Olimpiadi e ''scippo'' a Pinè, il presidente dell'Ice rink: ''Perché sono cambiate le carte in tavola? La Provincia come si pone davanti a questo inaccettabile cambio di rotta?''
L'intervento del presidente della società che gestisce l'Ice rink di Pinè, sede di gara olimpica che traballa e rischia di perdere le competizioni di pattinaggio velocità con il trasferimento a Torino

BASELGA DI PINE'. "Personalmente mi chiedo come mai nonostante il convergere delle situazioni politico amministrative sono cambiate le carte in tavola solo per la pista lunga a Baselga di Piné e non per altre discipline". Una lettera aperta di Enrico Colombini dell'Ufficio di presidenza della società che gestisce l'Ice rink. "A questo punto vorrei chiedere al presidente della Provincia di Trento come si pone davanti a questo inaccettabile cambio di rotta sulla ormai scelta di modifica della sede per le gare di pista lunga".
E' altissima la preoccupazione sull'Altopiano per il rischio, considerato ormai molto concreto se non già finalizzato, di perdere i Giochi. "In questi ultimi anni - scrive Colombini - come amministratore dell'Ice Rink Pinè, ho vissuto in prima persona l'evolversi della candidatura per le Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, si parla dell’agosto del 2018 quando è stata ufficializzata la candidatura del Trentino, Baselga di Piné per il pattinaggio di velocità; Tesero per lo sci di fondo e Predazzo per il salto".
Dalle petizioni all'appello delle società affiliate alla Federghiaccio trentina, il territorio prova a difendere i Giochi a cinque cerchi ma la scelta è politica. "Si ipotizzano le Olimpiadi invernali congiunte in Austria e Svizzera nel 2030 - - l'Ice rink sarebbe potuto diventare strategico per un ulteriore edizione", spiega Pierluigi Bernardi, il consigliere comunale di maggioranza a Baselga di Pinè, curatore del libro 'Ice in the heart', pubblicazione che ricostruisce la storia del pattinaggio sull'Altopiano, e dal 1998 responsabile segreteria di gara speed skating all'Ice rink intervenuto negli scorsi giorni (Qui articolo).
Vengono ripercorse le tappe che hanno portato l'inserimento dell'Altopiano nel dossier delle Olimpiadi. "Sono iniziati i contatti con Cio, Coni, Pat, relazioni, sopralluoghi, valutazioni di impatto ambientale, progetto indicativo (rendering) per quanto riguarda la struttura Ice Rink Piné con copertura e sulla base di questo si è arrivati al 24 giugno 2019 a Losanna per l'aggiudicazione delle Olimpiadi 2026 (in lizza con Stoccolma, Svezia) con l’assegnazione finale Milano-Cortina 2026", prosegue il presidente dell'Ice Rink. "Si sono poi susseguiti altri contatti con Cio e Pat dove si chiedeva la continuità dell'utilizzo della struttura nel periodo successivo all'evento, periodo di venti anni. I rapporti sono sempre stati tra Comune di Baselga, Provincia, Cio e Fondazione Milano Cortina, l'Ice Rink Pinè con il suo consiglio di amministrazione ha sempre sostenuto questo ruolo in quanto si intravedeva la possibilità oltre che per l'evento fine a sé stesso, di intervenire sulla pista 400 metri e sul 30x60 garantendo un restyling complessivo e una riqualifica necessaria alla struttura esistente. A fine 2022 durante il Consiglio Comunale, la Provincia ha presentato il progetto preliminare, il relativo business plan, la sostenibilità del progetto e della programmazione e la presenza fattiva della Provincia stessa per il post olimpico sollevando il Comune di Baselga di Piné da costi di manutenzione ordinaria e straordinaria".
Sport di nicchia certo, ma i circa 2 mila tesserati meritano comunque attenzione, come evidenziato dalla Federghiaccio trentina per una località che ha contributo a rimpinguare anche l'ultimo medagliere azzurro con il trentino Pietro Sighel e Francesca Lollobrigida, che in Trentino si allena, oppure il vicentino Davide Ghiotto e la campionessa Frascati.
"Mi preme sottolineare che numerose medagli olimpiche conquistate dagli sport invernali quali short track e pista lunga hanno fondato le basi a Baselga di Pinè, dove il pattinaggio ha radici forti, proprio in quest’ottica, colgo l’occasione per scusarmi con tutte le società sportive, volontari e realtà del territorio che hanno creduto in questa opportunità".
Da un Palaghiaccio polifunzionale alla possibilità di investire sulle zone laghi, i ragionamenti sul territorio sono aperti, anche per non disperdere completamente i percorsi avviati per organizzare i Giochi. "Si parla di un piano B, che viste le premesse iniziale con Baselga di Pinè sede Olimpica - evidenzia Colombini - diventa difficile accettare, in quanto lo trovo sportivamente scorretto e non nascondo l'amarezza mia personale e dell'Ice Rink Piné che ha sempre creduto e sostenuto nella candidatura del Trentino e di Baselga di Piné. Se di piano B si parla, a titolo di chiarezza, mi preme sottoporre una valutazione di interventi sulla struttura esistente e sull’area adiacente lo stadio del ghiaccio per una visione di insieme, una programmazione seria e puntuale per un rilancio definitivo dello stadio e del territorio. La mia considerazione è che l’Olimpiade è un treno unico, se la perdiamo sarà un danno impagabile per il territorio e per il Trentino stesso".
Si attende la proposta del Piemonte e del Coni per le valutazioni finali, si parla di Pinè come Centro federale per il tiro con l'arco. Ma qualcosa di più sul futuro dell'Altopiano è atteso per venerdì quando Malagò sarà in Trentino.
"L’ipotesi di diventare Centro federale di altre discipline oltre il pattinaggio di velocità deve essere garantita nel tempo dall’appoggio concreto del Coni, della Pat e delle Federazioni coinvolte garantendo una partecipazione finanziaria alle attività della struttura", conclude Colombini.





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