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Frattura totale con il resto della giunta: a Levico Terme si dimette il vice sindaco Patrick Arcais: "Motivi esclusivamente politici: dagli errori bisognerebbe imparare"

La decisione è dettata, come lui stesso tiene a sottolineare in una lunga missiva, per motivazione "esclusivamente di natura politica". Dal contenuto della lettera, con cui annuncia le proprie dimissioni e comunica che tale decisione non rappresenta il "trampolino di lancio per una candidatura a sindaco" si evince chiaramente come il rapporto con l'attuale primo cittadino (e forse l'intera giunta) fosse ormai completamente deteriorato

Pubblicato il - 27 maggio 2024 - 20:56

LEVICO TERME. Un fulmine a ciel sereno.

 

Da poche ore Patrick Arcais non è più il vice sindaco di Levico Terme. La decisione è dettata, come lui stesso tiene a sottolineare in una lunga missiva, per motivazione "esclusivamente di natura politica". Dal contenuto della lettera, con cui annuncia le proprie dimissioni e comunica che tale decisione non rappresenta il "trampolino di lancio per una candidatura a sindaco" si evince chiaramente come il rapporto con l'attuale primo cittadino (e forse l'intera giunta) - anche se Beretta non viene mai nominato e questo è piuttosto strano, visto che sino all'altro giorno è stato il suo braccio destro - fosse ormai completamente deteriorato. E irrecuperabile.

 

Da qui la sua decisione di chiamarsi "fuori" in via definitiva.

 

"Con la presente - esordisce l'ormai ex vice sindaco - intendo comunicare le mie dimissioni irrevocabili dalla carica di Vicesindaco ed Assessore. Le motivazioni sono esclusivamente di natura politica. Parimenti, pur rimanendo convintamente “di cuore” Patto Levicense, intendo comunicare, per coerenza, la mia adesione al Gruppo Misto come consigliere comunale. Ringrazio chi in questi anni ha collaborato nel tentativo di cambiare le cose, migliorarle, fare di Levico un paese a misura delle famiglie che vi risiedono e vi lavorano, nonché il posto dei sogni per chi lo raggiunge da turista. Cambiare, o comunque migliorare, le cose non è facile, tuttavia per farlo occorrono voglia di fare, che non è mai mancata, ma sono necessari anche impulso e soprattutto coraggio che ho sentito condividere da pochi. Certamente per farlo occorre anche (e forse soprattutto) assumere posizioni, anche dure, anche difficili, cosa che non è mai avvenuta per la paura degli scontri interni alla maggioranza.

Porto l’esempio del Grand Hotel Imperial, per il quale, insieme al mio gruppo consiliare, ho formulato una presa di posizione al fine di far sentire alla Provincia la voce unitaria del comune ed evitare ulteriori dolorose perdite di tempo. La proposta, risalente a marzo, è finita in qualche cassetto, ed ora la Giunta Provinciale “pesta piano” sul tema Grand Hotel, nell’incertezza delle posizioni che assumerà il Comune (vendita si, vendita no?). Oppure posso portare l’esempio del regolamento plateatici, nel cassetto da anni,  anche questo finito lì per evitare attriti interni. Da quasi due settimane chiedo ai vertici del comune di entrare in possesso di informazioni relative al recente esito delle gare per la gestione dei beni di proprietà del Comune, senza tuttavia riuscire ad ottenerle. Per questo motivo, contestualmente alle dimissioni, presento anche una richiesta di accesso agli atti in merito.  Ho visto poi prendere decisioni in tema eventi, nello specifico un corteo legato ad un auto raduno, per poi rimettere tutto in discussione pochi mesi ed a volte settimane dopo, seguendo il medesimo, imbarazzante, iter dell’anno precedente. Eppure, dagli errori, bisognerebbe imparare".

 

Arcais va ancora all'attacco e si capisce, chiaramente, che la "spaccatura" con la Giunta era ormai totale.

