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| 12 ago 2023 | 18:24

Stop abbattimento lupi, Fugatti sul Consiglio di Stato (VIDEO): "Una decisione contro l'autonomia e contro l'agricoltura di montagna". La Giunta: "Incomprensibile"

Il presidente della Provincia è ritornato a commentare la decisione del Consiglio di Stato di sospendere il decreto di abbattimento dei due esemplari di lupi sui Monti Lessini: "Noi applichiamo le leggi, ci comportiamo rispetto alle norme vigenti dopodiché arrivano sentenze che, seguendo percorsi quantomeno 'originali', sono contro l’autonomia e contro l’agricoltura di montagna"

TRENTO. "Sono decisioni inconcepibili per l’autonomia trentina", così Maurizio Fugatti. Il presidente della Provincia ritorna a commentare la decisione del Consiglio di Stato. Palazzo Spada ha sospeso il decreto di abbattimento dei due lupi sui Monti Lessini. "Noi applichiamo le leggi, ci comportiamo rispetto alle norme vigenti dopodiché arrivano sentenze del Consiglio di Stato che, seguendo percorsi quantomeno 'originali', sono contro l’autonomia e contro l’agricoltura di montagna. Non possiamo accettarle perché mettono a rischio la sostenibilità della nostra agricoltura e minano la stessa fiducia nelle istituzioni e i corretti percorsi istituzionali tra territori".

 

Negli scorsi giorni il Tar di Trento aveva respinto le richieste di sospensione cautelare del decreto di abbattimento firmato dal presidente della Provincia di TrentoMaurizio Fugatti, per l'uccisione di due lupi del branco responsabile delle predazioni nel territorio di Malga Boldera (Qui articolo). Da lì le associazioni animaliste avevano deciso di interessare il Consiglio di Stato (Qui articolo).Già nelle scorse ore il governatore aveva parlato di "Delusione e incredulità" (Qui articolo).

 

Oggi Fugatti affonda ulteriormente il colpo. "Non si spiega come mai, dopo che il Tar di Trento ha dato ragione alle nostre decisioni, si ribalti tutto a Roma, in sedi lontane dal nostro mondo dove evidentemente non vengono comprese le problematiche delle nostre valli". Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi delle associazioni animaliste. Sostanzialmente Palazzo Spada chiede di attendere il 14 settembre, giorno cioè dell'udienza. Il decreto è stato sospeso per il rischio che i lupi vengano abbattuti prima di quella data (Qui articolo).

 

 

Intanto il presidente della Provincia riceve il sostegno della sua Giunta. L'esecutivo fa presente che il decreto è espressamente dichiarato dalle norme come "non impugnabile". "La più attuale linea giurisprudenziale - sostengono gli assessori - considera, nell’interpretazione più aderente al testo e alla sistematica del processo amministrativo, inappellabile il decreto cautelare (come quello di cui si tratta) superando altri precedenti orientamenti di altre Sezioni del Consiglio di Stato. Tanto ė che nel decreto in questione si fa riferimento ad un precedente del Consiglio di giustizia amministrativa, ma per la Regione siciliana”

 

La Provincia ricorda poi il via libera di Ispra per la rimozione dei due esemplari. "Alla luce del dettato normativo, nonché dei recentissimi precedenti del Consiglio di Stato stesso - prosegue il parere della Giunta - è ancora più incomprensibile quanto disposto nel decreto in questione, non potendo ritenere subalterno l’interesse al mantenimento della zootecnia di alpeggio, quale strumento di vita delle montagne, dell’habitat e delle persone che da ciò trovano sostentamento e ragione d’essere, rispetto all’abbattimento di due esemplari di lupo responsabili di un gravissimo depauperamento delle malghe, posto peraltro che il prelievo non comporta alcun rischio per il mantenimento della specie, come confermato dal massimo organo ministeriale competente in materia (Ispra)".

 

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