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| 16 gen 2023 | 22:19

Olimpiadi, Salvini ''sponsor'' di Torino nello ''scippo'' a Pinè? Urzì: ''La maggioranza non ci ha coinvolto. Non credo sia stato fatto tutto il necessario nell'analisi costi-benefici''

Il commissario di Fratelli d'Italia del Trentino Alessandro Urzì sulle Olimpiadi: "Non c'è stato un coinvolgimento della coalizione nella sua interezza. La chiarezza è fondamentale e non sono, però, certo che sia stato fatto tutto il necessario per avere un quadro esatto degli interventi sostenibili e possibili dei costi e benefici"

di Redazione

TRENTO. "Non c'è stato un coinvolgimento della coalizione nella sua interezza". Queste le parole a Il Dolomiti di Alessandro Urzì, commissario del partito di Giorgia Meloni in Trentino, sulla querelle che riguarda il pattinaggio velocità con Baselga di Pinè che osserva il passaggio delle gare olimpiche a Torino. "A Fratelli d'Italia non è stato chiesto un punto di vista, un'idea o un concetto: non ci resta che prendere atto".  

 

Un via libera decisivo verso il Piemonte potrebbe essere arrivato dal ministro Matteo Salvini nelle ultime ore. I costi per la realizzazione delle opere sono aumentati del 30% ''un aumento importante'', legato ai rincari sulle materie prime, all'inflazione e al caro energia, ha chiarito il leader della Lega. E allora è bene cominciare a risparmiare, valutando un piano B (Qui articolo).

 

Ci sono gli appelli e le petizioni ma il Piemonte vede il traguardo vicino (Qui articolo). Intanto anche l'Altopiano prepara un piano B di interventi che "devono essere concreti e non promesse" (Qui articolo). Non c'è ancora l'ufficialità ma l'intervento della Lega sembra scrivere la parola fine sulle Olimpiadi a Baselga di Pinè.

 

Un'opera da circa 60 milioni di euro che la Lega trentina, con Fugatti e Failoni in testa, aveva promesso al territorio (anche nello scetticismo di chi riteneva non sostenibile l'opera dopo il 2026) tra applausi e strette di mano.

 

"A livello provinciale - aggiunge Urzì - si sarebbe potuti essere più forti e più incisivi nella scelta con una posizione unitaria all'interno dell'intera coalizione. Da qui poi sarebbe stato necessario un maggior coinvolgimento del Consiglio provinciale perché sui temi di carattere generale più è larga l'intesa e la volontà della rappresentanza territoriale è convinta e più si possono raggiungere i risultati". 

 

Insomma, ormai la strada sembra tracciata verso Torino. "La struttura può essere un'opera di servizio a disposizione del territorio ma il progetto sarebbe stato da affinare con la comunità per avere un risultato sostenibile. Noi abbiamo avvertito un parere favorevole dal mondo sportivo ma anche preoccupazione dalle realtà civiche. Questa opera può essere supportata se ci sono le garanzie di sostenibilità, soprattutto sul lungo periodo e dopo le Olimpiadi. La chiarezza è fondamentale e non sono, però, certo che sia stato fatto tutto il necessario per avere un quadro esatto degli interventi sostenibili e possibili dei costi e benefici", conclude Urzì.

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