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Trento
05 giugno | 11:15

Encefalite da zecca, una 48enne e un 50enne ricoverati al Santa Chiara ma in 3 anni grazie al vaccino casi calati del 65%

Maria Grazia Zuccali, direttrice dell'Unità operativa di igiene e sanità pubblica: "I casi di Tbe stanno diminuendo e questo perché sempre più persone si vaccinano". Nel corso del 2024 sono stati registrati 4 casi in meno rispetto al 2023: "Quest'anno già due casi, ma i numeri degli scorsi anni e quelli delle vaccinazioni fanno ben sperare" 

Encefalite da zecca, una 48enne e un 50enne ricoverati al Santa Chiara ma in 3 anni grazie al vaccino casi calati del 65%
Foto archivio

TRENTO. Negli ultimi anni il numero di casi di Tbe (encefalite virale trasmessa dalle zecche), notificati in provincia di Trento è diminuito. In particolare, dai 43 casi registrati nel 2022 (un vero e proprio 'boom' dopo gli anni della pandemia) si è passati a 19 nel 2023 e poi ancora a 15 nel 2024. Insomma un calo dell'65% a fronte, comunque, visitatori e flussi turistici in montagna che sono rimasti costanti. 

 

"Registriamo un decremento nel numero dei casi - ribadisce Maria Grazia Zuccali, direttrice del Dipartimento di prevenzione dell'Apss, intervistata da Il Dolomiti -. Possiamo pensare che ciò sia dovuto al fatto che, fortunatamente, sempre più persone si vaccinano. Proprio negli ultimi 2 o 3 anni, infatti, grazie agli appelli lanciati a chi frequenta boschi, prati, aree verdi, abbiamo riscontrato un aumento importante del numero di vaccinazioni".

 

Solo nel 2024, parliamo di 23mila adulti e 5mila bambini sotto i 16 anni che hanno fatto la vaccinazione contro l'encefalite da zecca. Si tratta di somministrazioni destinate ad adulti e bimbi a partire dal primo anno di età. Il ciclo vaccinale è di tre dosi: la seconda dose deve essere effettuata 1-3 mesi dopo la prima mentre la terza a 5-12 mesi dalla seconda. A distanza di 3 anni dal ciclo primario è prevista una dose di richiamo.

 

In Trentino la vaccinazione contro la Tbe è gratuita per tutti i residenti e non è necessaria l’impegnativa (si può prenotare tramite Cup). "Sebbene i casi di Tbe stiano diminuendo, il numero di zecche presenti sul territorio è in aumento - tiene però a sottolineare l'esperta -. Ce lo dicono le mappature fatte dalla Fondazione Edmund Mach, che mostrano che le zecche stanno crescendo a livello numerico anche a causa dei cambiamenti climatici".

 

A diffonderle sul territorio sarebbero in particolare i selvatici, ai quali questi artropodi si attaccano per nutrirsi, finendo per venire trasportate in diverse zone del Trentino: "A costituire potenziale pericolo per l'uomo (in egual maniera per adulti e bambini) sono le zecche infette, che possono trasmettere il virus Tbe causando nel 90% dei casi un'infezione che risulta spesso asintomatica (casi che, in quanto asintomatici, non possono essere conteggiati ndr) mentre nel restante 10% il virus evolve in malattia con sintomi più o meno gravi, che possono andare da febbre e dolori muscolari fino a una sintomatologia neurologica importante (che lascia anche sequele). In alcuni casi, purtroppo, questa malattia può condurre anche alla morte".

 

Fra i 15 casi registrati nel 2024, si contano tre decessi. "Quest'anno siamo partiti, a sorpresa, con due casi di Tbe: una 48enne e un 50enne sono stati ricoverati nelle scorse settimane all'ospedale Santa Chiara di Trento e già dimessi - prosegue Zuccali -. Dico a sorpresa perché il caldo è appena iniziato e il tempo nelle scorse settimane non è stato troppo favorevole. Vediamo come andrà ma i numeri degli scorsi anni, compresi quelli delle vaccinazioni, fanno ben sperare".

 

In generale, per chi frequenta la montagna e le zone naturali è importante vaccinarsi contro la Tbe e rispettare alcune semplici (ma preziose) regole: "Utilizzare, anche quando fa caldo, vestiti lunghi e calzature idonee. Infilare sempre i pantaloni nei calzini: ciò impedisce alla zecca di risalire la gamba - ricorda l'esperta -. Non appoggiare zaini o indumenti a contatto con il terreno o su rami di alberi e arbusti, perché gli artropodi potrebbero fissarsi alle trame del tessuto e tornare a casa con noi. Cercare di non camminare nell'erba alta e utilizzare un repellente".

 

Quando si rientra a casa da un'escursione è sempre bene controllare la propria superficie cutanea: "Se si trova una zecca, toglierla il prima possibile e buttarla nel water - conclude Zuccali -. Per chi avesse animali domestici, utilizzare repellenti e controllarli, soprattutto dopo le uscite in natura".

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