"I leghisti chiacchierano, Valduga l'unica scelta per il Trentino. Il mio governo ha supportato come nessun altro l'autonomia". A Trento Matteo Renzi è "on fire"
Nella sede di vicolo del Vò chiusura della campagna elettorale di Italia Viva con la capolista Donatella Conzatti che ha invitato i trentini a cambiare dopo "cinque anni di malgoverno. Avevamo la sanità migliore d'Italia e, adesso, non è più così con liste d'attesa infinite a meno di ricorrere al privato. Per non parlare del "buco" clamoroso dell'Università"

TRENTO. Scende dal minivan nero con i vetri oscurati e abbraccia subito Donatella Conzatti, "la capolista attorno alla quale abbiamo costruito una squadra di 34 candidate e candidati tutti molto tosti, ma soprattutto liberi e coraggiosi e questa è la cosa più importante".
Ad attendere l'ex presidente del consiglio Matteo Renzi, leader e senatore di Italia Viva, vi sono uno stuolo di giornalisti e tanti tra candidati ed elettori. Nella sede del partito, nato nel 2019 dalla scissione con il Pd, di vicolo del Vò c'è il "pienone" e lui non delude chi l'ha atteso sotto la pioggia.
Non risparmiando nessuno, dalla Lega a Calenda, dal governo Meloni a chi lo accusa di non essere un sostenitore dell'autonomia.
Al suo fianco una Donatella Conzatti "on fire", che parla apertamente di "cambiamento necessario dopo cinque anni di malgoverno con la necessità d'intervenire immediatamente su tutti gli aspetti principali, partendo dalla sanità".
"Sono qui per sostenere la candidatura di Valduga a presidente della Provincia Autonoma di Trento - ha esordito Renzi - perché riteniamo sia la scelta migliore, l'unica possibile, e siamo convinti che Italia Viva farà la differenza. Quanto farà la differenza? Ve lo dico lunedì, ma vogliamo e speriamo di essere decisivi".
Qualcuno urta l'interruttore e per qualche secondo si spegne la luce. "Fate uscire i grillini" intima Renzi con annesso sorriso (sarcastico, certo, ma anche forse un po' amaro, ricordando la "mini consultazione" di 9 anni or sono con Beppe Grillo in diretta streaming nazionale). Poi il discorso torna serio, anzi serissimo. E alla domanda sul suo "burrascoso rapporto con l'autonomia" l'ex premier strabuzza gli occhi e parte in quarta.
"Burrascoso il mio rapporto con l'autonomia? - commenta - Avete avuto più soldi dal mio governo che da tutti gli altri. Certo, ho discusso molto ma trovatemi un governo che ha fatto per le province di Trento e Bolzano quello che abbiamo fatto noi. Chiamo Rossi, Kompatcher e tutti i parlamentari dell'epoca a testimonianza. Come in tutte le migliori famiglie ci sono stati anche discussioni e screzi, ma i dati parlano chiaro. Nemmeno i leghisti hanno fatto tanto".
Ecco, appunto, la Lega con affondo deciso ai danni del Carroccio.
"I leghisti sono fatti - tuona -. Parlano, chiacchierano come il ministro Calderoli che fa una dichiarazione al giorno sull'autonomia, ma poi non ha fatto e non fa una riforma che sia una".
E con Calenda che, guarda caso chiudeva la campagna elettorale di Azione all'Itas Forum a qualche chilometro di distanza, come va? (male, ndr). La risposta arriva stretto giro di posta con spaziatura a trecentosessanta gradi, con annessa "stoccata" al governo Meloni.
"Eravate con Calenda? - conclude Renzi sorridendo - Beati voi. Credo ci voglia serietà: Carlo sono sei mesi che va avanti con questa telenovela. Lo capisco: è il suo modo per parlare e avere visibilità- Io la visibilità la vorrei parlando di Palestina, Israele, delle mie proposte per l'Europa, di politica estera, tutti temi sui quali chiamo tutti al confronto. Vorrei discutere della legge di bilancio con il Governo che sta tagliando i fondi per il rientro dei cervelli dall'estero. E poi abbiamo un ministro della cultura che ha chiesto al ministro dell'economia di tagliare 100 milioni al cinema. E' un capolavoro: nemmeno Tremonti avrebbe potuto fare peggio. Io parlo di questi argomenti, Carlo parla di me. L'ho voluto come ministro, come ambasciatore, come presidente della federazione del Terzo Polo. Poi lui ha deciso di rompere la federazione e con Italia Viva e non vuole avere più a che fare con noi. Penso sia un errore, io non l'avrei mai fatto, rispetto la sua scelta, ma risparmiamoci la soap opera. Italia Viva se andrà per la propria strada al Senato e alla Camera e il 9 giugno vinca il migliore".
Qualcuno prova ad abbozzare una seconda domanda sui rapporti in Trentino con Azione e il senatore Renzi allarga le braccia. "No dai, due domande di fila su Azione poi creano dipendenza".
I presenti reagiscono ridendo e con un applauso e poi prende la parola Donatella Conzatti, pronta all' "ultimo chilometro" di una lunghissima corsa elettorale.
"Vogliamo fare meglio di chi ha governato negli ultimi cinque anni - ha spiegato la capolista di Italia Viva - ma anche rispetto ai vent'anni precedenti. Il Trentino ha bisogno di ripartire e di guardare al futuro con ottimismo e idee. Servono interventi immediati: avevamo la sanità migliore d'Italia e oggi, purtroppo, non è più così con liste d'attesa infinite a meno che non si voglia ricorrere al privato. Per non parlare dell'Università, che si ritrova con un "buco" clamoroso, ma ci sono anche altri grandi temi sui quali lavorare sin da subito, penso alle grandi opere e alla gestione dei grandi carnivori".














