Maffioletti (Alternativa popolare con Divina) boccia la Giunta Fugatti su Itea e lancia una riforma della società: "Non ascoltati e aiutati dalla Provincia"
La candidata per Alternativa popolare alle prossime provinciali traccia le necessità della società di edilizia pubblica, Gabriella Maffioletti: "Poco aiutati dalla Provincia in questa legislatura, l'ex presidente Gerosa avrebbe dovuto obbligare la Giunta Fugatti a far di più". E c'è polemica per questo nella chat di Itea

TRENTO. "Siamo in campagna elettorale e gli animi si riscaldano, tanto che Francesca Gerosa si è risentita per aver definito 'debole' la sua presidenza". Queste le parole di Gabriella Maffioletti, candidata alle prossime elezioni provinciali con Alternativa Popolare, forza politica che sostiene la candidatura a presidente della Provincia dell'ex senatore Sergio Divina. "Il rapporto è stato buono e si è collaborato per gestire nel migliore dei modi la società ma questo non toglie che si sarebbe potuto fare di più per sollecitare la Giunta Fugatti, apparsa distante e poco incline a supportare l'ente".
La candidata per Alternativa popolare e attualmente in Consiglio d'amministrazione di Itea ha lanciato, tramite i suoi canali, una proposta di riforma della società di edilizia pubblica.
"Una proposta che parte dalla mia esperienza e dalla mia formazione, anche come presidente di Ataies", evidenzia Maffioletti. "La privatizzazione del 2005 ha indebolito la mission e la vocazione sociale di Itea. Un ente sicuramente complesso per la natura giuridica e amministrativa, ma anche per i rapporti articolati con i Comuni, le Comunità di valle e il socio unico, la Provincia di Trento, che ingessano l'operatività".
La campagna elettorale si gioca anche su Itea e Maffioletti ipotizza una riforma. Un percorso triennale per riportare la società nel pieno controllo pubblico e superare così quanto definito dalla Giunta Dellai nel lontano 2005.
"Una scelta che si è rivelata sbagliata ma da allora non ci sono più stati interventi significativi e anzi recentemente la Giunta provinciale, in fase di definizione del riordino delle società di sistema, ha rinviato per Itea alla prossima legislatura la definizione delle linee guida", prosegue Maffioletti. "Si prefigura un ritorno a ente pubblico ma la scelta evidentemente è complessa e di non facile uscita".
Un piano triennale, sostiene Maffioletti, per rilanciare Itea, programmare un incrocio tra domanda e offerta, ma anche di interventi e costruzioni per rendere il patrimonio edilizio sociale degno della dignità che merita attraverso interventi manutentivi di riqualificazione su un comparto che si attesta attorno a 10.661 alloggi.
"Spesso vetusti e mai manutentati dalla data della loro costruzione. Serve poi potenziare lo strumento provinciale dell’Osservatorio sui bisogni abitativi che è rimasto fermo al palo. Occorre inoltre predisporre a tavolino un piano di finanziamento adeguato che il socio in quanto tale deve fornire al suo braccio operativo che è la struttura della società di sistema Itea, anche questo è stato insufficiente dal punto di vista finanziario".
Insomma, bisogna ritornare a una amministrazione interamente pubblica del settore. "L'esternalizzazione ha, infatti, creato una disfunzionalità rispetto al fatto che gli inquilini non hanno alcun potere di dire la loro nelle assemblee condominiali e subiscono le scelte di altri. La soluzione è internalizzare le competenze che ora sono affidate a cooperative sociali per quanto riguarda incarichi di vigilanza e controllo della vivibilità all’interno degli alloggi dato che gli inquilini lamentano in continuazione una scarsa incisività del lavoro svolto da fiduciari o figure esterne".
La candidata di Alternativa popolare boccia l'operato della Giunta Fugatti. "Nonostante il socio fosse del nostro segno politico, il governo leghista non è apparso incline all'ascolto degli indirizzi che il Cda ha formulato per risolvere i problemi, acuiti dall'emergenza Covid e dal caro bollette, quest'ultima crisi ha causato un disastro economico a cui tutti abbiamo assistito con le proteste degli inquilini che si sono visti recapitare bollettini di rate mensili nell’ordine di 700-800 euro e anche oltre i 1.000 euro. Cittadini fragili dal punto di vista finanziario che oggi sono costretti a ripianare attraverso rate la morosità per evitare lo sfratto esecutivo".
Sfruttata poco anche la misura del Superbonus 110%. "Non ci sono stati finanziamenti e aiuti dalla Provincia, la Giunta Fugatti non è stato pronto e non ha avuto la visione di sostenere interventi necessari. La società si è trovata così in difficoltà quando sarebbe stata un'opportunità per sistemate i 1.200 alloggi di risulta e riqualificare un patrimonio che si sarebbe potuto mettere a disposizione della comunità".
Capitolo alloggi di risulta. "E' urgente intervenire perché devono essere rimessi in circuito e dati alle famiglie e ai cittadini che sono in graduatoria e che aspettano da anni. Ma anche in questo caso è il governo centrale che deve creare gli strumenti per liberalizzare la dotazione cosa che la Giunta Fugatti non ha inteso o non ha saputo fare".
E Maffioletti ritiene "debole" la presidenza di Gerosa. "Sono state affrontate molte sfide ma dal punto di vista della richiesta dei provvedimenti ad hoc per cauterizzare e prevenire il disastro annunciato del caro bollette non è stato fatto abbastanza. In generale bisognava alzare il tiro e obbligare la Giunta Fugatti a fare la sua parte e deliberare una proposta finanziaria e di attuazione per la struttura che la tutelasse dal punto di vista erariale. Dispiace che si sia risentita e si sia sentita chiamata in causa così nel profondo, ma forse in questo caso ha giocato un ruolo l'indicazione a vice presidente della Provincia ancora prima della prova delle urne".
Nella fase finale della legislatura c'è stata anche l'assegnazione della delega dall'assessora Stefania Segnana a Giulia Zanotelli, titolare dell'agricoltura, foreste, caccia e pesca.
"Un cambio poco comprensibile e che definisce il valore dato dalla Giunta Fugatti alla società. In generale il socio unico si è dimostrato distante nell'ascoltare le esigenze e nel supportare Itea. Se non ci sono sostegni, anche finanziari di un certo tipo, la società va in difficoltà nel mettere a terra l'operatività. E' per questo che bisogna riformulare completamente l'ente con pragmatismo: si deve partire da un'analisi di fattibilità con focus sull'aspetto tributario, fiscale e patrimoniale per poi confluire in un quadro normativo che delinei un ritorno pubblico. Questo garantisce maggior trasparenza, efficienza e funzionalità. I tempi non possono essere brevi ma intanto bisogna avviare il percorso", conclude Maffioletti.













