel quale vengono specificati tutti i servizi che devono essere garantiti. Si parla della possibilità per le persone accolte di accedere a mediatori culturali e psicologi, di avere un pocket money per lo loro esigenze basilari e una scheda telefonica.

 

Tutti servizi essenziali per persone che arrivano da luoghi dove spesso sono stati sottoposti a sevizie e torture e con famiglie a migliaia di chilometri che ignorano il destino dei loro cari. Per il costo di questi servizi viene riconosciuta una quota giornaliera di 31 euro a persona. Un costo sostenibile per strutture organizzate che sono specializzate nell’accoglienza. Non per i piccoli Comuni.

 

“Attualmente stiamo accogliendo due persone", spiega ancora De Zanet. "La convenzione non l’abbiamo ancora firmata quindi non riceviamo niente, ma anche se ci dessero le quote previste, i 31 euro al giorno non basterebbero. I costi fissi restano, indipendentemente che siano 2 o 10”. Limana non è l’unico Comune a non aver firmato la convenzione. I sindaci chiedono che siano rivisti i servizi da garantire ai migranti in quanto non sostenibili, ma nel frattempo la gestione resta a carico della fiscalità comunale, una situazione che sta portando alcuni comuni a firmare convenzioni non ottimali per poter quantomeno rientrare dei costi attualmente previsti.

 

E per i costi già sostenuti? Non c’è stata risposta dal prefetto ed è quindi concreto il rischio che le risorse pubbliche già spese non vengano riconosciute dallo Stato. E se un Comune dovesse dichiarare di non essere in grado di accoglierli? Su questo De Zanet è chiara: “Posso dire quello che hanno risposto a me: me li hanno lasciati qua. Ho dichiarato espressamente che non avevo uno stabile adeguato, quindi abbiamo dovuto metterli provvisoriamente in una struttura temporanea e poi abbiamo trovato un appartamento in affitto dove collocarli”.

 

Sul tema hanno creato tensioni le parole del senatore De Carlo, sindaco di Calalzo, che ha proposto semplicemente di rifiutarsi di accogliere le persone. Se non si collabora si finisce a farsi la guerra come sottolineato da Mario De Bon, sindaco di Sospirolo.

 

I Comuni si trovano quindi con le mani legate fra la scelta di farsi carico del problema facendo pesare i costi sui già esigui bilanci comunali o lasciare per strada persone in stato di necessità, che non conoscono la lingua e che non hanno possibilità di trovare un lavoro. “Non è più possibile questa gestione delle cose”, l’opinione di De Zanet condivisa anche dagli altri sindaci.

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