Migranti, il prefetto lancia l'appello: ''Sos cercasi strutture. Quando sono arrivato accoglievamo 200 persone oggi siamo a 400 ma arriveremo a 500''
Il prefetto ha ricordato come l'impegno attuale sia una missione prima di tutto di umanità per salvare vite umane e per integrarle sul territorio prima di tutto dando loro un tetto e poi un lavoro. In questo senso sono avviati i contatti con le associazioni di categoria fra le quali Federalberghi e Umana

BELLUNO. ''Sono qui per lanciare un sos cercasi locali. Quindi non un sos siamo in emergenza non riusciamo ad accoglierli, tutt'altro''. Così il prefetto di Belluno Mariano Savastano ha voluto introdurre l'importantissimo tema dell'accoglienza nel Bellunese in una conferenza stampa appositamente convocata. La spiegazione è avvenuta subito dopo l'incontro avuto con i sindaci dei comuni più popolosi, da Belluno a Feltre, da Sedico a Pieve di Cadore. La questione all'ordine del giorno è, ovviamente, quella che riguarda l'accoglienza dei migranti che stanno arrivando in Italia in gran numero da alcuni mesi a questa parte.
Con il Governo Meloni-Salvini, infatti, si è raggiunto il record di sbarchi nel nostro Paese degli ultimi 7 anni. Le persone in entrata vanno ridistribuite nel Paese per evitare situazioni esplosive e allora anche Belluno dovrà fare la sua parte. Il prefetto ha spiegato che ''quando sono arrivato in provincia il territorio accoglieva 200 migranti, oggi siamo a 400 e il mio obiettivo a breve termine è arrivare a 450 e a lungo a 500''. Per aumentare i numeri il prefetto ha spiegato che ha già recuperato 30 brande.
''Mi sembra veramente un peccato - ha aggiunto - non avere una struttura dove poterle collocare, un'ex scuola o un deposito''. Per fortuna dall'incontro è emersa una disponibilità. ''Un sindaco mi ha detto che sul suo territorio c’è una scuola che sarebbe pronta immediatamente - ha completato il prefetto - ma abbiamo deciso di non dire dove si trova prima di averla vista di persona: lo faremo venerdì e capiremo se è davvero agibile e pronta all’uso''. Poi c'è il tema minori. In quel caso gli enti pubblici non possono sottrarsi. ''In questo caso abbiamo cominciato con i comuni più popolosi. Oggi è toccato a Santa Giustina. Ma stiamo lavorando a un Cas (Centro accoglienza straordinario ndr) solo per minori''.
Quindi il prefetto ha ricordato come l'impegno attuale sia una missione prima di tutto di umanità per salvare vite umane e per integrarle sul territorio prima di tutto dando loro un tetto e poi un lavoro. In questo senso sono avviati i contatti con le associazioni di categoria fra le quali Federalberghi e Umana. I numeri, al momento, sono ancora decisamente contenuti e con l'aiuto di tutti il fenomeno potrà essere gestito al meglio.














