Encefalite da zecca, una coppia costretta al ricovero in ospedale: da inizio anno registrati 10 casi in Trentino
Tutto il Trentino può considerarsi a rischio, tuttavia, negli ultimi anni, i casi sembrano concentrarsi in alcune aree come la Valle di Non, la Val di Cembra e la Valle dei Laghi dove sono stati rilevati dei veri e propri focolai

TRENTO. L'azienda sanitaria ha confermato due casi di infezione di Tbe da zecca che hanno riguardato un uomo e una donna, residenti in Valle del Chiese. Entrambi sono stati ricoverati in ospedale.
L'episodio, ripreso anche dal quotidiano l'Adige, è avvenuto a giugno e l'uomo, un 40enne, è ancora ricoverato in ospedale nonostante sia fuori pericolo.
Secondo i dati forniti dall'Apss, i casi di Tbe registrati nel 2023 sono 10 di cui 9 ricoverati, uno ha avuto il contatto con la zecca all'estero ma l'esordio della malattia in Italia.
Sono due principalmente le malattie che possono essere trasmesse dalla zecca. La prima è la borreliosi di Lyme. E' causata da un batterio che è presente in tutto il Trentino, fino a 1500 metri. Per questa patologia non è presente un vaccino ma una terapia antibiotica.
Secondo gli studi fatti dalla Fondazione Edmund Mach, circa il 20% delle zecche può causare questa infezione. I sintomi in questo caso vanno dalle macchie rosse, febbre, dolore alle articolazioni al mal di testa.
C'è poi l'encefalite virale da zecche (tick-borne encephalitis – TBE) che è una malattia infettiva virale che colpisce il sistema nervoso centrale e può causare sintomi neurologici prolungati e, in alcuni casi, la morte. In questo caso esiste un vaccino.
Tutto il Trentino può considerarsi a rischio, tuttavia, negli ultimi anni, i casi sembrano concentrarsi in alcune aree come la Valle di Non, la Val di Cembra e la Valle dei Laghi dove sono stati rilevati dei veri e propri focolai.
La Tbe è una malattia inizialmente simile all’influenza che può guarire senza problemi anche se, talvolta, può evolvere in una forma più grave come la meningite o l’encefalite.
In alcuni casi può lasciare danni permanenti al sistema nervoso. I casi di Tbe propriamente detti, cioè con sintomatologia neurologica, rappresentano in genere il 25% delle infezioni che, in gran parte, sono asintomatiche o causano una forma detta «cefalea febbrile», senza progressione della sintomatologia al sistema nervoso.














