Contenuto sponsorizzato
| 08 gen 2023 | 16:57

Olimpiadi 2026 “scippate” a Pinè? Il Patt: “La rinuncia sembra ormai inevitabile, il territorio va risarcito”

Il Patt chiede un “risarcimento” per Pinè che potrebbe vedersi sottrarre le gare olimpiche: “L’organizzazione di alcuni eventi legati agli sport su ghiaccio sembrano solamente un contentino per evitare polemiche. Il Coni va richiamato alle sue responsabilità e vanno confermati gli investimenti nella località trentina”

Olimpiadi 2026 “scippate” a Pinè?
di Tiziano Grottolo

BASELGA DI PINÈ. Al momento non è ancora chiaro se il pattinaggio velocità in vista dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 passerà da Baselga di Pinè a Torino eppure il silenzio della Provincia di Trento preoccupa le principali società del ghiaccio trentine che parlano “di un’occasione mancata”.

 

Ora sulla vicenda intervengono anche il segretario politico Patt, Simone Marchiori, e Bruno Grisenti consigliere comunale autonomista di Pinè. “Sono passati solo pochi mesi – spiegano – dall'approvazione in Consiglio comunale del progetto che doveva vedere sbarcare i 5 anelli olimpici a Piné, ma sembra davvero un’era geologica fa. Pare ormai scontato che la rinuncia alla competizione olimpica sia un dato di fatto, con il trasferimento a Torino delle gare previste. Cosa sia cambiato, in così poco tempo, tuttavia, non è ancora chiaro: la mancanza dei tempi tecnici per la costruzione della grande struttura coperta doveva essere messa in conto già prima, mentre la sostenibilità dell'impianto era già sotto la lente d'ingrandimento nonostante le ripetute rassicurazioni della Provincia”.

 

Secondo il Patt le Olimpiadi avrebbero dovuto segnare il rilancio dell’Altopiano portando investimenti sul territorio. “Se come sembra la rinuncia appare ormai inevitabile – proseguono Marchiori e Grisenti – non possiamo che condividere la delusione e la rabbia di una Comunità che si vede portar via un'occasione di sviluppo”. Per questo gli autonomisti chiedono per Pinè la sottoscrizione di un accordo di programma che veda comunque un cospicuo investimento per il territorio, gli sport e il turismo. “L’organizzazione di alcuni eventi legati agli sport su ghiaccio sembrano solamente un contentino per evitare polemiche”.

 

In altre parole dal Patt chiedono un risarcimento per Pinè che molto probabilmente si vedrà “scippare” le gare olimpiche. “Il Coni va richiamato alle sue responsabilità. Nonostante le criticità fossero note da tempo, l’ente guidato da Malagò aveva comunque affermato di battersi per Piné. Adesso vanno confermati gli investimenti nella località trentina: prima di parlare di gare e manifestazioni, vanno sistemati gli impianti”. L’attuale struttura del ghiaccio ha bisogno di un restauro perché ci sono molte problematiche legate alla manutenzione che per gli autonomisti non possono essere scaricate solo sul Comune.

 

“Di fronte a questo passo falso – dicono Marchiori e Grisenti – il Comitato Olimpico Nazionale può e deve impegnarsi anche per le altre realtà sportive presenti in zona che proprio a Piné hanno dato grande lustro negli anni. Si pensi ad esempio alla società arcieri che, pur senza bisogno di grandi impianti, in tempo pre-Covid era in grado portare qualcosa come un migliaio di atleti alla volta alle sue competizioni”. Per il Patt però anche la Provincia di Trento dovrà fare la sua parte e investire sull’Altopiano “delle cifre in grado di generare ricadute positive per sport e turismo”. 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 07 agosto | 17:09
Gli aggiornamenti della Provincia di Bolzano sul progetto di monitoraggio attivo in Alto Adige: “Solo grazie ai risultati della ricerca – dice [...]
Montagna
| 07 agosto | 16:12
Gli sciatori che hanno acquistato skipass nelle stagioni sciistiche tra il 2022 e il 2025 potranno beneficiare di ristori economici [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato