Primarie Pd, il Comitato trentino per la candidata Schlein: "Tre sfide: diseguaglianze, clima e precarietà. Cambiamento radicale e chiaro nel partito"
Il Comitato provinciale si è presentato alla Bookique di Trento, in collegamento con la deputata Ferrari, per promuovere la campagna #partedanoi. Presente anche Calzà: "Finché il Pd non si identificherà con i temi che si pone, difficilmente le persone troveranno fiducia in noi". Il Comitato: "Alle scorse elezioni c'è stato un problema di comunicazione e di credibilità"

TRENTO. "La visione del futuro che parte da noi parte da tre sfide cruciali: diseguaglianze, clima e precarietà". Così Elly Schlein, in corsa alla segreteria nazionale del Partito democratico insieme a Stefano Bonaccini, Paola De Micheli e l'ex presidente del partito Gianni Cuperlo, ha lanciato la sua sfida culturale interna al centrosinistra italiano. Ed è proprio così che si presenta anche il Comitato trentino a sostegno della mozione #partedanoi della candidata.
L'incontro si è tenuto oggi (21 gennaio) alla Bookique di Trento. "Abbiamo necessità di costruire insieme una nuova strada - dichiara Davide Nicolussi, coordinatore del comitato - e lo vogliamo fare a partire dal sostegno di Elly Schlein nella sua candidatura a segretaria del Pd, perché condividiamo la sua visione e il suo impegno. Per dare un segnale di cambiamento, per riportare al centro la giustizia sociale e climatica, per costruire insieme un futuro migliore per il nostro Paese".
In collegamento da Roma, dall'Assemblea nazionale del partito anche le deputate Sara Ferrari e Chiara Braga. Presente al tavolo anche Michela Calzà, in corsa alla Camera alle politiche di settembre scorso. "Bisogna tornare a rappresentare i cittadini - sostiene Calzà -. Finché il Pd non si identificherà con i temi che si pone e così poco radicale rispetto a quello che professa, difficilmente le persone troveranno fiducia in noi".
Sul territorio in tante e tanti hanno deciso di aderire a questo progetto: più di 200 persone, tra iscritti, iscritte e simpatizzanti hanno voluto aderire alla piattaforma di #partedanoi, "consapevoli della necessità di portare un cambiamento radicale e chiaro, all’altezza delle sfide e delle crisi che stiamo affrontando", prosegue il comitato.
Una delle sfide più importanti per il partito è sicuramente quella di ritrovare una propria identità politica "chiara e precisa - aggiunge il Comitato -, che abbia radicalità sui temi e sui valori che sostiene, capacità nel promuoverli e determinazione nel sostenerli". Rimettendo tutto in discussione, ci tiene a precisare il Comitato. Per questo la campagna di Schlein "è un percorso collettivo che vuole tenere insieme bisogni e desideri di una comunità, che mette al centro il pluralismo di idee e diversità di provenienze, esperienze amministrative e nuove attivazioni, identità fluide e valori differenti, generazioni diverse che dialogano tra loro".
Non è mancato il rimando alle scorse elezioni politiche del 25 settembre, che hanno visto la schiacciante vittoria della destra. "Si è creato un divario tra noi e la società - aggiunge Nicolussi -, c'è stato un problema di comunicazione e di credibilità del Pd nei confronti dei propri elettori. Ma si riconosce al partito di essere sempre stato il perno del centrosinistra italiano, in quanto partito plurale e progressista. Le proposte della destra al governo non stanno facendo bene alla società".
I temi posti da Schlein vogliono andare oltre i confini del Pd. "Abbiamo bisogno che questo percorso sia capace di rispondere alle sfide - dicono i sostenitori della candidata - che i movimenti lanciano nei confronti delle istituzioni, che sia precursore di alleanze che sappiano desiderare un mondo diverso".
Necessario è guardare a tematiche quali le disuguaglianze e il tema del lavoro, "consapevoli che una nuova cultura e una nuova stagione dei diritti, sociali e civili insieme, è più che mai necessaria oggi. Dobbiamo considerare la transizione demografica parte del futuro incerto dentro alla quale siamo immersi, la riforma della cittadinanza un imperativo morale cui non possiamo sottrarci, la riforma delle politiche per l’ingresso in Italia ed Europa uno strumento per stare in questo mondo e la trasformazione digitale come strumento per ridurre i divari invece che amplificarli".














