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| 06 apr 2023 | 06:01

Valduga risponde a il Dolomiti: dal Pride alla guerra in Ucraina, al termovalorizzatore: ''E' il tempo dei social ma non si amministra il territorio con gli annunci''

L'intervista a Francesco Valduga indicato quale candidato presidente dell'Alleanza democratica ed autonomista, la coalizione di centrosinistra verso le elezioni provinciali

Valduga risponde a il Dolomiti: dal Pride alla guerra in Ucraina

TRENTO. Il programma di centrosinistra e la campagna elettorale, il termovalorizzatore, il Dolomiti Pride e la guerra in Ucraina. Il sindaco di Rovereto rispedisce al mittente la definizione di armata Brancaleone (data qualche giorno fa da Alessandro Urzì di Fratelli d'Italia per descrivere chi lo sostiene) e traccia le prime direttrici alla guida della coalizione in vista delle prossime elezioni provinciali. E Francesco Valduga risponde, con questa intervista anche al nostro direttore, Luca Pianesi, chiarendo da subito di non aver gradito le critiche e le riflessioni contenute nel suo blog e mostrandosi molto piccato per quanto pubblicato (Qui blog: "Valduga candidato di tutti ma ora a tutti spiegate perché avete candidato Valduga: il mistero politico di una scelta che comunque ha del buono per la coalizione").

 

Ma per citare il mitico Ed Hutcheson-Humphrey Bogart alla fine del film di Richard Brooks L’ultima minaccia, ''è la stampa bellezza'' e allora passiamo ai contenuti e al Valduga pensiero da candidato presidente. Si parte dal Dolomiti Pride. Nel 2018 il Comune di Rovereto non aveva concesso il sostegno all'evento ma 5 anni dopo è in arrivo il patrocinio. L'ufficialità è solo questione di giorni. "E' stato forse un eccesso di scrupolo", spiega Valduga. "Il problema non è e non è mai stata la manifestazione, semplicemente a fronte di molti temi condivisibili, ho espresso alcune perplessità per alcuni contenuti delicati e di tipo etici nel documento allegato al manifesto".

 

Resta, però, il diniego per alcuni parti di un documento. "Ma ho sempre sostenuto l'importanza dei diritti - dice Valduga - la mia storia e i miei valori sono chiari e non c'è assolutamente traccia di chiusure mentali nei miei atteggiamenti giornalieri e nei miei comportamenti quotidiani. I corsi per le famiglie a Rovereto sono strutturati per tenere conto di tutte le esigenze, celebro le unioni civili, abbiamo aderito alla rete Ready e così via. Non voglio passare per quello non sono e non sono mai stato: non voglio che il meglio sia nemico del bene e l'intenzione è quella di concedere il patrocinio al Dolomiti Pride".

 

Chiaro anche il Valduga-pensiero sulla guerra in Ucraina. "Il discorso è simile a quello dei diritti", spiega il primo cittadino di Rovereto. "Parliamo attraverso l'amministrazione e gli atti, anche politici. Più di una volta abbiamo ribadito il 'No' all'aggressione militare e la necessità di aiutare Kyiv, abbiamo promosso manifestazioni e momenti di riflessione in città e alla Campana dei caduti. Non solo, abbiamo rafforzato il gemellaggio con Zabrze (Polonia) per sostenere Rivne e ci sono state diverse raccolte di materiale che i nostri vigili del fuoco con abnegazione hanno trasportato e consegnato in Ucraina. Più volte abbiamo dimostrato la nostra disponibilità: un ponte concreto di aiuto".

 

Capitolo termovalorizzatore o gassificatore. "Sono in corso gli approfondimenti del Consorzio delle autonomie locali con la Provincia. La città di Rovereto, per esempio, è molto virtuosa nella raccolta differenziata, i dati del Trentino in generale sono buoni ma comunque un po' di residuo resta e deve essere bruciato. Oggi questa situazione è diventata un'emergenza e il ciclo dei rifiuti va chiuso. Un impianto utile anche a produrre energia e non utilizzato solo per eliminare i materiali. Le valutazioni e i suggerimenti dei tecnici, in questo momento, indicano che la soluzione migliore e con più garanzie è quella del termovalorizzatore". 

