Provinciali, Campobase attacca De Godenz: "Si può cambiare bandiera e saltare sul carro del potere ma bisognerebbe mantenere un minimo di pudore e dignità"
Dalla vicenda dell'ospedale di Cavalese a Masi alla nomina nel Comitato per le olimpiadi invernali, duro affondo di Campobase su Pietro De Godenz: "Non ha nemmeno onorato gli impegni di contributo finanziari sottoscritti quando è stato eletto. In val di Fiemme sosteniamo Michele Malfer"

TRENTO. "Cambiare bandiera è un diritto di ognuno e ci sono due modi: si possono rivedere le posizioni o si può saltare sul carro, solitamente quello del potere come ha fatto De Godenz". Questo il commento della segreteria provinciale di Campobase, forza politica nella coalizione di centrosinistra a sostegno di Francesco Valduga. "Le scelte sono legittime, ma ci vorrebbe un minimo di pudore e di dignità".
E' duro l'affondo di Campobase nei confronti di De Godenz, dopo che il consigliere provinciale uscente eletto nel 2018 in quota Upt si espresso pubblicamente per appoggiare la sindaca di Predazzo, Maria Bosin è candidata in una lista a sostegno della coalizione di destra.
"Rimanere coerenti con la visione politica per la quale si è stati eletti sarebbe cosa buona per la moralità pubblica e per la credibilità delle istituzioni", prosegue Campobase. "Tuttavia, cambiare bandiera è un diritto di ognuno. Ci sono due modi. Il primo è quello di dichiarare con sincerità e trasparenza che si cambia idea e mantenere almeno per un po’ di tempo un minimo di pudico silenzio. Questo si chiama 'rivedere le proprie posizioni'. Il secondo è quello di saltare sul nuovo carro, solitamente quello che si trova al potere, in maniera subdola e strisciante. Questo si chiama 'tradimento'. Dispiace constatare che il consigliere Piero Degodenz ha scelto la seconda strada".
Rieletto con l'Unione per il Trentino, "dentro la coalizione di centrosinistra nel 2018, De Godenz ha presto iniziato a votare in Consiglio provinciale con la maggioranza di Destra", prosegue Campobase. "Ha dismesso ogni rapporto con il partito che l'aveva eletto, senza darne motivo. E neppure onorando gli impegni di contributo finanziario sottoscritti. Si è fatto nominare dalla Giunta Fugatti quale membro del Comitato per le olimpiadi invernali, organismo senza potere, il classico piatto di lenticchie, e senza avvertire il dovere morale se non formale di dimettersi per incompatibilità tra tale ruolo 'di fiducia' dell'esecutivo in piazza Dante e quello di consigliere provinciale di minoranza".
E ora appoggia ufficialmente e pubblicamente la sindaca Predazzo. "Non sarà certo un caso che i due pare siano stati tra i pochi politici e amministratori della val di Fiemme al corrente, fin dall’inizio, della pasticciata, discutibile e naufragata operazione imprenditorial-politica riguardante il nuovo ospedale a Masi di Cavalese. Si può cambiar bandiera, appunto, ma sarebbe bene farlo mantenendo un minimo di pudore e di dignità. Unione per il Trentino, per chiarezza, è tra i fondatori di Campobase e sostiene Francesco Valduga candidato presidente e il candidato locale Michele Malfer".


















