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| 08 mag 2023 | 12:56

Guarda: “Il piano siccità di Zaia? Opere grandi e costosissime fanno pubblicità ma non tutte sono ben ponderate”

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha annunciato un piano contro la siccità che comprende 227 opere ma su molte restano dei dubbi. Guarda (Europa Verde): “Non lo abbiamo ancora visto ma immagino includa, come logica conseguenza degli inviti del governatore a risparmiare acqua, anche lo stop della pista da bob da di Cortina”

Guarda: “Il piano siccità di Zaia?
di Tiziano Grottolo

VERONA. Per affrontare il problema della siccità il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha annunciato un piano che comprende 227 opere. Fra queste 6 sono state definite “prioritarie” con un impegno di spesa che si aggira attorno ai 408 milioni di euro.

 

“In Consiglio regionale non abbiamo ancora ricevuto il piano siccità di Zaia – attacca la consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda – ma immagino includa, come logica conseguenza degli inviti del governatore a risparmiare acqua, anche lo stop della pista da bob da di Cortina, un’opera, questa, in grado di consumare anche l’acqua potabile che ci manca”.

 

Come fa notare la consigliera di Europa Verde il piano siccità sembrerebbe ignorare la questione delle falde in cui manca l’acqua. “Nessun riferimento sulle Aree forestali di infiltrazione che ha consentito al Consorzio di Bonifica Brenta di ricaricare la falda di un milione di metri cubi d’acqua in un anno e tutto attraverso un solo ettaro e con una spesa davvero irrisoria 10-15mila euro per ettaro”. Eppure questo progetto è stato sostenuto negli anni passati non solo da Consorzi di Bonifica ma persino da Veneto Agricoltura.

 

“Pensare per grandi e costosissime opere sarà anche benefico dal punto di vista comunicativo – osserva Guarda – ma ho l’impressione che non tutte siano ben ponderate”. La consigliera di Europa Verde al contrario sostiene la realizzazione del Bacino di Meda, un’opera multifunzionale contenuta nel piano presentato da Zaia ma per quanto riguarda altre strutture ci sono forti perplessità. Su tutte il Bacino di Vanoi.

 

Da più parti infatti arrivano inviti, rivolti in particolare ai politici veneti, a non sottovalutare i rischi delle grandi dighe e della fragilità del territorio durante i periodi di grandi piogge. “Il 9 ottobre 2023 – conclude Guarda – ricorreranno i sessanta anni dalla tragedia del Vajont, un disastro che non deve solo condurci ai giustissimi momenti commemorazione, ma deve guidarci, come monito, nella ricerca delle migliori strategie”.

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