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| 26 ott 2023 | 19:11

Trento, scontro in Comune sui nuovi assessori. Campobase contro Ianeselli: "Scelte poco furbe".  Ad agitare le acque anche il ritorno di Alberto Pattini e del Patt

Le scelte del sindaco Franco Ianeselli non sono piaciute a Campobase che aveva chiesto due assessorati. Nel centrosinistra è aperta la discussione sul ritorno in maggioranza del Patt nonostante in Provincia sia fedele alla Lega 

Trento, scontro in Comune sui nuovi assessori

TRENTO. “Il partito democratico non basta, senza Campobase il sindaco Ianeselli  difficilmente otterrà la riconferma nel 2025. Le scelte prese sono sbagliate”. Sono trascorsi pochi giorni dai risultati delle elezioni provinciali che si apre un nuovo fronte in Comune a Trento.

 

Il sindaco ha deciso di dare i tre assessorati vacanti al Partito Democratico, a Futura e a Campobase ma i mal di pancia sono subito arrivati. Il motivo? Campobase nonostante il 10% ottenuto nelle ultime elezioni e nonostante i due assessorati che aveva qualche mese fa (oltre al presidente del Consiglio), si è dovuto 'accontentare' di una sola delega: quella affidata ad Alberto Pedrotti che si occuperà di Welfare di comunità, non solo politiche sociali riparative, ma anche quelle generative.

 

Non è invece passata la proposta di un secondo incarico con il quale si voleva far tornare in campo l'ex assessore Renato Tomasi. “Scrivi pure che sono amareggiato. Qui c'è la meritocrazia? Ma di cosa stiamo parlando? La scelta di dare un solo assessorato a Campobase è sbagliata e siamo delusi” spiega Tomasi a il Dolomiti poco dopo la conferenza stampa in cui il sindaco Ianeselli ha presentato i nuovi assessori. “Una decisione poco furba” rincara la dose l'ex assessore  che nel guardare al 2025 sottolinea che “Campobase avrà un ruolo fondamentale per evitare che la città finisca alle destre”.

 

I mal di pancia di certo non sono pochi. "Il sindaco - continua Tomasi - ha dato un assessorato ad una forza politica che non esiste più. E Campobase ha un solo consigliere come qualche altra forza politica moribonda come Italia Viva". 

 

Il neo assessore Alberto Pedrotti  ha tentato di gettare acqua sul fuoco parlando di “dialogo” con il sindaco. “La nostra richiesta – continua – era quella di due assessorati ma il sindaco ci ha risposto che non si poteva esaudire per riuscire a mantenere gli equilibri”. Il messaggio che arriva da Campobase è comunque quello di non voler indietreggiare facendo contare il proprio peso.

 

A rispondere alle critiche è Ianeselli. “L'assessorato alle politiche sociali dato a Campobase nell'anno di Trento Capitale del Volontariato se devo fare Cencellli quanto vale? Vale tantissimo” spiega. “E poi dobbiamo anche guardare al Consiglio comunale. Va bene che hanno fatto alle ultime elezioni il 10% ma Campobase ora ha 4 consiglieri e non sei. Al posto di Stanchina e Maule entrano Pattini (Patt) e Flor (Azione). E con questi numeri vorrebbero il presidente del consiglio e due assessorati?”

 

Ma Campobase non è l'unica patata bollente che si trova a gestire in questi giorni Franco Ianselli. Con l'elezione di Roberto Stanchina in consiglio provinciale torna a palazzo Thun Alberto Pattini. Se da un lato è stato uno dei primi 'sponsor' per la candidatura di Ianeselli, dall'altro è comunque un esponente di quel Patt che ha rotto i rapporti a livello provinciale con il centrosinistra gettandosi fra le braccia di Fugatti e alla fine rimanendo con nessun consigliere di partito eletto in piazza Dante.

 

Una cosa è certa: anche se Pattini è pronto a sostenere il sindaco il centrosinistra non vuole avere a che fare con il Patt. “Stiamo discutendo – ammette Ianeselli – il Patt è un grosso problema ma Alberto rimane Alberto, un leone autonomista che ritorna. Cercheremo di trovare una soluzione ma non sarà semplice”.

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