Zanella chiede di ripristinare l’accoglienza diffusa: “Sempre più persone escluse dal sistema, così la Pat crea insicurezza per poi invocare politiche securitarie”
Secondo Zanella e le associazioni che si occupano dei migranti la situazione si sta aggravando: “La soluzione per rispondere a ulteriori flussi migratori in aumento con l’arrivo della stagione estiva, sarebbe quella di trattare con il Governo, attraverso il Commissariato, per aumentare la capienza dell'accoglienza e ripristinare al più presto il sistema di accoglienza diffusa utilizzata solo per le persone ucraine”
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TRENTO. Sarebbero ben 230 i migranti esclusi dal sistema d’accoglienza trentino e per questo costretti a vivere per strada. La denuncia era arrivata nei giorni scorsi dall’Assemblea antirazzista di Trento ma il tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo tiene banco da molto tempo.
Come osserva il consigliere di Futura, Paolo Zanella, la Giunta Fugatti ha autorizzato la prosecuzione della collaborazione con il Commissariato del Governo per la gestione del sistema di accoglienza straordinaria delle persone richiedenti protezione temporanea e internazionale, per l'anno 2023.
Il Protocollo d’intesa tra la Provincia di Trento e il Commissariato del Governo, stabilisce che la Piazza Dante si impegni a proseguire nella collaborazione in corso per la gestione del sistema di accoglienza straordinaria per massimo 1.300 posti per richiedenti protezione temporanea e internazionale. Di questi 600 posti sono dedicati agli sfollati dall’Ucraina pertanto sono 700 quelli rimanenti. Inoltre la Pat dovrebbe inserire i nuovi richiedenti protezione internazionale inviati dal Ministero dell’Interno o dal Commissariato del Governo principalmente nelle strutture sparse nel Comune di Trento. Infine era stato previsto di proseguire (per un altro triennio), nell’ambito del sistema di accoglienza, la collaborazione con l’Arcidiocesi di Trento, per la gestione di massimo 250 persone nell’ambito del progetto “Una comunità intera”.
“Il Centro Astalli di Trento – uno dei gestori del servizio accoglienza, osserva Zanella – ha rilevato che il numero di ingressi sta crescendo da tutto il 2023, in particolare da inizio maggio. Questo significa che, ad oggi, sono circa 230 le persone che non rientrano nel piano della protezione internazionale”. Si tratta di persone che non possono accedere ai servizi, alle attività e alla fornitura di beni previsti dalla normativa vigente. “La conseguenza per le persone senza parenti e amici che possono ospitarli, è la strada dove vivere e dormire. Queste persone, inoltre, si aggiungono alle altre senza dimora che accedono ai servizi a bassa soglia come pasti e docce gestiti dal Punto d’Incontro, sovraccaricando un servizio che non dovrebbe occuparsi di loro, cosa che dovrebbe fare attraverso servizi di accoglienza dedicati la Provincia”.
In altre parole secondo Zanella e le associazioni che si occupano dei migranti la situazione si sta aggravando: “La soluzione per rispondere a ulteriori flussi migratori in aumento con l’arrivo della stagione estiva, sarebbe quella di trattare con il Governo, attraverso il Commissariato, per aumentare la capienza dell'accoglienza e ripristinare al più presto il sistema di accoglienza diffusa utilizzata solo per le persone ucraine. Tuttavia – prosegue il consigliere di Futura – la posizione della Provincia pare invece essere quella di escludere dall’accoglienza fette sempre più ampie di immigrati, condannandoli alla clandestinità e al vagabondaggio per ingenerare insicurezza da contrastare poi con politiche securitarie”.














