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Belluno
09 novembre | 17:07

Olimpiadi, ancora tanta la confusione sulla pista da bob: Zaia tiene vive le speranze (e chiede più gare) e Malagò guarda a Torino. In ogni caso il Cio ha già detto la sua

Dopo le brutte figure sulla pista di Cortina e il "No" del Cio all'impianto di Cesana, la partita sul bob resta confusa. La soluzione è sempre di più andare all'estero

Olimpiadi, ancora tanta la confusione sulla pista da bob: Zaia tiene vive le speranze (e chiede più gare) e Malagò guarda a

CORTINA D'AMPEZZO. La Regione Veneto non molla la presa sullo Sliding center a Cortina e il governatore Luca Zaia mantiene vive le speranze di realizzare l'opera mentre il Coni con Giovanni Malagò, però, sembra ritenere la partita Bellunese chiusa e guarda al Piemonte, anche se la possibilità di riattivare l'opera è stata cassata dal Cio. E' molta la confusione sull'impianto che dovrebbe ospitare le gare di bob, skeleton e slittino. Si vuole evitare la pista estera a tutti costi ma i vertici sportivi e la politica appaiono in forte difficoltà per una vicenda gestita male fin dall'inizio, forse già dall'inserimento nel dossier di candidatura.

 

C'è ancora un decreto aperto, spiega Zaia all'apertura di Fieracavalli, e finché qualcuno non scrive c'è ancora una possibilità. Il presidente ha scaricato poi le responsabilità in quanto se non c'è più il bob a Cortina la colpa non è della Regione, considerata parte danneggiata dalla vicenda. Al netto dei costi, esorbitanti (120 milioni circa), ormai i tempi di un'eventuale realizzazione sembrano sorpassati ma ritorna sull'argomento è anche un modo per chiedere più gare.

 

Con l'opera bloccata, infatti, il Bellunese rischia di restare con un pugno di appuntamenti in mano: 8 gare e 24 medaglie senza bob, slittino e skeleton. In Lombardia sono previste 65 gare con l'assegnazione di 195 medaglie e tra Trentino Alto Adige si parla di 31 gare e 93 medaglie.

 

Intanto Malagò pensa al Piemonte, anche se negli scorsi giorni il Cio è intervenuto per chiudere le porte sull'impianto di Cesana perché non ha senso spendere per ammodernare la pista realizzata ad hoc per le Olimpiadi di Torino 2006 e utilizzata (molto poco) nei sei anni successivi fino al definitivo abbandono del 2012, perché faceva registrare una perdita annua di oltre un milione di euro (Qui articolo).

 

"Siamo felici di poter aiutare Regione Piemonte e Torino, se ci sono le condizioni", le parole di Malagò. "Se il governo italiano mette nero su bianco e dà garanzie sotto tutti i punti di vista, per quanto riguarda la realizzazione e la parte economica, siamo ben felici di andare dal Cio, cui è stata comunicata la notizia che riguarda Cortina, per capire ciò che si può fare per rispettare volontà di governo italiano, Regione Piemonte e città di Torino".

 

Per il Coni invece non ci sono speranze per Cortina. "E' finita. Bisognava farlo entro la sessione di Mumbai del Cio (a metà ottobre). Per il comitato olimpico internazionale la partita è chiusa, questo è chiarissimo. Si può riaprire se c'è un documento che attesta che c'è una possibilità diversa che non è stata presentata. Ma non può farlo la Fondazione, che prende le chiavi da chi gli consegna l'opera. Oggi Cesana invece non è un impianto operativo ma se lo dovesse diventare cambia la situazione". 

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