Olimpiadi, mentre il Trentino perdeva Piné la Giunta Fugatti istituiva altre due figure per seguire l'evento, una per monitorare lo stato d’avanzamento dei progetti
Lo stesso giorno che Malagò arrivava a Piné per ''alleggerire'' il Trentino di una parte di responsabilità per l'incredibile figuraccia internazionale fatta con la vicenda del palaghiaccio (e mentre in Alto Adige veniva posata la prima pietra della circonvallazione della Val Pusteria) la giunta deliberava l'istituzione di due ''unità di missioni semplici'' una proprio per il ''monitoraggio e controllo dello stato d’avanzamento delle attività di programmazione, progettazione e realizzazione degli investimenti previsti sul territorio provinciale per l’evento olimpico''

TRENTO. Due figure per seguire le Olimpiadi invernali appoggiando il dirigente generale che se ne dovrà occupare. Sembra quasi un paradosso ma la giunta Fugatti, proprio mentre subiva la clamorosa debacle politica di dover rinunciare alla più importante delle opere olimpiche per il Trentino, il palazzetto del ghiaccio di Piné, si riuniva e votava l'istituzione di due nuove figure proprio per seguire al meglio la questione Olimpiadi. La concomitanza di eventi è dunque surreale ma forse suona come un'ammissione, postuma, di colpa per aver sottovalutato la possibilità di avere sul territorio uno dei più importanti eventi del Pianeta e il carico di impegno e serietà che ne consegue se si pensa che mancano solo tre anni all'arrivo della fiaccola olimpica.
La vicenda di Piné è ormai conosciuta e racconta di una delle più grandi sconfitte del Trentino di sempre: un mix di incapacità, di approssimazione, di arroganza da far spavento che si sono tradotte in uno dei più clamorosi dietrofront sicuramente del territorio ma più in generale della kermesse a cinque cerchi. Tutto ci si poteva aspettare, infatti, tranne che proprio il Trentino, storicamente territorio amministrato con serietà e competenza e certamente affidabile per i partner nazionali, potesse combinarla tanto grossa. Il tutto mentre, negli stessi giorni, in Alto Adige veniva gettata la prima pietra della più importante infrastruttura olimpica del territorio, i 3 chilometri di circonvallazione di Perca, un'opera finanziata con 30 milioni di euro dallo Stato che, spiegavano le autorità presenti, ''migliorerà la viabilità e la qualità della vita dell'intera Val Pusteria''.
E mentre venerdì arrivava a Trento Malagò a prendersi una parte di responsabilità anche per Fugatti e la sua giunta per la vicenda Piné, il presidente e i suoi assessori firmavano una delibera con la quale istituivano due figure che a questo punto si dovranno occupare di una programmazione monca rispetto ai progetti iniziali visto che restano ''attivi'' i salti a Predazzo e il fondo a Tesero, perso il pattinaggio e il carico (molto grande) di medaglie che ne sarebbe seguito.
Si tratta, si legge nella delibera, di una ''unità di missione semplice Olimpiadi invernali 2026 – area amministrativa/organizzativa''. I cui compiti sono: ''supportare il Dirigente generale incaricato del coordinamento dell’evento olimpico del 2026 e di assicurare le funzioni di supporto e di segreteria del Coordinamento provinciale per le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026''.
Poi c'è ''l’Unità di missione semplice Olimpiadi invernali 2026 – area tecnica, ha la funzione di supportare il Dirigente generale incaricato del coordinamento dell’evento olimpico del 2026, di garantire le funzioni di supporto tecnico al Coordinamento provinciale per le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026 e di assicurare le funzioni tecniche finalizzate a promuovere uno sviluppo armonico dei territori che ospiteranno l’evento''. Questa seconda figura, fosse già esistita prima del patatrac di Piné, avrebbe sicuramente potuto dire la sua visto che tra i compiti avrà quello di ''esercita(re) azioni di monitoraggio e controllo dello stato d’avanzamento delle attività di programmazione, progettazione e realizzazione degli investimenti previsti sul territorio provinciale per l’evento olimpico, sulla base delle modalità, procedure e piattaforme informative definite dalle disposizioni normative e pattizie relative alle opere olimpiche''. Per Piné oltre il danno c'è quasi il sapore della beffa.




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