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Trento
06 dicembre | 18:46

"L'approccio al whistleblowing deve essere diverso. E' uno strumento utile e ha molti più pro che contro". Il pensiero di Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento

Il Decreto Legislativo 24/2023 prevede che, dal prossimo 17 dicembre, le società con un numero di dipendenti compreso tra 50 e 249 debbano dotarsi di un canale di segnalazione interno. "E' capzioso definire "pericoloso" il whisteblowing perché si parla tanto di trasparenza e poi, quando viene approvato uno strumento in grado di migliorare le cose, si va alla ricerca di ogni possibile difetto o controindicazione. Lo ritengo utile anche per contrastare fenomeni molto pericolosi e attuali, quasi ad esempio lo stalking o la violenza di genere".

L'approccio al whistleblowing deve essere diverso

TRENTO. "Noto che l'approccio a questo strumento è quasi esclusivamente all'insegna della paura, del timore - assoluto - che se ne faccia un utilizzo esclusivamente negativo, dando per scontato che chi lo utilizzerà si renderà protagonista di atti di delazione. Attenzione, partendo da tale presupposto non si va da nessuna parte, non solamente nel caso specifico del whistleblowing. Io credo, invece, sia un mezzo utilissimo, che andrà certamente "tarato" e migliorato e permetterà alle persone di segnalare eventuali violazioni all'interno del contesto lavorativo e, allo stesso tempo, sarà un vero e proprio sistema di autodifesa per le aziende".

 

Fausto Manzana, presidente di Confindustria Trento, promuove il "whisteblowing", la piattaforma di segnalazione sicura, che permetta a chiunque operi all'interno dell'azienda (dipendenti, tirocinanti, collaboratori, ma anche gli stessi dirigenti) di segnalare eventuali condotte illecite, quali frodi, atti e comportamenti che possano danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell'impresa, ente pubblico, fondazione.

 

Sono diverse le tipologie delle possibili segnalazioni: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all`interno, ai danni o a opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora.

 

Il Decreto Legislativo 24/2023 prevede che, dal prossimo 17 dicembre, le società con un numero di dipendenti compreso tra 50 e 249 debbano dotarsi di un canale di segnalazione interno, che tuteli in maniera assoluta l'identità e i dati del denunciante nonché il contenuto della segnalazione. Il procedimento interessa anche l'Anac, che sarà chiamata ad intervenire qualora un dichiarante non ricevesse riscontro da parte dell'impresa.

 

"Si parla tanto di rischio elevato di delazione - prosegue Manzana - ma, attenzione: la segnalazione avviene sì in forma anonima e, giustamente, con la massima tutela per chi la effettua, ma la "denuncia" deve essere circostanziata e non è che si possa scrivere qualsiasi cosa perché, dall'altro, lato si potrebbe incorrere nei reati di diffamazione o calunnia. Ritengo sia uno strumento che abbia molti più "pro" che "contro" e da qualche parte bisogna iniziare: non si può avere paura della delazione e, dunque, accantonare il "whisteblowing" perché c'è il "rischio di...". Piuttosto bisogna educare le persone interessate a farne un utilizzo consapevole, spiegando loro che si tratta di un canale ufficiale e non di un social network personale dove si può scrivere ciò che si vuole".

 

Il decreto affonda le radici nel 2017 con la promulgazione della legge 179 sulla tutela del whistleblower, una norma promulgata anche se tante parti politiche avevano espresso parecchi dubbi. Ora il dispositivo è stato messo a punto e il provvedimento dovrebbe partire nei prossimi giorni, salvo proroga, che in Italia è sempre dietro l'angolo.

 

"E' capzioso definire "pericoloso" il whisteblowing - conclude il numero uno di palazzo Stella - perché si parla tanto di trasparenza e poi, quando viene approvato uno strumento in grado di migliorare le cose, si va alla ricerca di ogni possibile difetto o controindicazione. Lo ritengo utile anche per contrastare fenomeni molto pericolosi e attuali, quasi ad esempio lo stalking o la violenza di genere, con la possibilità di segnalare situazioni che, magari, precedentemente, non venivano portate alla luce. I lavoratori devono avere la possibilità di denunciare comportamenti aziendali scorretti. Perché pensare, a priori, che tutti ne faranno un uso improprio? Bisogna approcciarsi con fiducia e serenità ad uno strumento che è già di uso comune nei paesi anglossasoni con ottimi risultati".

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