 

"In Giunta - prosegue - per molti mesi non si è parlato di temi ed opere fondamentali per la nostra città, se non su specifica sollecitazione. Terme, Imperial, nuovo Polo Culturale, Panarotta, rilancio della località di Vetriolo. Si è però discusso in 3 momenti diversi del passaggio del raduno dell’amico Barber, il quale, simpatico o antipatico possa stare, ha sempre messo il cuore per organizzare gli eventi nella propria città, anche ora che il suo principale si è spostato a Borgo Valsugana, proprio come faceva il suo papà Ugo. Auguro davvero a chi rimane di ritrovare la bussola. Quanto agli uffici, per quanto attiene le dirette competenze che ho fino ad oggi avuto in capo, devo solo dire grazie. Grazie a chi mi ha aiutato a comprendere le logiche ed i meccanismi del bilancio pubblico ed a stilare la programmazione economica , a chi mi ha guidato nel mondo del sociale, anche attraverso l’organizzazione dei progetti del “verde”, grazie a chi mi ha saputo guidare nel mondo delle associazioni sportive, sociali, sanitarie e di assistenza. Grazie all’instancabile, e ritengo non a sufficienza considerata professionalmente, responsabile di biblioteca, vera fucina di cultura.
Più in generale grazie a tutti coloro i quali ogni giorno si adoperano per compiere ciò che ritengo essere l’essenza del pubblico impiego: mettersi a disposizione dei Cittadini per migliorare loro la vita. Tra i dipendenti ho conosciuto ed apprezzato tanti di loro, persone che nel proprio lavoro mettono tutto il cuore e lo considerano una missione. Persone e lavoratori eccezionali, loro sanno a chi mi riferisco, impiegati ed operai. Rappresentano i pistoni migliori di questo motore che, tuttavia, necessita in alcuni settori di essere manutenuto. Occorre assumersi, anche qui, l’onere di cambiare le cose. Un ufficio in cui non sono resi chiari gli obiettivi attraverso la formazione di una scala delle priorità, in cui non è chiara l’assegnazione dei ruoli ed in cui nessuno o quasi è al corrente del lavoro di cui si stanno occupando i colleghi, è un ufficio che non può che arrancare, ed i cui impiegati non possono che “boccheggiare” ed avere costantemente l’amaro in bocca. Ho solo consigli e nulla da insegnare, tuttavia l’auspicio è che, chi è deputato a farlo, assuma il coraggio di incidere nell’impartire le istruzioni necessarie al fine di migliorare la vita e l’impiego di chi in comune lavora e, di riflesso, dei Cittadini".

Poi la conclusione, analizzando anche quelli che Arcais individua come gli errori commessi durante il mandato.

 

"Infine - chiude - ho delle scuse, iniziando dalle persone che sul mio nome hanno espresso la preferenza nel 2019 e che si sarebbero certamente aspettate che io concludessi il mandato, così come quelle che a suo tempo si sono messe a disposizione dando la propria disponibilità a candidare nel “Patto”. Scuse verso le persone che deludo rassegnando le dimissioni. Scuse verso i Cittadini ai quali non sono in questi 5 anni riuscito a dare risposta, come i ragazzi che hanno raccolto le firme per uno Skate Park, i Cittadini, le aziende, le società e le associazioni che attendono risposte alle loro legittime istanze, i Cittadini che da Vaia attendono di avere una strada di accesso alla propria baita, pur continuando a pagare Imis. Mi scuso inoltre con la consigliera comunale Paola Acler, per non averla coinvolta nelle decisioni che hanno riguardato l’istruzione, questione per la quale aveva ricevuto specifica delega. Di molte di queste mancanze mi assumo la piena responsabilità.

Concludo questa mia esperienza dopo aver portato all’attenzione del comitato di gestione dell’asilo nido cComunale la graduatoria per il prossimo anno. Tra gli obiettivi di legislatura ho sempre avuto quello di dare risposta positiva al maggior numero di domande, nell’intento di compiere ciò che ritengo essere il compito principale di un Assessore con deleghe anche in istruzione e sociale: quello di aiutare le Famiglie nell’importante responsabilità di conciliare vita e lavoro. Grazie all’apertura del nuovo polo 0/6, attraverso una delibera che la Giunta verosimilmente approverà nel corso della prossima settimana, dovrebbero essere accolte la quasi totalità delle domande che provengono dalle famiglie residenti a Levico. Peccato per quel “quasi”, tuttavia sono certo che l’impegno a tendere sarà quello di arrivare ad una copertura del 100%. Mi sento inoltre in obbligo di smorzare sul nascere ogni eventuale idea circa la possibilità che questo mio intervento possa rappresentare un trampolino per una futura candidatura a Sindaco. Ad oggi, le grandi delusioni ed il senso di impotenza che mi hanno pervaso sino a portarmi a maturare la difficile scelta di dimettermi, hanno lasciato segni profondi. La politica vissuta in prima persona non è per me più una priorità.

Resta e resterà la disponibilità a mettere a disposizione della comunità levicense - per puro senso civico - le idee nelle quali tanto ho creduto. Patrick Arcais, ex vice sindaco".

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