"Non condannateci ad altri 5 anni di pressapochismo di Fugatti". Elly Schlein "One woman show" a Trento: durissimo il suo attacco alla Giunta uscente
Sanità e Università i temi principali al centro della serata davanti alla sala grenita. "Per l'amministrazione uscente la sanità pubblica non è stata una priorità e l'università si è ritrovata, cosa mai accaduta in precedenza, con un buco di 15 milioni di euro. Dobbiamo tornare a prenderci cura delle persone e non solamente capri espiatori sui quali scaricare le frustrazioni"

TRENTO. Dal palco ha ricordato Antonio Megalizzi, che aveva conosciuto personalmente nel suo periodo da europarlamentare a Strasburgo, ha citato Alexander Langer, parlando di futuro, speranza, convivenza, innovazione e conversione ecologica, sferrando un attacco frontale alla giunta Fugatti.
Elly Schlein è stata "One Woman Show" alla sala congressi della cooperazione trentina, davanti a più di 500 persone che hanno l'hanno gremita praticamente in ogni ordine di posto. La segretaria del Partito Democratico ha concluso il suo lunghissimo intervento con un eloquente "per favore, non condannateci ad altri 5 anni di pressapochismo di Fugatti".
Nessuna colonna sonora per lei, ma "La canzone popolare" di Fossati, che nel 1996 accompagnò la fortunata campagna elettorale di Romano Prodi, ci sarebbe stata alla perfezione, perché la numero uno di via Sant'Andrea delle Fratte si è rivolta al popolo trentino nella maniera più chiara ed eloquente possibile.
"Al centro di tutto deve esserci il senso di comunità e dobbiamo tornare a prenderci cura delle persone, soprattutto di quelle che hanno maggiormente bisogno. Anche in Trentino, in questo territorio che ha sempre avuto una vocazione d'aiuto, inclusione e cooperazione internazionale abbiamo a che fare con una destra che non cerca risposte e soluzioni, ma semplicemente capri espiatori verso i quali veicolare le frustrazioni, che siano gli immigrati, le donne emancipate o, recentemente, gli ecologisti" ha esordito la Schlein.
Che poi ha allargato il discorso: "Combattere il cambiamento climatico significa lottare contro le diseguaglianze, perché la giustizia sociale e l'emergenza climatica sono strettamente collegate. Ecco perché abbiamo scelto di sostenere Francesco Valduga, uno stimato oncologo, che negli anni in cui è stato sindaco di Rovereto ha dimostrato di saper ascoltare i cittadini e si è prodigato per trasformare i problemi in soluzioni".
Per poi toccare i temi caldi di una campagna elettorale che definire "particolare" è puro eufemismo, visto che il presidente uscente ha scelto - scientemente - di sviare e negarsi a qualsiasi confronto, dibattito o intervista che fosse, indipendentemente dal contesto e da chi proponeva l'invito.
"Il potenziamento e il miglioramento della sanità pubblica devono rappresentare una priorità per chi governa - ha proseguito -. Il Trentino ha sempre occupato i primi posti di tutte le classifiche per la qualità dei servizi offerti e adesso si ritrova al quarto posto, perché la Giunta ha perso di vista quello che è un comparto fondamentale, il più importante. Anche qui le liste d'attesa si sono allungate con tempi lunghissimi per le visite oncologiche e cardiovascolari. E l'Università? L'ateneo di Trento ha sempre rappresentato un'eccellenza per questo territorio, facendo del capoluogo una meta ambita dagli studenti di tutta Italia e gran parte d'Europa, ma è anche un punto di riferimento fondamentale per le imprese. Ebbene Fugatti si è dimenticato dell'Università, che oggi, cosa accaduta mai prima d'ora, ha un "buco" di 15 milioni di euro. Questo significa vivere alla giornata, non avere una visione del futuro. Investire sull'istruzione è doveroso, perché significa investire sul domani".
E poi la questione lavoro.
"I salari in Trentino sono più bassi rispetto al resto del Nord Est e alla provincia di Bolzano. Servono politiche pubbliche per rilanciare l'economia, che favoriscano la transizione digitale e la conversione ecologica per creare nuove opportunità di lavoro di qualità. Bisogna avere questa visione e accompagnare la ricerca, mettersi alla guida di tali processi e non subirne le conseguenze".
Con un invito ben preciso alla platea: "Aiutateci ad arrivare dove noi da soli non riusciamo ad arrivare". Che, tradotto in atto pratico, significa: anche voi spendetevi per portare quanta più gente possibile a votare.

A chiamare sul palco il candidato presidente di Alleanza Democratica Autonomista Francesco Valduga è stata la stessa la segretaria. Un abbraccio, uno sguardo d'intesa con passaggio di microfono all'ex sindaco di Rovereto e una promessa: "ci ritroveremo qui prossimamente per festeggiare la vittoria".
"La presenza qui oggi - queste le parole di Valduga - del segretario nazionale del Partito Democratico è un segnale fortissimo per ribadire che la nostra è una coalizione unita, che racchiude tutte le forze politiche che hanno fatto la storia di questa Provincia. La nostra è un'alleanza ampia che dimostra come l'unità d'intenti per il bene del Trentino è possibile e riparte dal nostro territorio. L'autonomia è una straordinaria opportunità per affrontare i temi e risolvere i problemi della nostra terra, a partire da quelli legati alla sanità: non basta mettere un tampone provvisorio, ma bisogna cambiare il governo della sanità trentina, creando un modello diverso. Se non investiremo sul capitale umano non ci sarà futuro. Ecco, appunto: chi ci ha governato ne ha fatto quasi un vanto del ragionare giorno per giorno, quasi vantandosi di non avere una visione, che deve essere obbligatoriamente ampia. E a chi dice che "il programma non è importante" rispondo che lo è perchè è uno straordinario strumento di controllo anche per i cittadini riguardo la qualità e l'affidabilità di un governo".












