"Gestione dei migranti? Un peso scaricato sulle spalle dei Comuni bellunesi". L'appello di Padrin (VIDEO): "Si trovino delle soluzioni a livello governativo"
In occasione del suo discorso per le festività di Pasqua il presidente della Provincia di Belluno sottolinea diverse criticità sul territorio: "Doveroso dare a tutti un'opportunità, soprattutto a chi fugge da una guerra o da situazioni di povertà assolute, è altrettanto opportuno gestire i flussi migratori senza scaricare il problema sugli unici enti che non possono rifiutarsi di intervenire"

BELLUNO. "Dopo tre anni di Covid, possiamo lasciarci alle spalle le restrizioni pandemiche e considerare un ricordo il virus. Ma dobbiamo ancora fare i conti, purtroppo, con alcune criticità: su tutte, l’arrivo dei migranti che cercano in Europa la loro Pasqua, una nuova vita, e che troppo spesso vengono gestiti come un peso scaricato sulle spalle dei Comuni, l'ultimo, e il più piccolo, anello della catena istituzionale". Quello del presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, non vuole essere solo un augurio per Pasqua ai cittadini bellunesi, ma anche un appello.
Sono degli auguri diversi da solito, quelli di Padrin che in occasione delle festività pasquali tocca quelli che sono stati temi cruciali per il territorio bellunese. Pandemia, guerra, ma anche i migranti. Quest'ultimo, in particolare, "un tema che sta riversando su noi sindaci delle responsabilità che invece dovremmo cercare di gestire tutti insieme - sottolinea -. Mi auguro che a livello governativo si possano trovare delle misure per una migliore gestione perché non ci siano ricadute dirette solo su noi sindaci, che ci troviamo spesso e volentieri in difficoltà da questo punto di vista".
Il tema dei flussi migratori è sicuramente al centro del discorso di Padrin. "Gli stessi Comuni che devono affrontare problemi quotidiani - prosegue Padrin - ed essere un riferimento per i cittadini, devono anche sopperire alla crisi sociale che troppo spesso si avverte anche nel nostro territorio. Doveroso dare a tutti un'opportunità, soprattutto a chi fugge da una guerra o da situazioni di indigenza e povertà assolute, è altrettanto opportuno gestire i flussi migratori senza scaricare il problema sugli unici enti che non possono rifiutarsi di intervenire".
Non manca il riferimento ai lavoratori della Safilo, "per i quali sono giorni di preoccupazione. La loro tranquillità lavorativa, base fondamentale per una qualità di vita elevata, è stata messa in discussione da scelte di economia e finanza che non hanno nessun rispetto delle figure professionali, in una logica che guarda solo ad aumentare i margini di profitto, contro tutto e tutti".
"Il lavoro messo in campo dalla Regione e dai sindacati - conclude il presidente -, su cui molto confido, sta cercando di salvare i posti di lavoro e la continuità produttiva dello stabilimento. Il soggetto pubblico è attento e sta monitorando la situazione; prima di fine mese ci sarà un aggiornamento del Comitato di sorveglianza".













