Turismo, c'è il via libera definitivo al passaggio della Val di Gresta all'Apt Garda Dolomiti: "Una scelta maturata dal territorio"
La II Commissione ha dato semaforo verde al passaggio della val di Gresta dall'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo a quella Garda Dolomiti

TRENTO. La val di Gresta cambia (turisticamente) veste, manca solo la delibera della Provincia. Dopo il voto unanime del territorio, anche la II Commissione ha dato il via libera al passaggio dall'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo a quella Garda Dolomiti (che già ricomprende anche val di Ledro, Comano e valle dei Laghi).
Una decisione presa in quel di Ronzo-Chienis già da tempo con deadline di ingresso nel nuovo ambito dal 1 gennaio del prossimo anno (Qui articolo). Ora è arrivato il parere positivo alla necessaria delibera della Giunta provinciale dalla II Commissione consiliare permanente, presieduta da Luca Guglielmi (Fassa).
"C'è soddisfazione per il via libera definitivo a questa decisione presa dal Comune", commenta Gianni Carotta, sindaco di Ronzo-Chienis. "Ringrazio i consiglieri provinciali e la Giunta per questa opportunità. Non si è guardato ai colori politici ma c'è stata la valorizzazione di una scelta maturata dal territorio".
L'assessore al turismo Roberto Failoni ha spiegato che proprio ieri (mercoledì 26 luglio) si è espresso il Cal (tutti astenuti, salvo Luserna favorevole) e che quindi ora si può andare alla delibera che ridefinirà gli ambiti territoriali ai sensi dell'articolo 5, comma 3, della legge sulla promozione turistica provinciale 2020.
Il titolare dell'assessorato al turismo ha chiarito che non si tocca l'autonomia dell'Apt Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo, "ma si dà solo corso a una scelta locale, come la legge 8/2020 prevede e come è già avvenuto senza drammi, per esempio con San Lorenzo Dorsino. Già da tempo del resto l'Azienda per il turismo gardesana lavora e collabora fattivamente con il territorio grestano".
A intervenire anche Alessandro Olivi, dicendo di astenersi e di rispettare la scelta unanime del consiglio comunale di Ronzo Chienis, coerente anche con la circostanza che c'è pure un versante del monte Baldo che guarda logicamente verso il Benaco. Il consigliere di Folgaria - a suo tempo promotore della norma che istituì l'ambito autonomo dell'Apt roveretana - s'è al contempo rammaricato del fatto che non si è fin qui affatto sfruttata la previsione in legge delle collaborazioni inter-ambito (attraverso le cosiddette Ata) "in particolare non si è avviato quel percorso di azione comune di promozione turistica tra Vallagarina e Garda trentino, che invece sarebbe strategica e preziosa".
Invece Lorenzo Ossanna ha detto di condividere le motivazioni di Ronzo-Chienis, con cui ha avuto modo di confrontarsi anche nei giorni scorsi da assessore regionale mentre Pietro De Godenz ha detto che cauti spostamenti di ambito di limitate aree territoriali possono ben rientrare nei normali assestamenti della riforma della promozione turistica e ha citato anche il caso di Baselga di Pinè.


















