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“I nostri corpi non sono la vostra propaganda”, mini contestazione alla ministra Roccella: "Ho fatto il mio intervento, esercizio di democrazia"

Il sit-in di  “Non una di meno” durante l'incontro del Festival dell'Economia che ha visto protagonista la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella

“I nostri corpi non sono la vostra propaganda”, mini contestazione alla ministra Roccella

TRENTO. Dopo le contestazioni al ministro Matteo Salvini nella prima giornata del Festival dell'Economia, alle urla “Torna a casa” alla premier Giorgia Meloni, questa mattina  ad essere contestata è stata anche la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Maria Roccella che è intervenuta al panel "Riarmo demografico alla Macron oppure scelte consapevoli delle donne?", organizzato nell'ambito del Festival dell'economia di Trento. 

 

A  poca distanza dalla palazzo della Provincia, dove si è tenuto l'incontro e dove la ministra ha incontrato la vicepresidente Francesca Gerosa, “Non una di meno” ha organizzato un sit – in con tanto di striscione con la scritta “I nostri corpi non sono la vostra propaganda”. 

 

 

“Nel palazzo della Provincia di Trento – spiegano le manifestanti – si tiene l'ennesimo convegno sulla maternità che vede ospite la ministra Roccella espressione di un governo violento con l'unico obiettivo quello di controllare il nostro corpo perché ci vuole incubatrici per la patria”. 

 

Diversi gli slogan contro le politiche del governo e in particolare contro l'emendamento approvato sull'accesso di gruppi anti-abortisti nei consultori.  Nel corso dell'incontro la ministra Roccella ha parlato della necessità di aumentare i Centri per la Famiglia e dell'impegno del governo contro la denatalità. 

Al termine dell'appuntamento sempre la ministra sui social ha voluto sottolineare che “Oggi a Trento è andato tutto benissimo: io ho svolto l’intervento previsto al Festival dell’Economia, alcune persone che volevano protestare lo hanno fatto tranquillamente, nessuno ha impedito a nessun altro di parlare. Dunque, al di là del fatto che la contestazione era del tutto fuori tema visto che al Festival parlavamo di natalità e chi protestava lo faceva parlando di controllo dei corpi che nessuno ha mai immaginato di attuare, è stato un esercizio di democrazia”. 

 

 

 

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