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Trento
06 novembre | 18:09

Roma chiude alle polemiche di bottega in Fratelli d'Italia: vicepresidenza a Gerosa mai in discussione e ora si tratta sugli assessorati

Mentre per settimane, se non mesi, si è assistito a un tutti contro Gerosa in casa Fratelli d'Italia oggi Roma ha ribadito che è lei la guida in Trentino. D'altronde solo chi era più attento agli interessi personali che a quelli del partito poteva ignorare il fatto che con Fugatti in scadenza la vicepresidenza può tradursi anche in un anno di ''presidenza''

Roma chiude alle polemiche di bottega in Fratelli d'Italia: vicepresidenza a Gerosa mai in discussione e ora si tratta sugli

ROMA. C'erano tutti e il messaggio uscito dall'incontro con i vertici romani è stato chiaro e inequivocabile: ''Fratelli d’Italia conferma la piena armonia e compattezza degli eletti in consiglio provinciale e smentisce qualsiasi frizione con gli alleati''. In questi giorni la fanta-politica tiene banco sulla stampa e tra polemicone e polemichette a farla da padrona è la partita sul toto giunta. In particolare ''ballano'' la vicepresidenza e uno, due o tre assessorati a seconda dei punti di vista e dei rapporti di forza che riusciranno a costituirsi in maggioranza. 

 

Che regni l'armonia in casa Fratelli d'Italia, come comunicano ufficialmente dal partito di Giorgia Meloni dopo l'incontro dei consiglieri trentini eletti a Roma con i vertici nazionali, suona più di buon speranza che di concreta realtà. I litigi ci sono, ci sono stati e l'auspicio, almeno da Roma, è che non ci saranno più. La linea è sempre stata chiara. Guida Francesca Gerosa che, tra l'altro, è risultata la più votata per distacco nella lista di Fratelli d'Italia e che già da prima del voto aveva l'accordo messo nero su bianco con il presidente Fugatti per la vicepresidenza della Provincia.

 

Gli altri si dovranno accodare e conteranno solo se il partito riuscirà a mostrarsi compatto in sede di trattativa con la Lega di Fugatti. Le divisioni, le gelosie, i sotterfugi, se proseguiranno, non faranno altro che indebolire il partito che a Roma governa senza troppi patemi d'animo (per quanta riguarda gli equilibri di maggioranza) in Trentino mettendo a repentaglio il lavoro fatto (e disfatto perché gli attacchi continui dei vari Cia, Rossato, Ambrosi, Bezzi essenzialmente a Francesca Gerosa, a poche settimane e giorni dal voto, hanno certamente pesato in chiave anche di successo elettorale).

 

La sensazione è che, quindi, la vicepresidenza non sia più (se mai davvero lo sia stata) in discussione. Anche perché ''mollare'' la vicepresidenza ora per interessi di bottega personali sarebbe stato un suicidio politico per Fratelli d'Italia. Il presidente Fugatti è all'ultimo mandato possibile da presidente e con buona probabilità un anno prima della chiusura della legislatura dovrà decidere se candidarsi per le politiche o decidere di chiudere in Trentino (e poi farsi da parte). Se dovesse decidere di andare avanti con la strada nazionale, come fece Dellai nel 2013, sarà la vicepresidente a reggere le sorti del Trentino per l'anno a concludersi, come accadde a Pacher nel 2013. Con quella spinta alle spalle sarebbe possibile, poi, pensare a ''prendere'' la Provincia da protagonisti. 

 

Ora, quindi, si lavorerà sugli assessorati che potrebbero essere uno, due o tre a seconda del peso che Fratelli d'Italia riuscirà far valere. ''Siamo compattamente pronti a contribuire in prima fila al buon governo del Trentino di Fugatti presidente e Gerosa vicepresidente - concludono -. Non ci sottrarremo dall’assumerci le responsabilità che gli elettori ci hanno consegnato permettendoci di essere con cinque eletti il gruppo più consistente in consiglio provinciale parimenti agli amici alleati leghisti''.

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