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| 08 giu 2023 | 19:24

Zecche e zanzare potenzialmente pericolose, la Provincia cosa fa? Zeni: "E' stato predisposto un piano di interventi per ridurre i rischi sanitari?"

Il consigliere del Partito Democratico richiama l'ordine approvato a luglio dello scorso anno inerente interventi mirati per ridurre il rischio di malattie trasmesse da insetti o artropodi

Zecche e zanzare potenzialmente pericolose, la Provincia cosa fa?
di Redazione

TRENTO. Zecche, zanzare e altri insetti potenzialmente pericolosi per la capacità di veicolare malattie, la Provincia di Trento ha predisposto un piano? A chiederlo attraverso un'interrogazione è il consigliere provinciale del Partito Democratico, Luca Zeni richiamando un ordine dell'ordine approvato a luglio dello scorso anno inerente interventi mirati per ridurre il rischio di malattie trasmesse da insetti o artropodi.

 

L’ordine del giorno, prendeva spunto dalle osservazioni dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie in merito alla presenza in ambienti limitrofi al Trentino di zanzare portatrici West Nile, Dengue e Chikungunya e altri virus patogeni e da quelle della Fondazione Mach relative alla presenza nei boschi trentini di zecche (Ixodes ricinus), possibili vettrici di pericolose malattie, tra cui l'Encefalite virale (TBE), la Malattia di Lyme e la rickettsiosi.

 

Ricordando che sotto il profilo più specificatamente sanitario l'unica protezione realmente efficace contro la meningoencefalite da zecche (FSME) consiste nella vaccinazione, in Austria diffusa fin dagli anni ‘80 e in Trentino fornita gratuitamente dal servizio sanitario a partire dal 2018, per affrontare il problema della eccessiva presenza di insetti e artropodi potenzialmente pericolosi il Consiglio, con l'ordine approvato dal consigliere Luca Zeni, impegnava la Giunta provinciale “ad elaborare, sulla base del lavoro di monitoraggio effettuato dalla Fondazione Mach ed in collaborazione con la stessa, con l'Istituto zooprofilattico delle Venezie e con il Consiglio delle autonomie locali, un piano di interventi per ridurre i rischi sanitari derivanti da patogeni trasmessi da zecche (Ixodes ricinus), zanzare e altri insetti potenzialmente pericolosi per la capacità di veicolare malattie”.

 

Nel provvedimento approvato era stata chiesta una costante e puntuale pulizia del sottobosco in prossimità dei sentieri e nei parchi pubblici, anche avvalendosi del servizio ripristino della Provincia e di associazioni locali; il proseguo della sperimentazione con la Fondazione Mach sull'individuazione di predatori naturali di zecche e zanzare e la necessità di concordare con gli enti locali, nelle zone particolarmente frequentate o nelle zone di maggiore riproduzione delle zanzare, maggiori interventi di disinfestazione mirati, qualora riscontrata la presenza di zecche e zanzare. Fondamentale anche l'aspetto informativo sui comportamenti corretti da tenere.

 

Interventi questi sui quali ora il consigliere Zeni chiede conto alla Provincia attraverso un'interrogazione.

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