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Belluno
08 aprile | 17:08

Dal rilancio del Nevegal al progetto per contrastare lo spopolamento e la carenza di alloggi, il bilancio di metà mandato dell'amministrazione comunale

Molti i temi trattati nella Relazione di metà mandato pubblicata dall'amministrazione De Pellegrin, dai lavori pubblici al sociale, dalle politiche giovanili alla cultura e l’ambiente. Abbiamo qui fatto una selezione rispetto ad alcuni temi per fornire un quadro generale degli interventi in corso sia nella città di Belluno sia in collaborazione con il territorio della Valbelluna

BELLUNO. L’amministrazione di Oscar De Pellegrin, eletto a giugno 2022, ha pubblicato sul sito del Comune di Belluno la Relazione di metà mandato. Tra gli interventi evidenziati, di particolare interesse sono le azioni volte al settore turistico, ai servizi pubblici e alla ricerca di soluzioni per la residenzialità, che restano probabilmente gli aspetti più deboli per lo sviluppo non solo della città, ma di tutto il territorio.

 

Partiamo dal turismo. La Valbelluna fatica a trovare il suo sbocco nel mercato, vista soprattutto la mancanza di una solida cultura turistica e di una visione comune che vada dal Feltrino all’Alpago. Nel mezzo, anche Belluno sta cercando di rafforzare la sua immagine come meta turistica e l’operazione ritenuta più strategica in tal senso è quella in Nevegal, dove il progetto "We love Nevegal" ha appena beneficiato di un ulteriore bando per oltre 1 milione di euro finalizzato, tra le altre cose, a una pista sintetica, un anello per lo skiroll e un parco avventura. Obiettivo è rivitalizzare la località assieme ad associazioni e imprenditori e favorire una visione unitaria con la città di Belluno. Molto sentite sono infatti le iniziative per il rilancio estivo e le famiglie, di fatto inevitabili vista l’ormai cronica mancanza di neve: già la scorsa estate il Colle ha registrato 25.386 presenze sulla seggiovia, di cui oltre 15 mila bikers.

 

La tutela del territorio: gestione dell’acqua e dei rifiuti. Bene la Cer Dolomiti

Continua a crescere la Comunità energetica rinnovabile Dolomiti (Cer), costituita a luglio 2024 su impulso dei Comuni bellunesi e nella forma di Fondazione di Partecipazione. È stata creata da quattro soci (i Comuni di Belluno e Feltre, il Consorzio Bim Piave e la Camera di Commercio Belluno-Treviso) e conta a oggi una trentina di Comuni, ma sta crescendo anche la partecipazione della cittadinanza, con 300 persone interessate a farne parte. L’obiettivo principale è la riduzione delle emissioni di CO2 tramite impianti da fonti rinnovabili, ma altrettanto importante è l’aspetto sociale, vista la destinazione di una parte dei benefici economici al supporto delle realtà sociali.

 

Rispetto la gestione dei servizi a livello provinciale, da un lato c’è stata la fusione tra Bim Gsp e Bim Infrastrutture in un unico ente, la Servizi Integrati Bellunesi Spa, con la comune volontà di costituire un organismo capace di migliorare l’erogazione dei servizi. Molto infatti c’è da fare, ammette il Comune: i dati provinciali sulla gestione dell’acqua sono negativi e si dovrà ancora lavorare per migliorare l’efficienza della rete distributiva. Dall'altro lato, però, quegli stessi dati rilevano invece come punto di forza la gestione dei rifiuti, che lo scorso 31 ottobre è stata affidata a Bellunum Holding, dopo un processo lungo e difficile. La nuova gestione del ciclo integrato dei rifiuti è ufficialmente partita il primo gennaio di quest’anno e durerà fino al 2039: nei prossimi anni, l’obiettivo sarà avviare la fusione di tutte le società controllate in Bellunum Srl.

 

Mobilità e residenzialità: progetti per la rete viaria e la carenza di alloggi.

In tema di mobilità, oltre all’attivazione del servizio di trasporto pubblico Trillo per rendere più flessibile la mobilità del territorio, risolvere la carenza di corse e autisti e ridurre traffico e impatto ambientale, è in essere anche il progetto di rete Sisus (Strategie integrate di sviluppo urbano sostenibile), partito dal Comune di Belluno e che ha riunito più soggetti (nove Comuni della Valbelluna, Dolomiti Bus e Ater) per realizzare riqualificazioni urbane e interventi sociali per circa 13 milioni di euro. Di questi, il Comune di Belluno può contare su quasi 3 milioni di euro utilizzabili nel 2025 e 2026 in progetti green per parchi e zone verdi, riqualificazione di alloggi per la residenzialità sociale e acquisti di mezzi per il trasporto elettrico.

 

Inoltre, è in corso l’aggiornamento del Piano urbano mobilità sostenibile (Pums) e del Piano generale del traffico urbano (Pgtu), con interventi finalizzati a riorganizzare i flussi lungo la rete viaria per rendere il traffico più scorrevole e favorire la mobilità sostenibile, in particolare incentivando l’utilizzo della bicicletta. In aggiunta, per la prima volta il Comune si sta dotando del Piano eliminazione barriere architettoniche (Peba), che attualmente vede in corso l’analisi di fabbricati e aree di proprietà comunale (uffici comunali, scuole, parchi cittadini, cimiteri, campi sportivi, palazzi della cultura e i principali percorsi pubblici di collegamento) per delineare gli interventi necessari del superamento delle barriere architettoniche.

 

Rispetto infine alla residenzialità, tema urgente visto lo spopolamento che avanza in parallelo alla mancanza di alloggi, è attivo il progetto Bellhost. Si tratta di un percorso che coinvolge diversi interlocutori (collegio dei geometri, ordine degli architetti, ordine dei periti, Confedilizia, Ance, Confartigianato, Confcommercio, Legacoop Veneto, Associazioni rappresentanti dei proprietari e degli inquilini, sindacati e Cooperativa Società Nuova) con molteplici scopi: verificare l'effettiva esigenza del mercato immobiliare e le cause della difficoltà nel reperire alloggi, valutare le potenziali soluzioni e le modalità residenziali alternative (cohousing) e costituire un raccordo tra i soggetti che si stanno occupando del problema.

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