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| 11 mar 2023 | 13:29

“Troppi ciclisti sulle strade, autisti costretti a rimanere in coda”, la proposta di Masè? “Divieti sulla Gardesana e nei tratti più pericolosi”

Vanessa Masè contro i ciclisti che creano le code lungo le strade: “La frequentazione simultanea è potenzialmente molto pericolosa”. La consigliera chiede a Fugatti se non sia il caso di imporre alcuni divieti per le bici, agevolando gli autisti dei mezzi pesanti 

“Troppi ciclisti sulle strade, autisti costretti a rimanere in coda”, la proposta di Masè?
Foto d'archivio
di Tiziano Grottolo

DRO. Anche in provincia di Trento non sono mai mancati gli incedenti dove sono rimasti coinvolti i ciclisti, purtroppo in alcuni casi con risvolti mortali. “Pur avendo a disposizione una vasta rete di piste ciclabili o ciclopedonali – osserva la consigliera provinciale de “La Civica” Vanessa Masèsono molti i ciclisti che tendono a utilizzare la strada per i propri allenamenti anche in considerazione dell’uso promiscuo delle piste”.

 

Il problema però è che, soprattutto nei tratti montani, la carreggiata può essere stretta. “Durante la bella stagione – prosegue Masè – quando il traffico su strada si fa intenso e coincide anche con l’incremento della presenza di ciclisti, si possono creare lunghe code prima che un mezzo sia nelle condizioni di poter superare in sicurezza una bicicletta, costringendo tutti gli autoveicoli alla velocità del mezzo a due ruote”.

 

Fra i tratti interessati da questo fenomeno quello compreso tra Dro e Pietramurata, lungo la strada statale 45 bis “della Gardesana”, che è percorso abitualmente da mezzi pesanti come camion e corriere ma pure da auto e ciclisti. “La frequentazione simultanea è potenzialmente molto pericolosa – osserva la consigliera – cosa di cui sono particolarmente consapevoli gli autisti dei mezzi pesanti che spesso, in estate, per prudenza si trovano a dover compiere tutto quel tratto di strada in coda alle biciclette”.

 

Che fare dunque? Impegnarsi per ridurre il traffico veicolare, magari dirottando i mezzi più pesanti? No, Masè al contrario chiede se non sia il caso di imporre il divieto di utilizzo ai ciclisti delle strade nei tratti di maggiore pericolosità indirizzandoli verso le ciclabili, questo per “garantire la loro incolumità nonché la fluidità del traffico, per esempio nel tratto Dro-Pietramurata della ss45 bis”.

 

Dal canto suo il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, rispondendo all’interrogazione di Masè, fa notare che per favorire l’utilizzo delle piste ciclabili esistono già dei divieti di transito per i ciclisti in tratti di strada ritenuti particolarmente pericolosi dove, al contempo, siano presenti percorsi ciclabili o ciclopedonali. La rete ciclabile trentina oggi si estende per circa 450 chilometri su 11 ciclovie e nel 2021 sono stati misurati circa 2,5 milioni di passaggi.

 

“Nel 2021 – ricorda Fugatti – secondo l’istat tra le cause principali di incidenti stradali ci sono i comportamenti errati alla guida come la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata. Inoltre – prosegue – l’imposizione del divieto alle biciclette sulla ss45 Bis tra Pietramurata e Dro sarebbe fortemente penalizzante per le utenze residenziali e commerciali presenti lungo questo tratto di strada che corre in destra Sarca, che di fatto non potrebbero più essere raggiunte in bicicletta”.

 

In altre parole la Provincia non imporrà nuovi divieti. L’unica cosa che Fugatti promette è di prendere in considerazione degli interventi per implementare la segnaletica. “Nel tratto in questione – conclude il presidente della Pat – in prossimità delle intersezioni principali sono già presenti dei segnali di indirizzamento dalla viabilità ordinaria a quella protetta. Tuttavia, per migliorare la sicurezza dell’utenza debole si può valutare l’installazione di cartellonistica stradale finalizzata alla sensibilizzazione verso corretti comportamenti nell'interazione tra mezzi a motore e biciclette.

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