Zecche, record di casi di Tbe nel 2022: mai così tanti negli ultimi 10 anni, ecco tutti i dati. Zeni: “Il piano di interventi per la prevenzione è rimasto lettera morta”
I dati sono stati forniti questa mattina (martedì 27 giugno) dall'assessora provinciale alla Salute Stefania Segnana, che ha risposto ad un question time del consigliere del Pd Luca Zeni. Proprio il consigliere dem aveva presentato, oltre un anno da un ordine del giorno (approvato dal Consiglio provinciale) per mettere in campo una serie di azioni di prevenzione per il rischio di malattie trasmesse da zecche e zanzare: un piano di interventi “rimasto lettera morta”
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TRENTO. Zecche in Trentino: 40 i casi di Tbe in Trentino nel 2022, mai così tanti nell'ultimo decennio. A riportarlo è l'assessora alla Sanità Stefania Segnana, rispondendo ad un question time del consigliere del Partito democratico Luca Zeni e riportando anche i dati relativi all'andamento dei casi segnalati di Malattia di Lyme. In entrambi i casi (Qui Approfondimento) si tratta di patologie potenzialmente molto pericolose per l'essere umano e che possono essere trasmesse da artropi infetti con un morso.
Proprio per questo lo stesso Zeni nel luglio scorso aveva presentato un ordine del giorno (poi approvato dal Consiglio provinciale) per impegnare la Giunta ad una serie di azioni di prevenzione (Qui Articolo) per il rischio di malattie trasmesso non solo dalle zecche, ma anche dalle zanzare (come Dengue, Zika e Chikungunya, Qui Articolo) e che prevedeva in particolare: “La pulizia del bosco, la sperimentazione su predatori di questi insetti e artropodi, disinfestazioni nelle zone più a rischio, campagne informative sui comportamenti, promozione del vaccino”.
Un piano d'interventi, dice oggi Zeni, che è rimasto però “lettera morta” mentre le autorità provinciali hanno fornito i dati relativi ai casi di encefalite da zecca e malattia di Lyme sul territorio, evitando invece di riportare “quelli per altre patologie veicolate dalle zanzare, come il virus West Nile e Dengue”. Per quanto riguarda le zecche, come detto, il trend dei casi di Tbe notificati è sostanzialmente in crescita: nel 2013 erano stati 17, nei due anni successivi il totale era poi sceso a 9 e a 7 per poi stabilizzarsi attorno a quota 20 fino al 2019 (rispettivamente 21 nel 2016, 19 nel 2017, 18 nel 2018 e 24 nel 2019).
Nel 2020 è stato invece registrato un netto aumento, con un totale di 32 casi notificati, seguito da un altrettanto ampio calo (9 i casi registrati nel 2021). Lo scorso anno invece, come anticipato, è stato raggiunto il livello massimo con 40 casi. L'andamento dei casi notificati di Malattia di Lyme vede una media negli ultimi 10 anni pari a poco più di 31 all'anno, con un livello minimo di 7 toccato nel 2014 ed un massimo di 64 nel 2018. I dati dal 2019 vedono rispettivamente 41, 47, 25 e 28 casi.
Al di là dei dati però, ha spiegato oggi Segnana: “Il numero reale dei casi di Malattia di Lyme potrebbe essere superiore, data la presentazione clinica spesso sfumata della malattia, mentre la maggior parte dei casi di Tbe notificati giungono all'osservazione del medico in ospedale per l'impegno clinico e l'interessamento del sistema nervoso”. Rispondendo direttamente a Zeni, che ha chiesto quale sia lo stato di attuazione dell'ordine del giorno citato in precedenza ad un anno dall'approvazione, Segnana ha sottolineato: “Per quanto riguarda le iniziative informative e l'attività di promozione dei comportamenti corretti al fine di evitare punture di zecche, le attività sono ampiamente consolidate”.
Per quanto riguarda le zanzare invece: “Da parte del Dipartimento di prevenzione – ha detto Segnana – vengono assicurate informazioni ai viaggiatori che si recano nelle aree a rischio. Il rischio, se non per casi importati, sul nostro territorio non esiste”. In conclusione l'assessora ha poi precisato che “la vaccinazione contro la Tbe in Provincia di Trento è offerta gratuitamente a tutti gli adulti e bambini residenti e rientra tra le vaccinazioni esplicitamente raccomandate a chi svolge attività all'aria aperta per ragioni professionali o ludico ricreative”.
Di fatto però, ha replicato Zeni, il piano di interventi previsti nel documento approvato lo scorso anno ad oggi “non esiste”. “Continuo a esortare – conclude il consigliere – a mettere in atto le azioni indicate, perché anche quest'anno troppo spesso si trova erba alta in troppe zone infestate dalle zecche e frequentate da famiglie e persone che passeggiano, e non si ha notizia di disinfestazioni né per le zecche né per le zanzare (e su questo spesso la responsabilità è dei Comuni)”.














