Limite dei tre mandati per sindaci e assessori, la sentenza della Corte Costituzionale mette in discussione la norma del Trentino-Alto Adige
La Corte Costituzionale ha recentemente bocciato una legge della Regione Sardegna, una sentenza che potrebbe avere degli effetti anche in Trentino-Alto Adige dove esiste il limite dei tre mandati consecutivi per i sindaci. Ossanna: “Questa regola ha contribuito alla piena rappresentanza delle minoranze linguistiche”

TRENTO. Recentemente la Corte Costituzionale si è espressa contro due articoli della legge della Regione Sardegna che prevedeva un numero massimo di mandati consecutivi dei sindaci e l’iscrizione alla sezione regionale dell’albo dei segretari provinciali e comunali.
Questa sentenza però potrebbe avere effetti anche sul Trentino-Alto Adige che si è dotato di una legge molto simile. Un passaggio contenuto nello Statuto speciale di autonomia attribuisce infatti alla Regione la competenza legislativa primaria in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni.
“Le conclusioni formulate dalla Corte costituzionale incidono in modo significativo sul tema della competenza legislativa primaria in materia di enti locali – ha dichiarato l’assessore regionale agli enti locali Lorenzo Ossanna – occorre pertanto valutare gli effetti di tale sentenza sull’ordinamento regionale, anche in prospettiva di un eventuale intervento legislativo attuativo delle norme statutarie”.
L’obiettivo del Trentino-Alto Adige è dunque quello di mantenere in essere la legge regionale sul limite dei tre mandati per i sindaci. Proprio per questo la giunta regionale ha deciso di affidare all’avvocato, Fabio Corvaja, l’incarico per esaminare gli effetti della sentenza della Corte costituzionale. L’avvocato dovrà formulare una risposta entro il 21 giugno 2023.
“Il limite dei tre mandati consecutivi per tutti i sindaci e gli assessori comunali, previsti dalla normativa regionale, ha contribuito alla piena rappresentanza delle minoranze linguistiche negli organi elettivi comunali – ha precisato Ossanna – favorendo le condizioni di continuità amministrativa negli enti locali e assicurando i tempi necessari per far maturare all’interno di ciascun gruppo linguistico un congruo ricambio della classe dirigente delle comunità locali pertanto – ha concluso l’assessore – abbiamo deciso di richiedere un parere sulla possibilità di mantenere l’attuale disciplina regionale sul limite dei mandati di sindaci”.


















