Ferrovia della Valsugana: l'opposizione chiede soluzioni e alternative. Coppola: “Serve una vera svolta per dotare il territorio di una tratta efficiente e funzionale”
Il percorso di elettrificazione annunciato lunedì per il 2026 ha già sollevato numerose critiche. Tra le ipotesi per migliorare la linea anche treni a batteria o a idrogeno con l'auspicio di rendere “questo mezzo una vera alternativa al traffico su gomma”

TRENTO. Continua ad essere oggetto di infinito dibattito, la ferrovia della Valsugana, tratta notoriamente sfortunata in quanto interessata pressoché quotidianamente da lavori, ritardi e soppressioni.
Secondo i dati pubblicati nel rapporto Pendolaria di Legambiente relativo all'anno 2023, la linea è infatti al settimo posto tra le peggiori tratte ferroviarie d'Italia. Una posizione che non è certo motivo di vanto ma che conferma il disagio di pendolari e viaggiatori.
“Sono innumerevoli le notizie e i comunicati che riguardano sospensioni (anche improvvise) di corse, lavori di ogni sorta, seguiti da provvedimenti tampone come i bus sostitutivi che risultano lenti, troppo affollati, che non permettono il trasporto di biciclette, poco funzionali alle coincidenze e con ricadute negative sulla mobilità degli utenti abituali e anche sull’immagine turistica dell’intero Trentino” commenta in una nota ufficiale Lucia Coppola, consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra.
Gli interventi fatti in questi ultimi anni non sono infatti stati sufficienti a migliorare l'efficacia del servizio ferroviario e si continua ad attendere “senza esito, una vera svolta per dotare il nostro territorio di una tratta efficiente e funzionale” continua Coppola.
Lo scorso lunedì 29 gennaio, la Provincia ha annunciato il completamento nel 2026 dell'elettrificazione della ferrovia oltre all'acquisto di 13 nuovi treni e alla risoluzione di una serie di problemi tecnici che permetteranno così di arrivare a programmare fino a 88 corse giornaliere. Tra le soluzioni alternative proposte, anche treni a batteria o a idrogeno, con l'auspicio di rendere “questo mezzo una vera alternativa al traffico su gomma”. Un beneficio a vantaggio di pendolari ma anche del turismo locale.
Per l'opposizione però non basta perché “l'elettrificazione della ferrovia della Valsugana non servirà a molto se non ci sarà un parallelo percorso di incentivazione all’uso della stessa, di promozione del mezzo pubblico come risorsa, non solo per quanti si spostano per studio o lavoro, ma per tutta la comunità” puntualizza Coppola, invitando l'amministrazione provinciale a compiere scelte efficienti e lungimiranti che puntino alla cooperazione tra i vari comuni interessati dalla ferrovia e dal traffico pendolare.
Senza questa programmazione, ammonisce Coppola “c'è il rischio di un’ennesima cattedrale nel deserto, anche a fronte di alcune indiscrezioni che vedrebbero la tratta condizionata nei prossimi anni dai lavori per il by pass ferroviario di Trento. Si potrebbe quindi trovarsi di fronte al paradosso che – una volta elettrificata la linea – il treno non possa essere sfruttato in tutta la sua potenzialità, finendo nuovamente per essere dimenticato dalla politica provinciale, dai dirigenti e da tutta l’opinione pubblica e tornando ad occupare i primi posti della classifica citata in apertura”.


















