"Un solo direttore medico per due ospedali? A ogni struttura la propria dignità". Il no di Casa autonomia.eu: "Si vuole arrivare a un'unica regia per tutto il territorio?"
Gli esempi di oggi riguardano Tione e Arco, Cles e Cavalese. L'interrogazione dei consiglieri Demagri e Dallapiccola: "Chissà se altri subiranno le stessi sorti. Si cerca di risparmiare sul personale implementando sempre più, fra l'altro in posti strategici, direttori a scavalco. Strutture che trovandosi in aree geografiche diverse presentano problematiche differenti tra loro"

TRENTO. "Direttori medici a scavalco tra più ospedali? Ad ogni struttura spetta la propria dignità, anche se questa non sembra essere la politica dell'Apss. Non è che il Servizio ospedaliero provinciale sta tentando di accorpare sotto un'unica regia le funzioni dei 7 ospedali del territorio?". Sono queste le domande poste dai consiglieri Paola Demagri e Michele Dallapiccola in un'interrogazione alla Giunta provinciale.
Soltanto a gennaio 2022 all'Ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana erano stati annunciati i nuovi direttori di Unità Operativa, elogiando "l'acquisizione di una direzione sanitaria autonoma e potenziata". Ora però questa linea sembra venir meno.
"Ad ogni struttura spetta la sua dignità con un suo direttore medico affinché possa occuparsi completamente di quel presidio ospedaliero e non debba dividersi tra i problemi e la complessità dell'uno o dell'altro", denuncia Demagri. Gli esempi di oggi riguardano Tione e Arco, Cles e Cavalese "e chissà se altri subiranno le stessi sorti", aggiunge la consigliera.
La grande paura è soprattutto per gli ospedali periferici. "La valorizzazione, il potenziamento degli ospedali di valle e l'affermazione delle loro peculiarità sono alla base della salute e del benessere per tutti cittadini - prosegue -. Nell'ultimo periodo stiamo assistendo a uno stillicidio di professionisti che decidono di lasciare l'Azienda Sanitaria per rivolgersi ad altri lidi, con la conseguenza di Unità Operative depotenziate e ambulatori chiusi e quindi con l'effetto di lunghissime lista d'attesa per tutte le specialità".
L'accusa è che si stia quindi decidendo di "risparmiare sul personale implementando sempre più, fra l'altro in posti strategici, direttori a scavalco. In questo momento infatti l'esempio più lampante riguarda le direzioni mediche, nodo strategico di un ospedale in quanto al di là delle funzioni tipiche di un direttore medico, vista l'organizzazione di Apss, fungono da raccordo tra i vari dipartimenti".
"I direttori di Unità operativa - aggiunge la rappresentante di Casa autonomia.eu -, i coordinatori, i cittadini cercherebbero nel direttore medico il professionista il cui ruolo può potenzialmente e funzionalmente governare le sorti di un ospedale. Ma se a questi direttori si impone un'attività a scavalco su due ospedali, fra l'altro non vicini geograficamente si incorre nel rischio d'impoverire l'ospedale stesso". Si rivela infatti difficile la gestione di due ospedali in contemporanea, "proprio perché trovandosi anche in aree geografiche diverse presentano problematiche differenti tra loro".
Il rischio è perciò che non si vogliano portare "tutte le direzioni sotto un'unica regia". Preoccupazioni, sottolinea Demagri, "nate in primo luogo da chi lavora negli ospedali". Per questo viene interrogata la Giunta provinciale per capire quali siano le motivazioni per cui si fanno tali scelte "proprio nel momento in cui gli ospedali di valle dovrebbero essere potenziati", ma anche quale sia il futuro dell'Ospedale di Borgo su questo fronte. Non solo, all'Ospedale di Trento viste le recenti dimissioni del direttore medico "si avrà un direttore a scavalco magari con Rovereto?", conclude l'interrogazione di Casa autonomia.eu.


















