Gli insegnanti non hanno voglia di lavorare? Il Pd: “Dalla Lega becera politica da bar e affermazioni diffamatorie contro le maestre”
Sara Ferrari e Lucia Maestri all’attacco della Lega: “Demolire l’autorevolezza, la competenza e la credibilità del corpo docente è indecente ma non possono essere credibili nemmeno le parole del consigliere Cia che cerca di mettere una pezza alle dichiarazioni di Paccher”

TRENTO. Stanno provocando un polverone le parole pronunciate dal consigliere provinciale della Lega, Roberto Paccher, che ha definito “scuse per non lavorare” le obiezioni sollevate dagli insegnanti ed educatori, sul prolungamento delle attività nel periodo estivo. Non contento Paccher ha poi aggiunto: “Fa comodo stare a casa nel mese di luglio pagati senza lavorare. Noi riteniamo che visto che percepiscono lo stipendio è opportuno che vadano a lavorare”.
Il presidente del Consiglio del Sistema Educativo e il presidente della Consulta provinciale dei genitori hanno sottoscritto una lettera per chiedere all’assessore all’istruzione, Mirko Bisesti, di prendere le distanze da certe esternazioni: “In un Paese civile quando delle figure istituzionali si permettono di screditare impunemente cittadini e lavoratori senza che sia stato mosso loro alcun addebito formale, sarebbero doverose le loro dimissioni”.
Le critiche sono arrivate anche dagli alleati di maggioranza. Claudio Cia, capogruppo in Consiglio provinciale di Fratelli d’Italia, ha ammonito: “È importante che sulle aperture delle materne a luglio il dialogo sia costruttivo, non possiamo sminuire e umiliare i nostri insegnanti e trattare la scuola alla stregua di un babysitteraggio”.
Ora anche la deputata trentina del Partito Democratico, Sara Ferrari, chiede al presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, di prendere le distanze da queste “parole diffamanti” nei confronti delle maestre. “La diffamazione nei confronti di un’intera categoria di insegnanti dell’infanzia non solo è inaccettabile per l’offesa gratuita e infondata, ma è gravemente irresponsabile perché rischia di ledere profondamente il delicato rapporto di stima e fiducia reciproca tra le famiglie e le insegnanti”.
Per la deputata Dem quella scelta dalla Giunta è la strada più semplice “e più assurdamente banale” per soddisfare le esigenze di conciliazione vita lavoro delle famiglie. Una soluzione che però non tiene conto delle esigenze di bambini e insegnanti (che comunque possono avere delle famiglie) ma che soprattutto non è a costo zero, visto che sarebbero stati spesi già 2 milioni di euro. “È vergognoso accusare le insegnanti di non aver voglia di lavorare”.
Piuttosto secondo Ferrari sarebbe meglio puntare su un sistema di servizi di conciliazione parallelo ma legato a quello educativo. Già nel dicembre 2021 il Consiglio provinciale aveva approvato una proposta della consigliera del Pd per dare una risposta ai bisogni estivi delle famiglie e dei bambini attraverso un sistema misto, pensato e condiviso dalla Provincia con Enti gestori pubblici e privati e agli Enti locali, che utilizzasse gli spazi delle scuole. “Una soluzione non scontata e banale ma in grado di far tornare il Trentino ad essere luogo avanzato di sperimentazione di servizi innovativi. Certamente offrendo tutto ciò gratuitamente o con una spesa appena simbolica per le famiglie. Peccato che sia lasciata naufragare l’ipotesi. Se in Emilia Romagna le attività estive sono a carico pubblico, figuriamoci se non lo può fare una provincia autonoma”.
Infine una dura condanna arriva pure dalla consigliera provinciale Dem Lucia Maestri: “Demolire l’autorevolezza, la competenza e la credibilità del corpo docente è indecente. E francamente non possono essere credibili nemmeno le parole di uno come il consigliere Claudio Cia che cerca di mettere una pezza alle dichiarazioni di Paccher. Che poi Cia, consigliere di Fratelli d’Italia, difenda le insegnanti nel momento preciso in cui deposita un disegno di legge che ne limita la libertà di insegnamento è tutto dire”. Secondo Maestri la Destra avrebbe messo in piedi un “inaccettabile teatrino, con un assessore silente sostenitore di questa becera politica da bar”.


















