Approvato il blocco degli sfratti da Itea proposto da Zanella (Futura): “Ora bisogna investire risorse sulle politiche abitative pubbliche”
L’esponente di Futura parla comunque di un segnale importante che si aggiunge a quelli già ottenuti: “Per chi è già stato sfrattato è stato previsto l’accesso al contributo integrativo, in modo da aiutare le persone a trovare casa sul libero mercato”

TRENTO. Nell’ultima seduta del Consigli provinciale, per l’approvazione dell’assestamento di bilancio, Paolo Zanella di Futura ha raggiunto un accordo con la maggioranza leghista per ritirare i suoi emendamenti ostruzionistici: l’obiettivo era far approvare il blocco degli sfratti dagli alloggi Itea a canone sostenibile.
“Da oggi, fino alle fine del 2024 – ha spiegato Zanella – gli inquilini che si troveranno in determinate condizioni non verranno sfrattati”. Inoltre si è deciso di prolungare il periodo di assegnazione temporaneo per gli alloggi di emergenza, termine che verrà prorogato pure a chi era già scaduto e anche nel caso sia stato già prolungato in precedenza. Questo fino alla fine del 2024. Via libera anche al superamento dell’Icef di 0,34 per la conferma del contratto: il parametro è stato temporaneamente alzato a 0,40.
“Purtroppo non è stato possibile arrestare gli sfratti già avviati – sottolinea Zanella – ma a chi è già stato sfrattato verrà dato accesso al contributo integrativo previsto per i casi straordinari, in modo da aiutare le persone a trovare casa sul libero mercato”. Allo stesso tempo la maggioranza ha bocciato l’emendamento che chiedeva di creare un fondo per le morosità incolpevoli.
L’esponente di Futura parla comunque di un segnale importante che si aggiunge a quelli già ottenuti come l’istituzione del Comitato provinciale sulla condizione abitativa e ai 2 milioni di euro messi a bilancio nelle scorse manovre sul fondo integrativo per l’affitto sul libero mercato. “Resta ancora molto da fare – conclude Zanella – il prossimo passo dovrà essere una revisione complessiva della normativa e un’iniezione di risorse sulle politiche abitative pubbliche, nonché regolamentare gli affitti brevi turistici che stanno limitando le disponibilità di quelli residenziali”.
Anche dallo Sportello una casa per tutti trapela una certa soddisfazione: “Naturalmente, tutto ciò non è sufficiente per fronteggiare l’emergenza abitativa, la Giunta leghista non ha comunque voluto mettere in campo soluzioni strutturali. Tuttavia – proseguono gli attivisti – per la prima volta sono stati costretti a riconoscere che in Trentino c’è, citando il testo approvato, ‘una forte tensione abitativa legata in particolare all’aumento del costo della vita, con prezzi delle locazioni sul libero mercato inaccessibili e affitti a scopo residenziale in calo, a fronte di un aumento di quelli turistici brevi’”. Ad ogni modo gli attivisti promettono di restare al fianco delle famiglie che ancora lottano per non essere sfrattate.


















