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| 17 gen 2023 | 20:10

Olimpiadi 2026 scippate a Baselga? “Colpa della politica-fuffa della Lega, Pinè merita delle scuse”, Casa Autonomia.eu contro la Giunta Fugatti

Dallapiccola e Demagri contro la Giunta Fugatti: “L’Ice Rink di Pinè finirà assieme alla Valdastico, all’inceneritore, agli ospedali di Trento e Cavalese e a un imprecisato numero di funivie, tutte opere sostituite da un concertone a spese dei contribuenti”

di Tiziano Grottolo

BASELGA DI PINÈ. Non si placano le polemiche che riguardano la realizzazione dello stadio del ghiaccio a Baselga di Pinè dopo che la città di Torino avrebbe “scippato” le gare olimpiche di pattinaggio velocità. Al momento non c’è ancora una decisione definitiva ma ormai i ben informati ritengono che Torino abbia superato nelle quotazioni il comune trentino.

 

“Venerdì prossimo il presidente del Coni Giovanni Malagò sarà in Trentino insieme al presidente della Federazione ghiaccio, Andrea Gios, e al numero uno della Federazione italiana di tiro con l’arco, Mario Scarzella, per formulare una proposta sportiva al Trentino e a Baselga di Piné. Proposta che verrà poi valutata per le decisioni future”, ha dichiarato il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, al termine della riunione della Fondazione Milano Cortina 2026 che si è tenuta oggi a Milano.

 

Pinè merita delle scuse” attaccano i consiglieri Michele Dallapiccola e Paola Demagri (fuoriusciti Patt per fondare Casa Autonomia.eu). “Il fallimento del progetto dello stadio del ghiaccio di Pinè è la metafora della politica-fuffa della Lega Salvini al governo del Trentino, tutta social e promesse, fatta di ‘faremo la prossima volta’ e di ‘ce lo chiedono le persone’”.

 

Anche dalle parti di Baselga di Pinè ormai prevale lo scetticismo con le gare che sembrano sfumate. Sullo sfondo peraltro rimane la questione che riguarda la sostenibilità economica e ambientale di quella che, terminata la kermesse olimpica, rischiava di diventare una vera e propria cattedrale nel deserto.

 

“Nel pieno timore della Giunta provinciale di ammetterlo e assumersi le relative responsabilità il grande sogno olimpico di Pinè è sempre più lontano”, osservano Demagri e Dallapiccola. “Eppure la notizia prima o poi sarebbe dovuta soltanto arrivare, considerato il ritardo, la lentezza e la scarsa cura amministrativa con la quale sono stati da sempre affrontati i lavori”.

 

Ora la parola d’ordine è “compensazione” per “risarcire” lo “scippo” delle gare olimpiche ma resta l’amaro in bocca per un progetto sfumato all’ultimo momento. “Tutti parlano di ricompense e di progetti alternativi – riprendono da Casa autonimia.eu – va tutto bene, comprese le pezze politiche che la Provincia sta provando a metterci sopra, anche perché la figuraccia ha assunto ormai una dimensione provinciale. Così l’Ice Rink di Pinè finirà assieme alla Valdastico di Rovereto, all’inceneritore, agli ospedali di Trento e Cavalese, a un imprecisato numero di funivie (una per ogni valle) e a tante varianti stradali tanto per citare le opere più famose. Tutte sostituite da un bel concertone come se una gran festa a spese dei contribuenti, basti a seppellire tutto”.

 

Secondo Demagri e Dallapiccola nel frattempo si sono buttati al vento quattro anni. “Anni di potenziali azioni di sviluppo della località che nel mentre è stata smembrata nel suo assetto promozionale turistico da una riforma bislacca. Gli operatori sono stati divisi, mandati a Cavalese e poi lasciati ritornare a Trento. I pochi rimasti sono praticamente degli eroi benché gestiscano più che egregiamente questa stupenda, perché tale rimane, località”.

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