Il Comune di Mori pronto a cambiare Apt, ok di Failoni: "E' la porta del Garda". E c'è polemica: "Patto d'acciaio per accontentare un'amministrazione amica"
Il Comune di Mori è pronto per compiere l'ultimo passo per il cambio di Azienda per il turismo, una mossa che non piace a Francesca Parolari (Partito Democratico): "Come devono essere le geometrie delle Apt e quindi che Mori debba entrare in quella del Garda viene stabilito dall’assessore con giudizio lapidario, unilaterale e insindacabile. Non esiste ascolto, confronto, discussione sulle palesate criticità e sui rischi"

TRENTO. Il sempre più probabile passaggio del Comune di Mori dall'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo a quella del Garda Dolomiti tiene banco nell'Aula di piazza Dante. Si parla di patto d'acciaio con un'amministrazione amica, così come di incongruenza e pericolosità di questa opzione per l'impatto sugli equilibri raggiunti tra Apt. E' la consigliera provinciale del Partito Democratico Francesca Parolari a mettere nel mirino l'assessore Roberto Failoni per il placet all'eventuale transito del territorio da una zona all'altra. Un tema delicato perché il futuro dell'ambito lagarino inizia a essere a rischio, appeso alle decisioni (il prossimo anno?) di Brentonico.
La premessa è che i confini delle Aziende per il turismo sono un po' un "problema" interno che poco o nulla toccano tanto i residenti (le Comunità di valle e relativi servizi non variano) e quanto i turisti che tra ricerche o richieste informazioni non subiscono chissà quale ripercussione da una variazione di ufficio. Ci potrebbero essere ragioni d'opportunità e di visione sulla destinazione di turno nel voler cambiare Apt di riferimento, tuttavia la scelta viene ponderata territorialmente tra un'amministrazione comunale e i suoi operatori, un ente e quello che dovrebbe accoglierlo per capire le prospettive.
Certo sul Garda ci possono essere alcune "legittime rimostranze (normali sfumature dialettiche) sul lago per il temuto indebolimento dell'identità turistica dell'Apt di riferimento" in caso di accoglimento della domanda di passaggio (Qui articolo). Una luce verde che attende solo la formalità dopo che Failoni si è speso per il "Sì" nella risposta a Parolari: “La legge lo prevede e accolgo la richiesta perché Mori è la porta del Garda”.
Da qui la replica della consigliera provinciale dem: "Come devono essere le geometrie delle Apt e quindi che Mori debba entrare in quella del Garda lo stabilisce l’assessore, con giudizio lapidario, unilaterale e insindacabile. Non esiste ascolto, confronto, discussione sulle palesate criticità e sui rischi. Non si può alzare la mano e dire che, forse, non è opportuno perché così si snatura il prodotto turistico unitario, che forse l’identità turistica consolidata gardesana viene messa a repentaglio, che l’Apt di Rovereto, Vallagarina e Monte Baldo ne uscirebbe ulteriormente e notevolmente indebolita. E chi alza la mano non sono certo semplici cittadini, sono rappresentanti di importanti categorie economiche, sono i sindaci del Garda".
Si potrebbe anche essere parzialmente d'accordo con la consigliera provinciale e legittima l'opposizione. Inoltre, pur con la necessità di un aggiornamento, il precedente assetto a 14 Apt - più la nascente Ledro - non era ancora completamente superato ma appare esagerato parlare di un'identità turistica per l'accorpamento di un Comune a un ambito che nel frattempo è diventato extralarge fino a comprendere Ledro, Comano, Valle dei Laghi e Val di Gresta.
Ma ci si aspettava veramente che l'assessore potesse dire di "No" alla volontà di Mori? L'idea di Failoni è sempre stata chiara nella riforma del settore che porta la sua firma: l'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo non era prevista nei piani iniziali, così come quella della val di Non. Tanto tra le opposizioni quanto a livello di Apt non ci sono state poi tutte queste prese di posizione contrarie ai vari accorpamenti.
Il meccanismo di poter cambiare Apt è contenuto nella legge provinciale (si ragiona per Comune catastale) e ci sono (pochi) vincoli. Innanzitutto il territorio deve essere limitrofo, poi tecnicamente il Comune delibera la volontà di voler passare a un'altra Azienda per il turismo e invia una lettera formale alla Provincia. La Giunta provinciale valuta il da farsi e si pronuncia a sua volta. E' un atto sostanzialmente amministrativo e in piazza Dante ci si potrebbe anche opporre ma un "No" va motivato e un'amministrazione comunale a fronte di un diniego potrebbe presentare ricorso.
Non ci sono obblighi formali di confronti preventivi con il tessuto economico di un territorio e con altri primi cittadini ma ci sono "doveri istituzionali" e ragioni - anche di opportunità - per non compiere un passo completamente nel vuoto. Un caso è Brentonico, un altro Comune che ciclicamente strizza l'occhio al Garda ma che si è preso un anno di riflessione per capire se con l'Apt con sede nella città della Quercia ci può essere un rilancio nella costruzione e nel miglioramento del settore turistico.
Non c'è stata una grande raffica di rimostranze sulla legge. L'ex titolare al turismo Michele Dallapiccola aveva dato parecchia battaglia e un po' anche l'ex assessore Alessandro Olivi. C'è stata una levata di scudi del territorio guidato da Giulio Prosser, presidente dell'Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo (e con meno enfasi in val di Non), infine l'ente era stato mantenuto attivo, quel territorio stesso che in parte oggi riflette in altre direzioni.
Ma per il resto quasi una linea piatta, anche quando la val di Gresta, la valle dei Laghi e l'Altopiano di Pinè - per esempio - hanno cambiato Apt per effetto di una legge che c'è ormai dal 2020.
Chiaro, la questione è più delicata perché in questo caso inizia a essere messa in discussione l'operatività e la funzionalità di un ente. Un ridimensionamento eccessivo in Vallagarina potrebbe portare a disgregare i vari Comuni nelle diverse Apt che orbitano su Trento e Alpe Cimbra, oltre che Garda.
"Nulla scalfisce il patto d’acciaio probabilmente stipulato per accontentare una amministrazione amica. Con buona pace di chi cerca di dimostrare l’incongruenza e la pericolosità di questa opzione per l’impatto sugli equilibri raggiunti in entrambe le Apt. A fronte di questa irremovibile decisione, la strada che percorrerà il Partito Democratico sarà quella di presentare nella prossima legge di stabilità un emendamento per introdurre, nella legge sulla promozione turistica, di fronte alla richiesta di un Comune di transitare da una Apt all’altra il parere obbligatorio e vincolante di quella di nuova collocazione".
Ma la campanella sembra suonata ormai molto tempo fa per poter cambiare la situazione. Si guarda un singolo Comune a fronte di un disegno orientato a lasciare in attività quattro grandi Apt: le Agenzie per il territorio.












