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| 09 feb 2023 | 20:02

Difendere l'autonomia trentina e monitorare il Ddl Calderoli, unanimità per la mozione Rossi ma il Patt non c'è. Dallapiccola: ''Fatto molto grave''

Sembra incredibile ma mentre in consiglio provinciale si è assistito a un dibattito costruttivo e di prospettiva sull'Autonomia e sulla necessità di monitorare il processo dell'autonomia differenziata voluto dal Governo Meloni il Patt in Aula non c'era ma mandava un comunicato stampa per dire cosa si dovrebbe fare (di fatto esattamente quello che poi è stato votato con la mozione Rossi). Tra i più critici il consigliere di Casa Autonomia: ''Questa discussione per un partito autonomista è un punto imprescindibile, forse uno dei più alti di tutta la legislatura''

Difendere l'autonomia trentina e monitorare il Ddl Calderoli, unanimità per la mozione Rossi ma il Patt non c'è

TRENTO. E' stata votata all'unanimità con 31 voti favorevoli, dopo un bel dibattito d'aula dove tutti hanno detto la loro sull'importanza di tutelare e monitorare il processo che dovrebbe portare il Governo Meloni ad approvare la cosiddetta ''autonomia differenziata''. Tutti tranne chi la parola autonomista ce l'ha stampata dopo la parola partito e la ripete come un mantra in ogni contesto quasi fosse uno spot pubblicitario che ne identifica il marchio di fabbrica. 

 

La mozione si chiamava proprio ''Autonomia differenziata e autonomia speciale del Trentino: necessario il monitoraggio costante e il coinvolgimento del consiglio provinciale'' ed era a firma Ugo Rossi, l'ex presidente della Provincia ed ex numero 1 proprio del Patt. Il dibattito è stato costruttivo e ragionato. Tra i vari interventi quello del consigliere della Lega Alessandro Savoi che ha detto: ''Non solo dobbiamo difendere con forza ciò che comporta la nostra autonomia ma anche approfittare della situazione per portare a casa ulteriori competenze''. Vanessa Masé (La Civica) ha richiamato tutti ad intensificare “un rapporto forte con Bolzano, opportuno e importante” e Giorgio Tonini (Pd) ha sottolineato come il momento attuale sia “un passaggio di enorme delicatezza che richiede da parte delle autonomie speciali la capacità di lavorare assieme”.

 

Insomma tutti hanno detto la loro e portato il proprio contributo alla discussione ma c'era un grande assente: il Partito autonomista trentino e tirolese nella persona di Lorenzo Ossanna, unico consigliere rimasto (dopo che anche Demagri e Dallapiccola hanno deciso di sganciarsi mentre il partito virava sempre più a destra e si alleva a Progetto trentino). Proprio quel Patt che nello stesso istante in cui si stava discutendo in Aula inviava agli organi di informazione un paradossale comunicato stampa intitolato ''Autonomie speciali e autonomia differenziata'' che in un passaggio, sottolineato in neretto (in coda il documento ufficiale) recita: ''La posta in campo è talmente alta che sarà necessario seguire da vicino e con spirito costruttivo l'evoluzione della riforma e tutte le fasi del suo percorso, monitorandolo ad ogni livello, sia politico che parlamentare, sia amministrativo che culturale, in totale intesa con la Provincia autonoma di Bolzano''. Insomma, la mozione di Rossi ricalcata e inviata ai media come spot a difesa dell'autonomia, mentre in Aula, dove quindi si poteva dare un senso a queste parole, del Patt non si è vista l'ombra.

 

Il fatto è parso talmente incredibile che anche in Aula c'è chi ha sottolineato la cosa. Su tutti il consigliere di Casa Autonomia Michele Dallapiccola che prima ha fatto riferimento agli ex Patt presenti in Aula e poi ha fatto notare come proprio quel partito non ci fosse.

 

''Come il collega Rossi, anche noi, con la collega Demagri di Casa Autonomia, abbiamo un trascorso molto importante - ha detto Dallapiccola -. I nostri natali e la nostra carriera politica, la nostra formazione e il nostro modo di essere, si sono costruiti dentro all’alveo di un partito che dell’autonomia aveva fatto lo Statuto. Un po’ come lei, presidente Kaswalder. Poi, per motivi diversi, noi e lei ci siamo trovati a dover cambiare strada. Lei è stato sedotto dalla corrente più nazionalista, quella che guarda più a Roma, condizioni che addirittura la portarono ad essere cacciato dal Partito autonomista, credo uno dei rarissimi casi nella storia del partito. Invece, noi tre consiglieri, in tempi diversi abbiamo deciso di lasciare il partito autonomista quando la dirigenza ha deciso di seguire le sue di orme''.

 

Poi ha ricordato quanto bene abbia fatto l'autonomia al Trentino e quanto sia importante difenderla mostrandosi dubbioso verso le ''garanzie'' date dai partiti della destra nazionale rispetto alla riforma dell'autonomia differenziata. ''La preoccupazione è fortissima - ha detto - anche perché le tutele giuridiche che ha l’Alto Adige grazie alla sua condizione di minoranza linguistica e che noi non abbiamo sono molto più difficilmente aggredibili rispetto alle nostre. Ed è veramente un peccato che il partito autonomista non prenda parte a questo dibattito, al punto che l’ultimo suo rappresentante rimasto in questo momento da quest’aula risulta assente ed è un fatto molto grave''.

 

Un assurdo che il Patt non ci fosse proprio mentre si impegnava la Giunta e il consiglio a fare quello che intanto loro stessi scrivono in un comunicato stampa. ''Tutti noi manchiamo da quest’aula alle varie discussioni - ha concluso Dallapiccola - io per primo ho registrato diverse assenze come le ha registrate qualsiasi altro collega ma questo dibattito, questo punto, per un partito autonomista è un punto imprescindibile, forse uno dei più alti di tutta la legislatura e io ringrazio il collega Rossi per averlo voluto riportare al dibattito dell’aula''. 

 

Ecco il comunicato che è stato inviato dal Patt mentre il consiglio provinciale discuteva la mozione di Ugo Rossi e l'approvava in questi termini: il dispositivo impegna la Giunta a esprimere in ogni sede le particolarità della nostra autonomia speciale; a proseguire straordinarie modalità di monitoraggio del processo di attuazione dell’autonomia differenziata coinvolgendo i parlamentari e in raccordo con Bolzano. Oltre al coinvolgimento della Prima commissione con sedute di informazione, Rossi impegna poi la Giunta a predisporre una formale valutazione della portata e delle ricadute del ddl Calderoli sul nostro assetto autonomistico, definendo eventuali emendamenti. Infine, Rossi chiede che il documento venga sottoposto, entro due mesi, alla votazione del Consiglio.

 

Presentando la proposta di mozione Rossi ha ricordato come un autogoverno ben esercitato possa essere positivo per i territori interessati e per l’intera Repubblica e ha specificato che la mozione “non vuole assumere carattere di polemica politica”, anzi, che “il senso della proposta è che se non ci deve essere una contrarietà per il principio alla base di un’idea di autonomia differenziata, non ci deve essere nemmeno un’adesione fideistica”. “Sono convinto che non ci sia nessuna volontà di usare l’autonomia differenziata per colpire le autonomie speciali – ha detto Rossi – ma ciò non ci deve esimere dall’essere vigili”. Quindi un rammarico: “Mi spiace che in questa fase di costruzione politica per il futuro una mozione come questa non porti il simbolo delle Stelle Alpine”.

 

 

 

 

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