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"Le liste di attesa fanno morire le persone", Rizzo e la sua ricetta per la sanità: "Per contrastare la carenza di personale serve una programmazione seria"

Per il candidato presidente di Democrazia sovrana popolare "serve rompere il conflitto di interesse tra pubblico e privato, aumentando gli stipendi dei sanitari. La carenza di personale si contrasta attraverso la formazione e una pianificazione corretta. Il modello sanitario del futuro dovrebbe puntare sull'accorpamento delle specializzazioni e sul potenziamento della medicina territoriale"

di Sara Marcolla

TRENTO. Serve rompere il conflitto di interesse tra pubblico e privato, aumentando gli stipendi dei sanitari. La carenza di personale si contrasta attraverso la formazione e una pianificazione corretta. Le liste di attesa? Fanno morire le persone. Per abbatterle e garantire la sanità per tutti bisogna investire risorse. Il modello sanitario del futuro dovrebbe puntare sull'accorpamento delle specializzazioni e sul potenziamento della medicina territoriale di prossimità.  E' la visione che Marco Rizzo, candidato presidente per la provincia di Trento per Democrazia sovrana popolare, ha per la sanità trentina.

 

Quale modello sanitario vuole proporre? A livello territoriale Lei punterebbe a mantenere gli attuali presidi sanitari o a proporre un modello diverso basato su poliambulatori e singole specializzazioni?

Dagli anni 80 i posti letto negli ospedali italiani si sono ridotti di due terzi. Sono diminuiti i tempi di ospedalizzazione, ma è chiara la tendenza a ridurre i posti letto. In questo scenario serve agire in due direzioni: da un lato puntare sulla razionalità dell'accorpamento delle specializzazioni, dall'altro mantenere e potenziare la medicina territoriale. Servono, quindi, sia dei centri di prossimità che dei plessi ospedalieri polifunzionali.

 

Per ridurre le lista d'attesa punterebbe ad investire sulle strutture pubbliche o a implementare gli accordi con le strutture private?

Le liste di attesa fanno morire le persone: non consentono alla gente di curarsi oppure spingono chi può permetterselo verso la sanità privata. In questo modo si selezionano per ceto e per censo le persone che possono vivere o morire. Questa è una vergogna. L'organizzazione sanitaria deve rompere il conflitto di interessi tra settore pubblico e privato, aumentando gli stipendi di medici, oss e infermieri. Si può trovare, nel breve termine, una soluzione al problema sfruttando in questa fase anche i privati; ma serve assumere nuovi sanitari, investendo per arrivare a regime ad una sanità pubblica efficace ed efficiente.

 

Dove recuperare risorse e quali soluzioni propone per fare fronte all'aumento del costo sanitario e alla carenza di personale?

Le risorse per la sanità pubblica in Italia sono all'ultimo posto nel Piano nazionale di ripresa e resilienza. E' l'ultima delle categorie di interesse. Intanto il governo italiano ha acquistato 250 carri armati leopard 2 con sei miliardi di euro: soldi, questi, che potevano essere investiti della sanità.

 

La carenza di personale investe anche le rsa. Come contrastare le fuga di infermieri che rischia di mettere in crisi le strutture di assistenza agli anziani?

Charles De Gaulle (ex presidente della Repubblica francese) diceva “prevedere è comandare”, perché prevedere significa comandare per il futuro. In Italia e in Trentino non c'è alcuna attenzione alla previsione e alla pianificazione. Per fare un esempio: in un Paese che invecchia e dove le nascite sono al minimo storico, le scuole di specializzazione in geriatria reclutano un numero di studenti molto inferiore rispetto a quelle di ostetricia. Si va nella direzione opposta rispetto a quella in cui sta andando l'Italia. Perché? Perché non c'è previsione, non c'è visione di futuro, la politica pensa solo all'elezione immediata.

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