Il Comune di Ronzo-Chienis concede il patrocinio al Dolomiti Pride: ''Nessun dubbio, l'inclusione sociale non permette titubanze''
Il sindaco di Ronzo Chienis, Gianni Carotta, sul patrocinio al Dolomiti Pride: "Non ci sono stati dubbi o titubanze. Le idee e le sensibilità possono essere diverse, ma questi temi non possono essere oggetto di un conflitto ideologico"

RONZO CHIENIS. "Appoggiamo senza ideologia e convintamente i concetti e i pensieri più volte espressi da Sergio Mattarella, presidente della Repubblica è chiaro sull'inclusione sociale". A dirlo è Gianni Carotta, sindaco di Ronzo-Chienis. Il territorio ha dato semaforo verde per patrocinare il Dolomiti Pride. "Non ci sono stati dubbi o titubanze. Le idee e le sensibilità possono essere diverse, ma questi temi non possono essere oggetto di un conflitto ideologico".
La val di Gresta si unisce a Trento e Mezzocorona, Arco, Pergine Valsugana e Rovereto. Territori che hanno già espresso il proprio supporto alla manifestazione prevista a giugno in Trentino.
Dopo il "Niet" del 2018, questa volta c'è anche il via libera della città della Quercia del sindaco Francesco Valduga, candidato presidente per la coalizione di centrosinistra. Qui non manca una punzecchiatura del primo cittadino della val di Gresta.
"Il valore dell'inclusione sociale non può essere messo in discussione, come avvenuto in altri Comuni", conclude Carotta. "La base di partenza sono lo Statuto dell'amministrazione da una parte e l'esempio di Mattarella dall'altra parte. Ho avuto l'onore di essere il suo capo scorta per un mese all'epoca in cui era ministro della difesa: ci sono doveri istituzionali che non possono perdersi nell'ideologia".












