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| 18 gen 2023 | 19:48

“Se Baselga perderà le Olimpiadi la colpa è soltanto della Giunta”, le opposizioni attaccano Fugatti: “Inutile scaricare le responsabilità sul Coni”

Sulle Olimpiadi “scippate” a Pinè le opposizioni sono sul piede di guerra. Rossi: “Se siamo ancora qui a chiederci se le gare si faranno a Pinè o meno significa che la vicenda è stata gestita molto male”. Zeni: “Perché il Trentino sta facendo una figuraccia a livello internazionale?”

“Se Baselga perderà le Olimpiadi la colpa è soltanto della Giunta”
di Tiziano Grottolo

BASELGA DI PINÈ. Il piccolo comune di Baselga di Piné è ancora con il fiato sospeso in attesa di sapere se le gare olimpiche di pattinaggio velocità saranno spostate a Torino o resteranno sull’altopiano trentino. L’impressione però è che non ci siano molte speranze dal momento che il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha fatto sapere che fra pochi giorni il presidente del Coni Giovanni Malagò sarà in Trentino insieme al presidente della Federazione ghiaccio, Andrea Gios, e al numero uno della Federazione italiana di tiro con l’arco, Mario Scarzella, “per formulare una proposta sportiva al Trentino e a Baselga di Piné”.

 

Proprio per questo le opposizioni avevano chiesto a Fugatti di relazionare nell’aula del Consiglio provinciale in merito alle scelte che stanno maturando circa l’utilizzo dell’impianto per il pattinaggio su ghiaccio di Baselga di Piné in vista delle prossime Olimpiadi invernali del 2026. La richiesta di un’informativa è stata firmata da Luca Zeni del Partito Democratico e dai colleghi delle minoranze, ma l’incontro è stato calendarizzato per il prossimo 7 febbraio, quando ormai i giochi saranno fatti.

 

“Il dato politico è che la nostra richiesta è stata deliberatamente posticipata – commento di Zeni – vorremmo che ci venisse spiegato cosa sta succedendo e perché il Trentino sta facendo una figuraccia a livello internazionale”. Il consigliere Dem punta il dito contro quelle che definisce “una serie di gravi inadempienze”. D’altra parte i campanelli d’allarme che l’opposizione lancia da almeno due anni sono sempre stati ignorati dalla Giunta Fugatti. “Da tempo insistevamo sulla necessità di creare un progetto che fosse sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico ma non ci hanno ascoltato. Se ora dalla Giunta dicono che i costi sono troppo alti e per questo sarebbe meglio fare un passo indietro non può che essere una bugia”.

 

Zeni sottolinea che sui costi c’era chiarezza fin dall’inizio: “Ripercorrendo l’iter del progetto già nel 2019 le stime per la copertura dell’Ice Rink di Pinè parlavano di decine di milioni di euro. Provincia e Comune hanno siglato un accordo con il quale si impegnavano a realizzare la struttura per la fine del 2024 e pochi mesi fa avevano persino depositato il progetto da 60 milioni di euro”. Nel mentre ben due progetti di Partenariato pubblico privato (Ppp) erano sfumati, circostanza che aveva rallentato l’iter.

 

“Quando abbiamo chiesto se le tempistiche erano adeguate alla realizzazione dell’opera abbiamo ricevuto risposte evasive”, ricorda Zeni. “Il finanziamento è stato approvato lo scorso 16 dicembre ma ora cosa è cambiato in poche settimane? Probabilmente si sono accorti che rimandando in continuazione non è più possibile realizzare l’opera per tempo e nel tentativo di salvare la faccia cercano di scaricare le responsabilità sul Coni, ma se Baselga perderà le Olimpiadi la colpa e della cialtroneria della Giunta Fugatti con la corresponsabilità del Comune”.

 

Dure critiche arrivano anche dall’ex presidente della Pat, Ugo Rossi: “Se siamo ancora qui a chiederci se le gare si faranno a Pinè o meno significa che la vicenda è stata gestita molto male”. Il paradosso è che a suo tempo era stato proprio Rossi a far approvare un ordine del giorno che impegnava la Giunta a valutare soluzioni più sostenibili per l’Ice Rink. “Fra le opzioni previste c’erano l’abbassamento dei costi della struttura o, qualora Baselga avesse dovuto rinunciare agli eventi olimpici, una compensazione che prevedeva la riqualificazione totale del lago, la costruzione di nuove ciclabili e più in generale misure a sostegno di un turismo dolce”.

 

Eppure da quel momento ci sono stati molti proclami ma mai un’analisi seria della sostenibilità dell’opera. “Hanno illuso i cittadini, il Comune e gli operatori turistici della zona, adesso dovrebbe essere la Provincia a risarcire il territorio e non il Coni”. Per questo Rossi chiede un ragionamento serio: “Le sceneggiate devono finire, mi avevano dipinto come il nemico delle Olimpiadi quando l’iter era stato avviato quando ero presidente, oggi l’assessore Failoni riprende le mie proposte, diciamo che la gestione è stata molto superficiale”.

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