Dolomiti Pride, Valduga nel 2018 non aveva concesso il patrocinio del Comune di Rovereto e oggi che farà? A chiederselo Europa Verde della città della Quercia
Il Dolomiti Pride ritorna il prossimo giugno e nel 2018 il sindaco Valduga non aveva concesso il patrocinio del Comune di Rovereto. Questa edizione cosa farà? L'interrogazione di Europa Verde della città della Quercia

ROVERETO. "Il sindaco di Rovereto questa volta pensa di concedere il patrocinio al Dolomiti Pride?". Così Ruggero Pozzer di Europa Verde della città della Quercia. "L'ultima volta, infatti, ha negato l'appoggio alla manifestazione". Abbiamo provato a contattare Francesco Valduga per porre la domanda, senza però fortuna.
Dopo l'evento del 2018, il Dolomiti Pride è pronto a tronare in Trentino il prossimo giugno. L'ultima volta i principali Comuni regionali avevano patrocinato la manifestazione, significativa principalmente per la difesa di tutte le persone da ogni tipo di discriminazione: Trento e Bolzano, Merano e Villa Lagarina, ma anche enti pubblici culturali come il Senato universitario trentino, avevano sostenuto questa iniziativa.
"Ho letto le 33 pagine, ma non mi trovo al 100%. La mia decisione non inficia la manifestazione", aveva spiegato Valduga all'epoca (Qui articolo). Il Comune di Rovereto si era invece sfilato, il sindaco aveva "strizzato l'occhio" a Ugo Rossi con la Provincia di Trento che non aveva concesso il patrocinio, una decisione riconosciuta successivamente dal governatore come un errore, seppur tardivo era arrivato un mea culpa.
"Nella risposta all'interrogazione sulle motivazioni del diniego - commenta Pozzer - il sindaco aveva detto di non accettare il manifesto politico del Dolomiti Pride sui temi della “genitalità”. Il documento invece e semplicemente parlava dell’educazione sessuale a scuola affermandone l’importanza come strumento per dare a ragazzi e ragazze delle chiavi per muoversi nella complessità delle relazioni e solo in un paragrafo trattava di attenzione alle persone che non si riconoscono nella propria appartenenza sessuale; persone alla quali è necessario, a nostro parere, dare comunque e sempre il massimo sostegno anche perché spesso accompagnate da situazioni di sofferenza".
Come Verdi di Rovereto "trovavamo questo atteggiamento inaccettabile e ulteriore motivo di distanza politica dallo stesso sindaco, già lontano dalle nostre posizioni per il suo disinteresse ai temi ambientali". Non a caso la rottura e per correre per il secondo mandato alla guida del Comune, Valduga ha cercato poi le convergenze con l'opposizione di allora, Partito Democratico e Patt in primis, questi ultimi passati recentemente, almeno a livello provinciale, verso destra ma questo non sembra preoccupare il primo cittadino in corsa per diventare il prossimo candidato presidente della Pat per il centrosinistra.
Il prossimo Dolomiti Pride è in agenda il prossimo 3 giugno e Europa Verde interroga Valduga. "E’ intenzione mantenere Rovereto distante dai principi di inclusione e accoglienza o i tempi sono cambiati e quindi è avvenuta una lenta maturazione di coscienza che porta ora, finalmente e tardivamente, ad aprirsi ai sopra descritti principi? E’ giunta al Comune di Rovereto formale richiesta di patrocinio al Dolomiti Pride 2023? Nel caso cosa si è risposto? Nel caso non fosse giunta richiesta formale è intenzione di aderire autonomamente, offrendo spontaneamente detto patrocinio anche per rimediare parzialmente alla precedente discriminazione avvenuta nel 2018?", conclude
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