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| 11 ago 2023 | 13:43

L'ospedale di Arco punta su procreazione medicalmente assistita, pneumologia e chirurgia multispecialistica: "L'attività tornata a livelli pre Covid"

L'ospedale di Arco e il ruolo di questa struttura è stato affrontato in un vertice tra Provincia, Apss, dirigenza medica con il direttore della struttura Andrea Ziglio e la Comunità di valle: "Vogliamo dare al territorio la miglior risposta possibile, per questo stiamo lavorando per potenziare l'ospedale e in particolare il pronto soccorso, fondamentale in una zona ad elevata vocazione turistica"

L'ospedale di Arco punta su procreazione medicalmente assistita
di Redazione

ARCO. Sviluppare le vocazioni specifiche dell'ospedale, come la procreazione medicalmente assistita, la pneumologia e della chirurgia multispecialistica, e rafforzare la centralità all'interno della rete provinciale. Si orienta in queste direzioni il polo sanitario di Arco. Realizzato alla fine degli anni ’90 e attivato nel maggio 2004, ha una dotazione di 89 posti letto, dei quali 80 dedicati ai ricoveri ordinari e 9 ai ricoveri diurni, oltre a 6 posti dedicati all’osservazione breve intensiva e a 19 letti tecnici. L'attività è da tempo tornata ai livelli pre-Covid e in alcuni settori c'è stato un potenziamento, per esempio l’attività chirurgica ospedaliera è passata dai 1.812 del 2019 agli attuali 2.238 atti operatori.

 

L'ospedale di Arco e il ruolo di questa struttura è stato affrontato in un vertice tra Provincia con l'assessora Stefania Segnana, l'Apss con il direttore generale Antonio Ferro e il direttore della struttura Andrea Ziglio. Presenti anche i dirigenti del Servizio provinciale Politiche sociali Federica Sartori e del Servizio provinciale Politiche sanitarie e per la non autosufficienza Andrea Maria Anselmo, i dirigenti medici Luca Fabbri (direttore Distretto Sud), Elena Bravi (direttore per l'integrazione socio sanitaria) e Claudio Agostini (direttore Dipartimento transmurale salute mentale).

 

"Vogliamo dare al territorio la miglior risposta possibile - le parole di Segnana - per questo stiamo lavorando per potenziare l'ospedale e in particolare il pronto soccorso, fondamentale in una zona ad elevata vocazione turistica come questa: come visto la scorsa settimana, il pronto soccorso è stato implementato con interventi importanti, pensiamo all'osservazione breve con i due ulteriori posti letto e alla realizzazione di una nuova camera calda; sempre la scorsa settimana abbiamo anticipato due notizie importanti, ovvero l'arrivo a inizio settembre di un nuovo ortopedico e l'assunzione di un radiologo esperto che avrà come sede principale l'ospedale di Arco, della quale sarà referente per attività radiologiche innovative".
 

Nella riunione presieduta dal presidente della Comunità Claudio Mimiola, presenti tutti gli amministratori locali tra cui l'assessora comunale Tiziana Betta, Segnana ha confermato la forte attenzione dell'amministrazione provinciale e dell'Azienda sanitaria, all'Alto Garda e Ledro, ricordando la visita all'ospedale arcense della scorsa settimana, l'ultimo incontro con il Consiglio della Salute che si era tenuto l'anno scorso e gli interventi infrastrutturali effettuati nell'ultimo periodo, in particolare sul Pronto Soccorso, ma anche sul Centro delle Palme dove sono praticamente conclusi i lavori per l'unità di crisi riservata agli adolescenti.

 

"L'ospedale e il suo territorio sono parte integrante della riorganizzazione dell'Azienda sanitaria che punta a una rete territoriale, a nuove forme organizzative per dare una risposta sempre più appropriata alla domanda di sanità dei cittadini", ha aggiunto Ferro. Il direttore generale ha ricordato come ci sia una rete ben organizzata, che può contare "su 32 medici di medicina generale e su ben 5 forme associative di medicina di gruppo integrata, su 7 pediatri di libera scelta e una forma associativa di pediatra, nonché su due centri servizi sanitari, uno a Riva e uno a Bezzecca, oltre che sull'ospedale arcense, sulla palazzina delle Palme e sul Ser. D di Riva".

 

Il direttore Ziglio, nel presentare la struttura ha evidenziato alcune delle vocazioni dell'ospedale, in particolare quella del Centro per la procreazione medicalmente assistita (Pma), a valenza provinciale, presso il quale lavorano attualmente 6 medici, 5 biologi, 10 infermieri, 2 ostetriche e 4 Oss, oltre a una presenza costante, dall'anno scorso, di almeno un medico in formazione specialistica proveniente dalla Scuola di Specializzazione dell’Università di Verona, e quella della Pneumologia, unità operativa multizonale che rappresenta il riferimento provinciale per diverse attività sia di ambito ospedaliero che territoriale.

 

Il direttore ha inoltre sottolineato l'importante ruolo della medicina e del pronto soccorso in un'area anche a elevato flusso turistico e l'innovativo modello della chirurgia multispecialistica che si è consolidato negli ultimi anni, Ziglio ha ricordato infine il potenziamento del Percorso nascita e della funzione consultoriale, qui sono accolte oggi il 100% delle richieste. Un accenno poi anche all'importante contributo dato dall'ospedale e dai suoi professionisti nella pandemia Covid, durante la quale erano stati attivati oltre 40 posti letto per l’assistenza dei pazienti Covid - positivi.

 

Invece il dottor Agostini ha illustrato il percorso legato alla gestione del disagio psichico, nonché gli interventi strutturali in corso presso l'edificio Le Palme, dove sono praticamente ultimati i lavori per l'unità di crisi destinata agli adolescenti, che rappresenterà tra i primi Centri territoriali in Italia di tale tipologia, mentre i lavori di adeguamento del Csm 24 Ore (Centro Salute Mentale) termineranno entro la primavera del 2024. In particolare il nuovo approccio di presa in carico dell'età evolutiva, in grado di rispondere agli attuali bisogni di salute, e il modello innovativo adottato, stanno attirando anche l'interesse di professionisti provenienti da altre Regioni e aumentando l'attrattività del nostro territorio.

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