 

Più termovalorizzatore, quindi. E le possibili localizzazioni sono Ischia Podetti a Trento oppure ai Lavini di Marco a Rovereto. "C'è però già in Regione un termovalorizzatore e credo che sia necessario approfondire la possibilità di rivolgersi all'Alto Adige", continua Valduga. "Questa è una strada da valutare a livello politico fino alla sicurezza che non si può sfruttare questa possibilità di gestione. Se ci fosse questa chance, allora si potrebbe pensare a un piccolo gassificatore d'appoggio, diversamente si deve approfondire la miglior collocazione dell'impianto con una gestione solida in mano pubblica: un modello simile a Bolzano con la forte collaborazione tra Pat o una società di sistema e i Comuni".

 

Il centrodestra appare in vantaggio nella corsa per piazza Dante ma è ancora stallo tra il governatore uscente Maurizio Fugatti e Francesca Gerosa, indicata da Fratelli d'Italia. Archiviate le tensioni e qualche distinguo, almeno in questo il centrosinistra è avanti: c'è già il candidato presidente. C'è ora da lavorare per colmare il gap. Il coordinatore provinciale del partito di Giorgia Meloni ha definito gli avversari politici come un'armata Brancaleone.

 

"La sensazione - prosegue il sindaco di Rovereto - è che parli per slogan e di situazione che non conosce a fondo. Siamo un'alleanza che raggruppa esponenti con una storia personale e politica che ha costruito il Trentino. Personalità e figure che possono migliorare il presente e il futuro del territorio forte di una nuova classe dirigente e di una leadership diffusa: il centrosinistra ha questa capacità. Il programma è in fase di definizione e i contenuti sono quelli che un amministratore ha presente, come l'Agenda 2030 oppure il Pnrr con attenzione alla sostenibilità, questo è un concetto ampio all'interno del quale rientrano le opere pubbliche e l'energia, l'economia e il modello di turismo. E' necessario poi ridurre le disuguaglianze e questo passa anche attraverso la sanità e un'organizzazione in grado di rendere nuovamente attrattivo il settore e motivare il personale. E poi si deve investire nella scuola, l'istruzione deve ritornare a funzionare come ascensore sociale. E il Trentino per storia e vocazione deve puntare sulla ricerca e sull'innovazione, oltre a riallacciare rapporti più forti con l'Alto Adige".

 

Come sarà l'avvicinamento al voto? "E' chiaro che da qui alle elezioni ci sono diverse fasi. Ci sarà un incontro con tutte le forze politiche per proseguire la messa a punto di un programma che possa recepire le sfumature della coalizione. Poi saremo sui territori per varie operazioni di ascolto e proposta. Dobbiamo consolidare i punti di riferimento come le associazioni, il volontariato e le associazioni di categoria. Un ulteriore step è quello di organizzare incontri pubblici per incontrare i cittadini. La campagna elettorale vera e propria si concentrerà nell'ultimo mese. Immaginiamo però un Trentino unito e coeso, una collaborazione tra le città e le valli". 

 

Il sindaco di Rovereto appare lontano dalle piattaforme digitali: 1.800 i suoi follower mentre Fugatti si attesta a 122mila e una macchina da guerra alle spalle. "Sono fondamentali i rapporti personali e interpersonali. Poi non mi sfugge che sia il tempo in cui si deve essere attivi sui social ma il reale non può diventare virtuale in cui il dibattito resta in superficie. E non si deve confondere la propaganda con l'amministrazione di un territorio. Annunciare opere pubbliche come se fossero già state realizzate quando non sono nemmeno state finanziate è essere concreti? Credo che sia importante dare importanza alla realtà", conclude Valduga.

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