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“Cure intermedie a Tione (da 8 posti): ma perché non pensare a una casa di riposo per la Busa? I milioni per la pista da sci più bassa d'Italia si sono trovati”

L'intervento, a pochi giorni dall'apertura della struttura di cure intermedie all'ospedale di Tione, è di Aldo Collizzolli, già candidato alla Provinciali con Onda. Sul tema era intervenuta anche la Cgil, sottolineando come il progetto di Tione fosse “monco senza investimenti aggiuntivi”

Di F.S. - 09 dicembre 2023 - 11:45

TRENTO. “L'apertura della struttura di cure intermedie (da 8 posti letto) all'ospedale di Tione è stata annunciata come panacea alla carenze della sanità e assistenza in Giudicarie, ma perché non pensare ad una casa di riposo per la Busa di Tione?”. A chiederselo, in un intervento a pochi giorni dall'inaugurazione del nuovo centro di cure intermedie nel nosocomio delle Giudicarie (con l'obiettivo, avevano spiegato le autorità sanitarie presenti all'evento, di favorire le dimissioni protette dall'ospedale in vista di un recupero funzionale prima dell'invio a domicilio), è Aldo Collizzolli, già candidato alle Provinciali con Onda. E non è l'unico ad avere dei dubbi sul nuovo nucleo aperto a Tione: negli scorsi giorni sul tema era intervenuta anche la Cigl, sottoneando come il progetto fosse “monco senza investimenti aggiuntivi”. Ma procediamo con ordine.

 

Le autorità presenti all'inaugurazione del centro, dice Collizzolli: “Tralasciano di dire che prima lì dentro era operativa una Rsao (Residenza sanitaria assistenziale ospedaliera) che bene o male tamponava le esigenze dei molti bisognosi di cure e assistenza in strutture specifiche. Gestita da privati, foraggiati dal pubblico. Dimenticano anche di dire che quella fu la risposta minima alla richiesta 'forte' di realizzare una casa di riposo per la Busa di Tione. Esigenza che fu portata avanti con forza dal circolo pensionati di Tione negli anni '90. Fu anche approvato dal Comuni di Tione (delibera del Consiglio comunale 42/94) un accordo di programma per la realizzazione della 'Casa Albergo per anziani non autosufficienti' atta ad ospitare anziani prevalentemente non autosufficienti, circa 60 soggetti”.

 

L'idea e i progetti però, prosegue l'esponente di Onda: “Furono accantonati e sostituiti dalla Rsao che vide la luce nel 2001. Ora le esigenze della comunità sono aumentate rispetto agli anni '90, nelle Rsa i posti sono esauriti e molte famiglie sono in enormi difficoltà. Perché non pensare ad una casa di riposo per la Busa? A Bolbeno c'è una struttura, attualmente sottoutilizzata, con un ampio parco, la pensione Cernuschese. Perché non acquisirla e farne una struttura di assistenza per anziani? Non ci sono i fondi? Per la pista più bassa della nazione, negli anni, si sono trovati decine di milioni di euro, per la salute e il benessere degli anziani non ci sono? L'assessore che ne pensa?

 

E proprio di fondi parla anche Claudia Loro, segretaria provinciale di Spi, il sindacato delle pensionate e dei pensionati della Cigl: “L'avvio delle cure intermedie a Tione – scrive il sindacato – è una buona notizia, lo sforzo che la Giunta Fugatti ha fatto in questo importante settore è però tardivo e parziale. Per questa ragione è urgente rafforzare l'investimento su questo segmento della cura territoriale, potenziando i posti letto a disposizione, il personale medico-sanitario e, inevitabilmente, le risorse finanziarie”.

 

“Il territorio – ha detto negli scorsi giorni Loro – attendeva da molto tempo che venisse messo in piedi un servizio di cure intermedie e palliative. La scelta politica di andare in questa direzione risale alla Giunta Rossi, nel 2016. Sono trascorsi sostanzialmente 6 anni di immobilismo prima che il progetto prendesse forma. Oggi esiste, ma in maniera parziale. Dei 17 posti previsti, infatti, ne vengono attivati appena 8. E' un primo passo, ma chiaramente insufficiente”.

 

Il protocollo del 2016, dice il sindacato, prevedeva il consolidamento dell’assetto organizzativo dei reparti di medicina generale e di pronto soccorso, anche a sostegno della realizzazione di progetti di integrazione tra ospedale e territorio rivolti in particolare alla cronicità, nonché il potenziamento della rete provinciale dell’assistenza territoriale attraverso l’attivazione, presso la struttura ospedaliera di Tione, di un nuovo setting di cure in grado di offrire residenzialità palliativa e di sollievo. Obiettivi messi a rischio anche dalla carenza di personale.

 

Secondo lo Spi, infatti, alla base dell’avvio parziale ci sarebbero anche le difficoltà a trovare personale sanitario da destinare alla nuova struttura. “A quanto ci risulta – proseguono Loro e Gianna Colle, la funzionaria che segue il settore per lo Spi – ad oggi l’Azienda sanitaria ha tamponato individuando infermieri e Oss, e un medico a scavalco con l’ospedale. E’ proprio questo sistema che non può funzionare. Non si può avviare un nuovo servizio, depotenziandone un altro. Così ci rimettono i cittadini, a cominciare da quelli più fragili come gli ammalati e gli anziani”.

 

Lo Spi dunque chiede che si rafforzi l’investimento sulla sanità pubblica, cominciando da politiche di valorizzazione e attrazione del personale. “Auspichiamo che il nuovo assessore acceleri su questo versante mettendo il potenziamento della sanità pubblica in cima a tutte le priorità. La nostra sanità ha gravi problemi che chiedono risposte urgenti ed efficaci”. Anche per questa ragione lo Spi del Trentino chiederà di incontrare l’assessore Tonina nelle prossime settimane. Il sindacato dei pensionati ritiene urgente un confronto anche per comprendere come le modifiche al Pnrr impatteranno sui progetti per la sanità trentina.

 

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