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Trento
01 febbraio | 21:33

Ferrovia della Valsugana: l'opposizione chiede soluzioni e alternative. Coppola: “Serve una vera svolta per dotare il territorio di una tratta efficiente e funzionale”

Il percorso di elettrificazione annunciato lunedì per il 2026 ha già sollevato numerose critiche. Tra le ipotesi per migliorare la linea anche treni a batteria o a idrogeno con l'auspicio di rendere “questo mezzo una vera alternativa al traffico su gomma”

Ferrovia della Valsugana: l'opposizione chiede soluzioni e alternative
di Alissa Claire Collavo

TRENTO. Continua ad essere oggetto di infinito dibattito, la ferrovia della Valsugana, tratta notoriamente sfortunata in quanto interessata pressoché quotidianamente da lavori, ritardi e soppressioni. 

Secondo i dati pubblicati nel rapporto Pendolaria di Legambiente relativo all'anno 2023, la linea è infatti al settimo posto tra le peggiori tratte ferroviarie d'Italia. Una posizione che non è certo motivo di vanto ma che conferma il disagio di pendolari e viaggiatori.

 

“Sono innumerevoli le notizie e i comunicati che riguardano sospensioni (anche improvvise) di corse, lavori di ogni sorta, seguiti da provvedimenti tampone come i bus sostitutivi che risultano lenti, troppo affollati, che non permettono il trasporto di biciclette, poco funzionali alle coincidenze e con ricadute negative sulla mobilità degli utenti abituali e anche sull’immagine turistica dell’intero Trentino” commenta in una nota ufficiale Lucia Coppola, consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra.

 

Gli interventi fatti in questi ultimi anni non sono infatti stati sufficienti a migliorare l'efficacia del servizio ferroviario e si continua ad attendere “senza esito, una vera svolta per dotare il nostro territorio di una tratta efficiente e funzionale” continua Coppola.

 

Lo scorso lunedì 29 gennaio, la Provincia ha annunciato il completamento nel 2026 dell'elettrificazione della ferrovia oltre all'acquisto di 13 nuovi treni e alla risoluzione di una serie di problemi tecnici che permetteranno così di arrivare a programmare fino a 88 corse giornaliere. Tra le soluzioni alternative proposte, anche treni a batteria o a idrogeno, con l'auspicio di rendere “questo mezzo una vera alternativa al traffico su gomma”. Un beneficio a vantaggio di pendolari ma anche del turismo locale.

 

Per l'opposizione però non basta perché “l'elettrificazione della ferrovia della Valsugana non servirà a molto se non ci sarà un parallelo percorso di incentivazione all’uso della stessa, di promozione del mezzo pubblico come risorsa, non solo per quanti si spostano per studio o lavoro, ma per tutta la comunità” puntualizza Coppola, invitando l'amministrazione provinciale a compiere scelte efficienti e lungimiranti che puntino alla cooperazione tra i vari comuni interessati dalla ferrovia e dal traffico pendolare.

 

Senza questa programmazione, ammonisce Coppola “c'è il rischio di un’ennesima cattedrale nel deserto, anche a fronte di alcune indiscrezioni che vedrebbero la tratta condizionata nei prossimi anni dai lavori per il by pass ferroviario di Trento. Si potrebbe quindi trovarsi di fronte al paradosso che – una volta elettrificata la linea – il treno non possa essere sfruttato in tutta la sua potenzialità, finendo nuovamente per essere dimenticato dalla politica provinciale, dai dirigenti e da tutta l’opinione pubblica e tornando ad occupare i primi posti della classifica citata in apertura”.

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