Olimpiadi, le gare di pattinaggio da Pinè a Torino? Rossi: ''Riqualificazione non sostenibile già prima dell'aumento dei costi: si pensi a ciclabili e lago''
L'ex presidente Ugo Rossi: "Ci sia una visione più coerente e sostenibile per sviluppare le potenzialità del territorio. La Pat e Fugatti avrebbero l'opportunità di far vedere che cambiare idea è comunque positivo"

TRENTO. "Sono tre anni che incalzo la Giunta provinciale nel valutare la 'sostenibilità', che non esiste, delle opere olimpiche a Baselga di Pinè". "In tutto questo tempo la Provincia non ha approfondito nulla, anzi ha alimentato le comprensibili speranze di cittadini e amministrazione comunale con dichiarazioni, promesse e visite sul territorio, premiazioni e così via".
E l'ipotesi di spostare le gare di pattinaggio velocità è ritornata sul tavolo. E' ritornata la speranza a Torino per trasferire in Piemonte alcune venues. Strutture già esistenti per le Olimpiadi del 2006 e fermi dopo i Giochi (Qui articolo). Dopo che si è ventilata per qualche giorno la possibilità di spostare il bob da Cortina a Innsbruck, l'ex presidente della Provincia è ritornato a chiedere di valutare una nuova location per il pattinaggio (Qui articolo).
Una location attenzionata e messa in fortissima discussione in questo lungo percorso di avvicinamento alle Olimpiadi è, infatti, in Trentino, l'ice rink di Baselga di Pinè. Recentemente è stato presentato il progetto per una profondissima riqualificazione passato da 36 a 50 milioni (Qui articolo). Un'opera strenuamente difesa dall'amministrazione comunale e anche dalla Provincia, con quest'ultima che però ora sembra intenzionata a valutare i passaggi.
Perplessità sull'opportunità di portare a termine il piano di riqualificazione dell'Ice rink manifestate anche da Partito democratico con Luca Zeni e da Futura con Paolo Zanella ("Da mesi sostengo, anche in Quarta commissione che la realizzazione della copertura della pista lunga di pattinaggio sia insensata e insostenibile. Insostenibilità economica innanzitutto, nella realizzazione (per ora previsti 60 milioni, per ora) e nella gestione (previste coperture provinciali per 390.000 euro/anno. Sottrazione di risorse agli altri sport e impatto paesaggistico eccessivo").
Nel 2019 l'ex presidente aveva proposto un ordine del giorno per "effettuare nel più breve tempo possibile un’analisi organizzativa, tecnica e economica per verificare se si possono adottare soluzioni più sostenibili dal punto di vista finanziario per un approntamento delle strutture in cui svolgere le gare olimpiche di pattinaggio su ghiaccio di velocità".
"L'ordine del giorno - aggiunge Rossi - era stato approvato all'unanimità con i voti anche del presidente Fugatti e dell'assessore Failoni. Nel tempo ho anche presentato interrogazioni scritte e orali per richiamare questo impegno. Allora il costo era stimato in 37 milioni e già allora, a mio avviso, non c'era la sostenibilità. In tutto questo tempo non solo non hanno fatto nulla per 'valutare' ma hanno continuamente alimentato le comprensibili speranze di cittadini e amministrazione di Pinè con dichiarazioni, promesse, visite sul territorio, premiazioni e così via. Sempre convinti: faremo l'impianto e per Pinè sarà un'occasione straordinaria di rilancio".
Nel frattempo il costo è salito a 60 milioni, poi ci saranno i costi annui di gestione. C'è un progetto di profondo restyling ma per i cantieri saranno necessari altri mesi e intanto i tempi iniziano già a essere stretti per arrivare pronti ai test event del 2025, almeno 12 mesi prima delle Olimpiadi. In questi giorni la città di Torino è ritornata alla carica.
"Ora Fugatti e Failoni parlano di 'sostenibilità' e 'responsabilità', dicono che prenderanno una decisione nei prossimi 15 giorni - evidenzia Rossi - ma intanto a Pinè hanno votato in Consiglio comunale il progetto, tutti convinti che con le gare olimpiche l'altopiano cambierà volto. Tutti convinti tranne Bruno Grisenti che ha sempre affrontato il tema con realismo e serietà analizzando costi e benefici come dovrebbe sempre fare chi amministra con vera responsabilità, per perseguire la sostenibilità".
L'ex governatore della Provincia ribadisce che la strada da seguire è un'altra. In Trentino ci sarebbe l'occasione per sviluppare un piano più coerente e adatto alle necessità del territorio. "Investimenti per le piste ciclabili, riqualificazione del lago, soluzioni per affrontare il problema del bostrico e della sistemazione del paesaggio post Vaia. La Pat e Fugatti avrebbero l'opportunità di far vedere che cambiare idea è comunque positivo", conclude Rossi.












