Quattro nuovi posti per richiedenti asilo: Belluno amplia la sua rete di accoglienza. “Dare risposte serie e strutturate a un tema complesso”
Si amplia la rete di accoglienza di Belluno, unico comune della provincia ad aver aderito al Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). I nuovi posti sono stati attivati all’interno della canonica della parrocchia di Cusighe e, nel frattempo, si cercano ulteriori sei alloggi

BELLUNO. Quattro posti in più per richiedenti asilo o rifugiati: si amplia la rete di accoglienza di Belluno, unico comune della provincia ad aver aderito al Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) del Ministero dell’interno. “Ogni spazio che si apre all’accoglienza è un passo in più verso una comunità inclusiva e capace di offrire aiuto a chi ne ha bisogno. Allestire questo spazio significa offrire una possibilità concreta di ricominciare a chi ha dovuto lasciare tutto, ma anche fare la nostra parte dando risposta a un bisogno, nella convinzione che l’apertura verso persone provenienti da altri Paesi sia una ricchezza per la nostra comunità” commenta il sindaco Oscar De Pellegrin.
Il Sai è costituito da una rete di enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata, accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo. Con il supporto delle realtà del terzo settore, gli enti garantiscono interventi di accoglienza integrata che, oltre ad assicurare vitto e alloggio, prevedono misure di informazione, accompagnamento, assistenza e orientamento, attraverso percorsi individuali di inserimento socio-economico.
Certo è che degli immigrati, spesso facile bersaglio di problemi in realtà strutturali del territorio, la provincia ha bisogno. Lo ha recentemente ribadito il sociologo Diego Cason, analizzando la situazione del mercato del lavoro: a causa della preoccupante situazione demografica, infatti, dal 2020 abbiamo attinto da fuori per 4mila lavoratori, destinati a salire a più del doppio. “Questo si scontra con un’idea dei flussi migratori non più adeguata: guardiamo all’immigrazione con timore, senza però vedere l’esodo dei giovani verso l’estero. Ogni anno circa 600 laureati o diplomati se ne vanno perché non facciamo abbastanza per trattenerli, per cui i flussi migratori sono indispensabili. La dinamica demografica della provincia lo dice chiaramente: se manteniamo il tasso attuale, possiamo cavarcela con 192 mila residenti compresi circa 12 mila immigrati, ma se chiudiamo le porte perdiamo almeno 4-5 mila addetti. E se l’impresa non trova lavoratori, si sposta altrove o chiude”.
Attualmente la città di Belluno ospita già 15 uomini e 3 donne nell’ambito del programma Sai. I nuovi posti sono stati attivati all’interno della canonica della parrocchia di Cusighe, in un percorso partito nei mesi scorsi dal confronto all’interno dell’assemblea parrocchiale e dalla volontà di destinare la canonica all’accoglienza. “La nostra adesione – spiega don Graziano dalla Caneva – è frutto di un percorso condiviso con gli organismi pastorali e la comunità parrocchiale, che abbiamo coinvolto attraverso un’assemblea pubblica. Abbiamo deciso di destinare l’immobile all’accoglienza non solo per valorizzarlo, ma anche per rispondere a un bisogno reale. È un servizio che sentiamo profondamente vicino allo spirito del Vangelo”.
La gestione del progetto Sai è affidata alla Cooperativa Una casa per l’uomo di Montebelluna, che sta ultimando l’allestimento dell’appartamento. È già stato effettuato il sopralluogo da parte dell’Ispettore Sisp (Servizio igiene e sanità pubblica) dell’Aulss e rilasciata l’idoneità alloggiativa, ed è stato incaricato un tecnico per il frazionamento degli spazi interni, dividendo quelli destinati all’alloggio e quelli ancora utilizzati dalla parrocchia, e per l’aggiornamento catastale. Parallelamente, si è proceduto agli interventi sugli impianti elettrico e idrotermosanitario, al rilascio dell’Attestato di prestazione energetica (Ape) e alla firma del contratto di locazione (tipologia nuovo contratto agevolato durata 3 anni + 2). “Siamo contenti di poter continuare il nostro lavoro, in collaborazione con le realtà e gli enti del territorio – commenta Marco Berdusco, coordinatore della Cooperativa - così come fatto in questi ultimi anni. Speriamo di poter ampliare ancora di più i posti a disposizione e anche le collaborazioni con la rete territoriale”.
Nel frattempo, il comune è alla ricerca di ulteriori soluzioni abitative per ospitare altre sei persone assegnate al Sai di Belluno. La ricerca si sta concentrando in ambito urbano e si sta naturalmente scontrando con il nodo residenzialità e la difficoltà nel reperimento di immobili. “L’attivazione di questi quattro nuovi posti – spiega infatti Marco Dal Pont, assessore al sociale – è un passo importante per saturare l’ampliamento dei 10 posti che il Comune di Belluno ha richiesto e ottenuto dal Ministero dell’interno. Con ulteriori sei posti, che stiamo cercando di reperire, raggiungeremo la piena copertura, arrivando a un totale di 28 posti. Siamo, ad oggi, l’unico Comune della provincia ad aver aderito al Sai e averlo attivato concretamente, anche ampliandolo: un impegno che dimostra la volontà di dare risposte serie e strutturate a un tema complesso, valorizzando le collaborazioni virtuose con il territorio”.












